Arrestati in 45 e sequestrate le proprietà immobiliari per restituire i soldi

NapoliQuindicesima puntata della storia infinita dei falsi invalidi di Napoli. All'alba di ieri i carabinieri del Comando Provinciale hanno compiuto un'altra retata: stavolta gli arrestati sono 45. In totale, da quando è iniziata questa vicenda, circa cinque anni fa, gli indagati sono oltre 360, tutti accusati a vario titolo di truffa ai danni di ente pubblico, contraffazione di certificazioni, falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale. I carabinieri li hanno incastrati soprattutto con filmati e foto: chi doveva trovarsi inchiodato in un letto vittima di una grave malattia, di cui era stata certificata l'esistenza, era invece a spasso per i fatti suoi. Tra gli arrestati c'è anche un dipendente della Asl Napoli 1, la più importante del sud Italia ma, anche la più disastrata d'Europa. Tra gli indagati in stato di libertà anche due consiglieri di Municipalità di Poggioreale, quartiere da cui provengono molti degli arrestati.
L'attività investigativa dei carabinieri è stata coordinata dai pm della Procura, Sezione reati contro la pubblica amministrazione, diretta dal procuratore aggiunto, Francesco Greco. Nel corso di questi cinque anni di indagini i carabinieri hanno posto sotto sequestro beni e immobili per 14 milioni di euro a garanzia del recupero delle somme indebitamente percepite. Nel business dei falsi invalidi è entrata anche la camorra. Come si ricorderà l'attività investigativa portò anche all'individuazione di diversi sodalizi criminali specializzati nella «produzione» di falsi invalidi. Uno era sottoposto al diretto controllo di un clan camorristico del centro storico di Napoli. Un altro gruppo criminale faceva capo a un ex consigliere di Municipalità e si componeva anche di pubblici funzionari. Un terzo gruppo era formato da pubblici ufficiali in forza alla Asl e all'Inps, con il quale collaborava il pubblico ufficiale infedele arrestato ieri. In un filmato girato dai carabinieri del Colonnello Marco Minicucci si vede una donna a spasso per lo shopping e a giudicare invece dalla grave patologia dichiarata nel decreto di invalidità, doveva trovarsi a letto. Un'altra donna è stata catturata dai filmati mentre era impegnata a sbrigare delle pratiche in un ufficio pubblico. Anche lei doveva trovarsi a casa, a letto, perchè «gravemente ammalata».