Gli affari d'oro della spia amata dai grillini

Per il blog di Grillo è un paladino della legalità. In realtà ha trattato la vendita degli evasori a mille dollari l’uno

Proprio come nelle trame degli 007. Sembra di essere in un romanzo di Gerard de Villiers, il prolifico autore di tantissime spy-story. Dunque, si scopre ora che Hervé Falciani, l'informatico che nel 2008 mise in crisi gli evasori di mezzo mondo e scardinò i segreti di quella cassaforte chiamata Svizzera, non era un disinteressato benefattore. Né un cavaliere bianco. O un Robin Hood che toglie lo scudo del segreto bancario ai ricchi e li consegna all'implacabile spremitura del fisco. Non che ci avessimo creduto più di tanto, anche se ora la famosa supertalpa globale trova a sorpresa generosa ospitalità e rilancia la propria voce sul sito di Beppe Grillo.

Un abile makeup, mentre la controinvestigazione di un giornale elvetico, Agefi, approda a una conclusione clamorosa: i 127mila nomi della lista Falciani (o meglio una sua parte) furono pagati a peso d'oro. Qualcosa come mille dollari l'uno. Mille dollari per rivelare i titolari dei conti cifrati della filiale ginevrina della Hsbc, colosso britannico del credito. Falciani si era impadronito di quell'elenco e lo rivendette a un prezzo stratosferico. Il totale farebbe 127 milioni di dollari. Una cifra colossale. Altro che operazione di moralità internazionale al servizio della trasparenza e di altri nobilissimi valori. Panzane. Agefi avrebbe fra le mani anche i nomi dei mediatori con cui trattò. «Sicuramente - nota il foglio economico dopo aver visionato un voluminoso rapporto della polizia federale svizzera - riuscì ad agganciare i servizi segreti della Germania». E dai tedeschi dovrebbe aver ricevuto un compenso di quattro milioni di dollari. Falciani, dunque, come l'informatico di Vaduz, capitale del Liechtenstein, che offre a caro prezzo alla Cia e al principe delle spie Malko Linge, protagonista di tante storie di de Villiers, gli impenetrabili segreti a nove cifre di un oligarca russo invischiato in un pericolosissimo traffico di missili con l'Iran degli ayatollah.

La notizia è ancora più affilata perché nelle stesse ore in cui il quotidiano svizzero svela le conclusioni cui sono giunti gli investigatori, Falciani prende carta e penna scrivendo, nientemeno, al blog di Beppe Grillo: «Un saluto agli amici del blog di Beppe Grillo...» E lì si smacchia, anzi si accredita nuovamente come una sorta di alfiere nella lotta all'evasione fiscale e al riciclaggio su scala planetaria. «Ho lavorato per diversi anni - fa sapere Falciani - per una delle più grandi banche del mondo, a Montecarlo, in Svizzera e in altri posti, li dovreste conoscere... sono i paradisi fiscali». E ancora: «Da cinque anni collaboro con la giustizia nel mondo intero... ho potuto recuperare prove a sufficienza perché agissero... Già permettere la condivisione di un'informazione significa lottare contro l'impunità e far retrocedere l'ombra. Per una volta non saremo noi cittadini ad essere sorvegliati, ma le banche». Un tema, come si vede, allettante per il Movimento 5 stelle e, più in generale, di grande presa sull'opinione pubblica.

Insomma, Falciani parla di sé come di un crociato in guerra contro gli gnomi senza scrupoli della finanza, ma a pensare male si rischia di centrare meglio il punto: quanto ha incassato il quarantunenne tecnico franco-italiano per aprire una falla nel fortino rossocrociato e portarsi via quell'elenco interminabile di 400mila evasori? «Non ho mai voluto trarre alcun profitto», è stata la sua candida risposta alle domande della stampa francese. Forse non è andata così e gli svizzeri, col dente avvelenato, avrebbero scoperto che il traffico di notizie fu profumatamente remunerato.

Per la cronaca la parte italiana del dossier, arrivata nel nostro Paese fra squilli di tromba e grandi aspettative, si è rivelata un clamoroso flop. «Noi - spiega al Giornale un alto ufficiale delle Fiamme gialle - abbiamo ricevuto settemila nominativi di probabili correntisti dell'istituto di credito ginevrino e abbiamo cominciato a sentirli. Ma quelli in generale negavano e a quel punto la lista è diventata un esercizio di stile». Senza futuro. L'unica via d'uscita sarebbe rappresentata dall'invio di rogatorie a Berna. «Le autorità svizzere, piccolo dettaglio, ritengono però che quell'elenco sia stato trafugato illegalmente e dunque non ci trasmetteranno mai alcuna informazione».

La crociata di Falciani in ogni caso va avanti e cerca una sponda nei movimenti antisistema della politica europea. E se gli svizzeri, in cerca di vendetta per i «buchi» nei loro caveau, vorrebbero arrestarlo, i francesi gli hanno dato un contratto di consulenza con il fisco. Così Falciani resta un personaggio double face. Come tanti 007.

