Alfano scarica la Minetti: «Deve lasciare»

Il segretario del Pdl non si sente scavalcato: "Riconoscenza prima di tutto. Conosco le cose della casa, non esiste un cerchio magico"

Roma - «Sì». Un monosillabo, un avverbio di due lettere appena, ma è quanto basta ad Angelino Alfano per aprire ufficialmente il caso Nicole Minetti. «Sì», risponde quindi il segretario del Pdl intervistato da Sky: basta chiacchiere, entro oggi, lunedì, il consigliere regionale dovrà dimettersi dal Pirellone. Ma lei, confortata da twitter, resiste.
Nel 2013 torna il Cav e qualcuno sarà costretto a uscire di scena. Non Alfano che, giura, non si sente scaricato. «Ho condiviso la scelta del presidente e ho messo la riconoscenza davanti a tutto». Nessun rimpianto. «La candidatura di Silvio Berlusconi sarà impiantata in qualcosa di molto solido. Lui non è animato da ambizioni personali, quanto dal fatto che gli italiani devono pronunciarsi su un pezzo della nostra storia e sulle modalità oscure con cui il nostro governo è caduto». Il Pdl punta a una riforma elettorale «che consenta ai cittadini di scegliere senatori e deputati e di eleggere il presidente della Repubblica». Nel frattempo Monti non si tocca e l'euro neppure: «Nonostante i suoi enormi problemi, noi crediamo nella moneta unica. Servono piuttosto più poteri alla Bce».
Alfano conosce «le cose della casa» e assicura che attorno a Berlusconi non si è stretto nessun cerchio magico come quello di Bossi. «Folklore, non ne ha bisogno. Maria Rosaria Rossi? Una brava parlamentare, io la ricandiderei». Non farebbe altrettanto con l'ex igienista dentale di Silvio, indagata per favoreggiamento della prostituzione. La Rossi invece è di un altro livello, «svolge una collaborazione di una certa efficacia accanto al presidente», va ricandidata.

Ma in quale lista? Come si chiamerà il nuovo centrodestra? Daniela Santanchè ha un'idea: Forza Italia. «Sarebbe una soluzione ottimale - dice Osvaldo Napoli - perché è il passato di tutti noi. Qualcuno storce il naso, ma dovrà farsene una ragione. Berlusconi è una figura carismatica che crea consenso e con lui centro moderato potrà tornare ad essere protagonista». E Rocco Girlanda: «Berlusconi è il bosone di Higgs della politica italiana».
La nuova Forza Italia, se davvero si chiamerà così, dovrebbe essere un listone pronto ad ospitare volti nuovi e giovani della politica e a disfarsi di alcuni vecchi arnesi. Spiega il deputato Massimo Corsaro: «Come Pdl abbiamo commesso un errore, rendere credibile l'avversione dei cittadini per il Parlamento dei nominati». Fuori allora simboli negativi come la Minetti, mentre tremano colonnelli e nomenclature. In sofferenza appaiono soprattutto gli ex An, che non vogliono essere assorbiti, e i malpancisti vicini a Beppe Pisanu e Claudio Scajola. Le due aree, si dice a Montecitorio, potrebbero addirittura presentare delle liste autonome.

La Russa, Gasparri e Matteoli avrebbero già minacciato di andarsene, ma soltanto l'ex ministro Giorgia Meloni finora ha trovato la forza di esporsi: «Agli apologeti del ritorno al passato voglio solo ricordare che in tutta la sua storia Forza Italia ha preso al massimo il 21 per cento, ben lontano dal 38 del Popolo delle libertà». L'ex dc Gianfranco Rotondi la butta sul ridere: «Se davvero Berlusconi vuole rottamare il Pdl, allora io chiedo di poter avere il rottame». E mentre Pisanu e Scajola guardano verso Casini, Giulio Tremonti sembra restare fuori dai giochi. «Giulio se ne va? Io non ho notizie», il gelido commento di Alfano.
A preoccupare i contrari alla riedizione del partito del '94 un possibile smantellamento delle cariche e delle posizioni. Che il Cavaliere voglia dare «una rinfrescatina alla casa», non è un mistero per nessuno. L'allontanamento della Minetti serve per dare un taglio all'immagine del festini. Poi c'è il problema di una partito che sembra troppo strutturato, troppo stile prima repubblica: nel Pdl temono che dietro la battaglia sulle preferenze ci sia l'intenzione di azzerare i vertici con un colpo di spugna, riportando a Palazzo Grazioli la scelta di chi far scendere in pista e come.