Articolo 18, ritocchisui licenziamentie sul potere dei giudici

Il relatore del ddl lavoro, Maurizio Castro (Pdl): "Meno poteri ai magistrati sui licenziamenti". Pd: "Equilibrio sull'articolo 18 non deve essere toccato"

Si va verso nuovi ritocchi all'articolo 18. In particolare, sui licenziamenti disciplinari, limitando i poteri dei giudici e modificando le norme che rischiano di introdurre minori tutele durante l’appello per i lavoratori licenziati.

A riferirlo è il relatore del ddl lavoro Maurizio Castro (Pdl), il quale ha sottolineato come dovrebbe essere il governo a presentare tali novità. Intanto sono oltre 800 gli emendamenti presentati in commissione al Senato: 300 sono del Pdl, 300 dalla Lega, 150 del Pd.

All’appello mancano le proposte di modifica dell’Idv e del Terzo Polo, di cui non si conosce ancora il numero. Il Pdl e il Pd, ha detto Castro, non hanno presentato proposte di modifica sull'articolo 18, coerentemente con quell'intesa. Ma qualche novità dovrebbe esserci per ridurre il potere discrezionale del giudice nel caso di licenziamenti disciplinari e per raccogliere i rilievi dei tecnici del Senato che evidenziavano rischi di minori tutele per lavoratori licenziati durante il processo d'appello. Non è escluso che il voto sugli emendamenti al ddl lavoro inizi non prima del 2 maggio. 

"Sull’articolo 18 abbiamo deciso di non fare interventi, assumendo come riferimento il compromesso raggiunto tra il presidente del consiglio e segretari dei partiti che sostengono il governo. Abbiamo sentito alcune voci che dicono che l’esecutivo si appresterebbe ad emendare anche il tema dei licenziamenti. Si tratta di una scelta delicata che, se effettuata, non può assolutamente mettere in discussione l’equilibrio raggiunto e soprattutto indebolire la posizione dei lavoratori, che debbono rimanere certi di avere sempre a disposizione una protezione dai licenziamenti facili", ha dichiarato il capogruppo del Pd nella commissione Lavoro nella Camera, Cesare Damiano

Commenti
Ritratto di etasrl

etasrl

Mar, 24/04/2012 - 21:53

solo un extra terreste che non sia vissuto un solo minuto in questo paese potrebbe pensare di attribuire al ns. mondo della "giustizia" un qualunque ruolo nella risoluzione di una vertenza nel mondo del lavoro.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 25/04/2012 - 01:58

Se venissero limitati i poteri dei giudici sarebbe una gran bella conquista. Eviteremmo la reintegrazione nelle fabbriche di coloro che si macchiano del reato di sabotaggio della produzione. Un reato che a Menfi i giudici hanno arbitrariamente depenalizzato in obbedienza alle proprie convinzioni ideologiche. Una vergogna che non dovrebbe più ripetersi. Il lavoro va rispettato. Non è materia di cui i giudici possono decidere a proprio piacimento.

macchiapam

Mer, 25/04/2012 - 09:44

Da sempre vado sostenendo che il problema dell'art. 18 non è la norma in sè, ma l'applicazione esagerata che ne hanno fatto i giudici, spesso abusando della discrezionalità loro attribuita. Ora finalmente qualcuno sembra essersi accorto che l'eccessiva discrezionalità è il punto dolente, e propone d'incidere in proposito; ma sarà tecnicamente difficile tradurre in norme un precetto limitativo della discrezionalità. Staremo a vedere...