Gli asfaltati

Il successo con percentuali bulgare di Matteo Renzi è un boccone amaro per molti. A cominciare dallo stesso Pd e da quel Massimo D'Alema che, da anni ormai, è il principale oppositore nell'ascesa del sindaco di Firenze al ruolo di vertice che rivendica, cementato dal successo di domenica. Con l'ex premier tra i «bastonati» della consultazione democratica tutti i rappresentanti di quella nomenklatura che osteggia da sempre il rottamatore: da Rosy Bindi a Pier Luigi Bersani, da Guglielmo Epifani fino alla segretaria della Cgil Susanna Camusso. E con il successo di Renzi si prepara a essere riposto in soffitta tra le cose che non servono più anche l'inciucio chiamato «larghe intese». Tra i più attapirati il suo sponsor principale, il capo dello Stato Giorgio Napolitano, con il premier Enrico Letta e i ministri democratici. Senza dimenticare Angelino Alfano e la pattuglia di Ncd più Pier Ferdinando Casini e centristi, tutti appesi all'esperienza nell'esecutivo Letta come unico segnale di sopravvivenza politica.