Basta un gesto di Bossi per far saltare il Carroccio

La guerra di Umberto Bossi (nella foto)al governatore della Lombardia Roberto Maroni non conosce sosta. Ieri il Senatùr si è messo di traverso e ha revocato l'espulsione di alcuni leghisti che avevano fatto ricorso al Tar contro il provvedimento. Due sono certi: il dirigente del Carroccio Marco Desiderati e l'ex assessore comunale di Lesmo Flavio Tremolada, erano stati cacciati dal Carroccio all'unanimità dal Comitato di disciplina e garanzia, lo scorso 13 maggio a causa degli scontri tra bossiani e maroniani sotto il palco della kermesse leghista di Pontida. «Ho riammesso tutti quelli che me l'hanno chiesto» ha detto Bossi. Per Roberto Calderoli (nella foto), la «procedura seguita» dal presidente federale per il reintegro di Desiderati e Tremolada è «in contrasto con quanto previsto dal regolamento della Lega Nord». Il responsabile organizzativo del territorio critica, in una nota, il comportamento di Bossi e lamenta di essere stato tenuto all'oscuro delle sue decisioni. «È curioso - conclude Roberto Calderoli - che sia stato in segreteria federale in via Bellerio fino all'altro giorno e poi debba apprendere queste notizie dalle agenzie di stampa». E l'ex deputato lumbard Giacomo Chiappori accusa: «Calderoli si dimetta».