Bebè morto per colpa dei medici. "Falsificate le cartelle cliniche"

Orrori in ospedale nel Napoletano. Un parto finito in tragedia ma le registrazioni consegnate da un ginecologo svelano una sconcertante verità: "se scoprono cosa abbiamo fatto ci arrestano"

Napoli - «Può essere che domani mattina vengano a sequestrare la cartella, quindi mettiamocela ora a posto che si può fare, domani mattina non si può fare più».
È il 22 novembre del 2010, nello studio del dottor Luigi Marciano, primario dell'ospedale Civile di Boscotrecase, si trovano anche il Dottor Angelo Mascolo e l'ostetrica Gelsomina Donadio. Ma, uno dei tre, il dottor Mascolo, a insaputa di Marciano e della Donadio ha deciso di registrare l'intera conversazione, con il proprio telefonino, che poi un anno dopo, ad inchiesta avviata, consegna ai pm. Tutti e tre hanno paura. Una bimba nata due giorni prima, Antonia è in gravi condizioni. Infatti, tre giorni dopo muore. Nel frattempo la cartella clinica della neonata viene distrutta, al suo posto ne viene stilata un'altra, che non getta ombre sul loro operato. Ma, il padre, un giovane operaio, Michele Pagano, vuol vederci chiaro e va in Procura, a Torre Annunziata, con il suo legale, l'avvocato Michele Riggi, a raccontare i suoi sospetti. Vuole giustizia per la morte della sua bambina, vissuta solo 5 giorni.

Ad aprile di quest'anno l'indagine dei Pm di Torre Annunziata, condotta dal procuratore aggiunto, Raffaele Marino e dal pm Emilio Prisco ha una prima svolta: la polizia esegue una ordinanza, due arresti (domiciliari) e un obbligo di dimora per un altro medico. Domani, il gup Claudio Marcopido dovrà decidere se rinviare a giudizio gli imputati, come chiesto dalla Procura. Un contributo importante all'indagine è stato dato al ginecologo Mascolo, che con la sua registrazione ambientale ha svelato agli inquirenti i retroscena della morte di Antonia. «Vedete di apparare (mettetela a posto, ndr) questa cartella nel migliore dei modi…eh…ci vengono ad arrestare a tutti quanti…», si dicono durante la conversazione nello studio di Marciano. La paura è forte.

Scrive il gip nell'ordinanza che «Marciano, Mascolo e Donadio compilano la nuova cartella clinica della piccola annotando ad libitum gli orari e le fasi progressive del travaglio, avendo cura di omettere ogni riferimento alle pur numerose manovre di Kristeller effettuate e alle quali nel corso della conversazione si fa esplicito riferimento». Scrive il gip, Giovanni de Angelis che «dal tenore della conversazione emerge chiaramente, poi, la volontà del Marciano che gli venga “ritagliato” un ruolo marginale nella dinamica deltravaglio, con la chiara distinzione del suo intervento da quello del Mascolo che a suo avviso deve risultare quale unico medico assistente al parto». Fa notare il giudice delle indagini preliminari che «proprio Mascolo sollecita più volte la Donadio a riferire se nel momento in cui le spinte sono state praticate la testa fosse scesa al piano perineale e fosse ancora avvenuta la rotazione, ricevendo risposta negativa ("secondo te il bambino stava al piano perineale?".
"No, non stava al piano perineale"), ciò conferma l'evidente intempestività delle manovre di Kristeller».

Agghiacciante un brano dell'intercettazione ambientale. L'imputata nel corso dell'incontro insulta la piccola Antonia. «Questa sfaccimma (spermatozoo ndr) di capa (testa) ha preso la insiria (capriccio) e poi altre teste che hanno preso la insiria più a lungo, i bambini si sono ripresi e sta puttana non si è voluta riprendere. Lo abbiamo avuto in culo, la verità è questa».
L'avvocato Riggi chiede giustizia per la piccola Antonia. «Vi è stato un tentativo di occultare le responsabilità di medici e paramedico, una falsificazione della cartella clinica».