Commenti

piantagrassa

Mar, 21/01/2014 - 08:53

Questo è il classico "furbetto" che fa breccia su tante persone con poco cervello, sono i classici "boccaloni". Ci dica in quale paradiso fiscale ha messo i soldi incassati con questo sistema. Altro che benefattore............fà abbastanza schifo.

lakos29

Mar, 21/01/2014 - 08:59

da uno come Grillo ed i suoi ci si può aspettare di tutto

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Mar, 21/01/2014 - 09:30

E' ancora in giro questo qua ? Ma tra quelli che ha "bruciato" non ci sarà stato qualcuno di molto potente e cattivo, che progetti di farlo sparire in maniera brutta e dolorosa, a monito di altri eventuali spioni ?

angelomaria

Mar, 21/01/2014 - 09:31

non solo da dove arrivano i soldi con cui l'ha pagato tisulta nella dichiariaxione dei redditi o sono in nero!!!buobgiorno e buontutto cari lettori

Ritratto di hellmanta

hellmanta

Mar, 21/01/2014 - 09:49

"Ma quelli in generale negavano e a quel punto la lista è diventata un esercizio di stile..." Ovvio! Mi immagino la telefonata: "Buongiorno, è la Guardia di Finanza. Per caso lei ha un conto bancario in Svizzera con dei capitali da nasconderci?" "Chi, io? Ma,ma come,ma chi ve l'ha...no!, non sono un evasore!" "Ah, va bene, grazie lo stesso"

Ritratto di mark 61

mark 61

Mar, 21/01/2014 - 10:05

COSI GIUSTO X RICORDARLO se voi permettete gli affari d’oro sono questi : 1243 appartamenti due miliardi di euro in contanti..alberghi di lusso .mai pagato una tassa in vita sua...ora vi chiedete xkè non vogliono pagare l'imu?? Cosi x RICORDARLO

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mar, 21/01/2014 - 11:12

Andrea B: il suo è il classico stile mafioso, complimenti.

fottosinistrati

Mar, 21/01/2014 - 11:17

mark 61, cosi giusto per ricordarlo, un altro paese aveva bloccato le transazioni estere e abbiamo visto benissimo come è andata a finire ....tutti poveri , anzi talmente poveri che hanno visto le proprie madri mogli e figlie prostituirsi per mangiare ... Ops scusa, forse un cervellino piccolo come il tuo non può ricordarlo...

electric

Mar, 21/01/2014 - 11:53

Ad ogni modo è essere spregevole, buono per M5S. Le 'vere' indagini semmai le devono effettuare gli uomini della GdF, non affidarsi ad un privato senza scrupoli, che riesce pure ad arricchirsi in questo modo. A proposito: le tasse le ha regolarmente pagate?

fottosinistrati

Mar, 21/01/2014 - 11:58

gzorzi il suo è il classico stile del comunista di merda ....in quanto quando la tassazione raggiunge lo strozzinaggio non è più difendibile ...mentre i dementi come lei continuano a legittimare questi tassatori di mestiere (altro non sanno fare , in quanto i compagni storicamente non fanno mai un capzo)le chier il concet sfighèd...vai a spalare il mare , che è roba che fai anche du gocce di sudore

sardo

Mar, 21/01/2014 - 12:00

quanti di voi se la stanno facendo sotto eh? come per le intercettazioni se queste servono per acciuffare i ladri e i mafiosi io non ho nulla da temere e applaudo iniziative volte a portare la legalità, sempre nel rispetto delle libertà altrui. infine vi ricordo "male non fare, paura non avere"... ciao evasori!!!

cecco61

Mar, 21/01/2014 - 12:34

Quanti commenti inutili e soprattutto dettati da ignoranza totale della materia. In primis non è assolutamente vietato detenere conti correnti o altro all'estero (i nostri politici lo vorrebbero ma non possono farlo perché il mondo intero si rivolterebbe e non avremmo più alcun investimento straniero in Italia). Aggiungo che, in dichiarazione, vanno dichiarate le attività estere che generano dei redditi, certi o possibili: se uno apre un c/c all'estero, con spese a zero in cambio di interessi attivi a zero, non è tenuto a dichiararlo a chicchessia. Possono essere quattrini lecitamente guadagnati e già tassati e solo per questo, non può essere automaticamente dichiarato evasore come la vox populi ci vorrebbe far credere. Troppe patrimoniali inutili e prive di qualsiasi ratio legis, utili solo per mantenere le varie prebende della casta, determinano la fuga di capitali. Ricorderete la patrimoniale sui c/c di Amato: per portare a casa 100, l'Italia e la sua economia ne persero 10.000 in soli sei mesi per non parlare delle perdite su periodi di medio-lungo termine. Come già detto altrove un fisco equo eviterebbe il problema attirando pure investitori stranieri con solo nostro immenso beneficio. Il ridicolo è che tasse e imposizioni farlocche vengono giustificate con l'equità fiscale a difesa dei piccoli mentre, in realtà, le operazioni estere possono permettersele solo chi ha ingenti capitali e non certo noi comuni mortali che veniamo tartassati quotidianamente.

Ritratto di riccio.lino.porco.spino

riccio.lino.por...

Mar, 21/01/2014 - 13:57

eh lo so, ormai se ne trovano pochi che come te, o zurlo, lavorano solo per la gloria.