il bavaglio

Concita De Gregorio ieri ha dedicato gran parte del suo editoriale a noi del Giornale. Scrive cose eleganti. Per esempio: «Se il canile è di famiglia, però, i cani in genere sono da compagnia. Al massimo da riporto, o da combattimento».
Rimane da stabilire che razza di cane sia la direttrice. Si direbbe un chihuahua, almeno a giudicare dalla tiratura a cui ha ridotto il quotidiano del suo padrone per sentirsi a proprio agio.
La signora Concita poi afferma incautamente che «da qualche giorno - da quando Fini ha detto: o la smettete o faccio cadere il governo - è scomparsa dalla prima pagina anche la casa di Montecarlo». Errore, tranne martedì scorso, il pied-à-terre monegasco ha sempre avuto l’onore della vetrina del Giornale.
Proprio ieri, nonostante avessimo i carabinieri in redazione, non ci siamo dimenticati di Fini, benché egli, oltre a minacciare di far cadere il governo (chi se ne frega), ambisca ad avere la nostra testa. Ecco i titoli: «I guai del presidente della Camera - Fini resta incollato alla poltrona». Poi: «E proclama: via i partiti della Rai. Sì, ma le suocere e i cognati?». Come vedi, cara De Gregorio, sei tu distratta, non noi. Ma ti comprendiamo: l’insuccesso dà alla testa.