Arriva la legge salva cani: la vivisezione ora è reato

Approvato il testo che impedisce l'uso di cani, gatti e primati nei laboratori Una vittoria per gli animalisti e per la loro paladina Michela Vittoria Brambilla

Quante battaglie. Se lascio libera la memoria, vedo i sit-in davanti alla famigerata Morini, di S.Polo d'Enza (Reggio Emilia), ditta storica nell'allevamento di cavie, dai topi ai cani Beagle. La memoria non può non andare a dieci anni fa, quando un camion della Morini venne fermato a Bolzano con venticinque cuccioli di cani Beagle, perché non era a norma. Morale, tutti i cani immediatamente confiscati e trasportati in un campo da calcio recintato, in mezzo alla fresca erbetta tutta per loro, con comode cucce e il servizio veterinario mobilitato per le loro esigenze. Perché ricordo così bene tutto questo? Perché, dopo tre giorni, iniziarono le adozioni e io e una mia collega eravamo sul posto ad adottare quella che ancora oggi si chiama Matilde e che, invece di finire sui freddi tavoli di marmo di un laboratorio di vivisezione tedesco, zampetta allegra sulle montagne della Valsassina, scappando ogni giorno verso le malghe e facendo ritorno quando le pare, come ogni buon Beagle.
Ho ricordato il fermo del camion della Morini perché è stato quello che io spero rapprsenti un po' l'11 settembre per i vivisezionisti. L'inizio della sconfitta di questa pratica crudele e fuorviante dal punto di vista scientifico, come ormai si rende sempre più evidente da parte dei più seri ricercatori di tutto il mondo.
Dopo l'episodio di Bolzano è venuta Michela Vittoria (è il nome appropriato) Brambilla, che si è dannata l'anima, assieme alle associzioni animaliste, ma sostenuta da un vasto pubblico trasversalmente schierato, per porre fine a questa vergogna, mettendo almeno alcuni solidi paletti. «Mai più Green Hill», è stato lo slogan che ha bloccato l'altra grande ditta allevatrice di cani Beagle destinati alla vivisezione o sperimentazione animale che dir si voglia. Quei paletti da ieri sono solidi, perché con l'approvazione definitiva alla Camera del disegno di legge di delegazione europea, acquistano forza di legge i criteri individuati dal Parlamento per l'applicazione della direttiva europea 2010/63 «sulla protezione degli animali utilizzati per scopi scientifici».
Tra questi il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori, norma scritta dall'onorevole Michela Vittoria Brambilla e introdotta nel testo già dalla scorsa legislatura, che ora è stata quindi approvata in via definitiva. Il governo ha anche accolto un ordine del giorno dell'onorevole Brambilla che lo impegna, indicando dove attingere le risorse, a favorire lo sviluppo di metodi alternativi e ad un più stringente controllo, sulla sperimentazione animale. «A poco più di un anno dalla liberazione dei 2.600 beagle, oggi celebriamo la vittoria definiva: con l'approvazione della mia norma, Green Hill non riaprirà mai più» ha commentato l'onorevole Brambilla. Oltre al divieto di allevamento, sono confermati l'obbligo di impiegare l'anestesia e l'analgesia per tutti gli esperimenti che causano dolore (eccetto i test su anestetici e analgesici), il divieto di utilizzare gli animali «per gli esperimenti bellici, per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d'abuso negli ambiti sperimentali».
Un dovuto ringraziamento alla sensibilità dei ministri Lorenzin e Moavero e a tutti quelli che hanno combattutto una battaglia sacrosanta.

Commenti

max.cerri.79

Gio, 01/08/2013 - 09:13

era ora, purtroppo conigli, cavie ecc continueranno ad essere usati. abbiamo tante risorse in italia, visto che ci costano inutilmente potrebbero essere usate per testare farmaci. ...almeno avrebbe più senso, meglio sperimentare sull' uomo che su un occhio di coniglio, i risultati sarebbero più attendibili

Roberta.d

Gio, 01/08/2013 - 09:42

Ottima la Sig.ra Brambilla!!!!!

Ritratto di rebecca

rebecca

Gio, 01/08/2013 - 10:21

Da un anno NIKY, una beagle di Green Hill, zampetta felice nel prato dinanzi casa. Non finiremo mai di ringraziare la sig.Brambilla e tutti gli attivisti LAV e LEGAMBIENTE per il grande lavoro svolto affinchè tanti piccoli esseri innocenti fossero salvati da una fine ORRIBILE!!!

Paul Bearer

Gio, 01/08/2013 - 10:40

Bene. Adesso serve una legge che salvi gli umani dai cani e dagli animalisti.

marco.iso

Gio, 01/08/2013 - 10:54

non è abolita la vivisezione, il titolo è sbagliato. tutti i protocolli per l'approvazione dei farmaci richiedono test su animali, ed anche i dossier tossicologici delle nuove sostanze qualora i dati non siano reperibili in altro modo. del resto lo stesso articolista lo dice in fondo al suo articolo. del resto questa è una delle contraddizioni delle norme europee: si vuole vietare l'impiego di aminali per i test ma per gli studi faramcologici si richiedono dati che attulmente sono disponibli solo attraverso i test animali. risultato: le industrie farmaceutiche spostano i centri di ricerca in stati che non recepiscono queste norme... i cani e le scimmie continuano a morire ma non sul nostro territorio...

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 01/08/2013 - 11:05

I fautori della sperimentazione umana, alternativa a quella animale, ignorano ,probabilmente, di essere stati preceduti su questa strada dall'ottimo Dr.Iosef Mengele. Naturalmente, per loro, è sempre possibile proporsi come cavie. Per il resto è lecito pensare che la ricerca farmacologica sia stata soltanto delocalizzata. Come da progetto a lungo vagheggiato e perseguito dalle nostre lungimiranti forze politiche. Interpellare, per conferma, gli studiosi che da tempo hanno previsto le levate d'ingegno del nostro parlamento fuggendo da un paese in cui demenzialità e cupio dissolvi sembrano ormai far premio su ogni altra considerazione di merito.

Nadia Vouch

Gio, 01/08/2013 - 14:03

Obbligo di anestesia o analgesia per tutti i test che implicano dolore, ma poi arriva la precisazione agghiacciante: "eccetto i test su anestetici e su analgesici". Quindi, per sperimentare questi ultimi, gli animali da esperimento devono essere nella condizione di avvertire il dolore. Terribile.