Benzina a 1 euro se compri Fiat Ora gli incentivi li fa il Lingotto

Negli ultimi anni i consumi delle automobili si sono sensibilmente ridotti per abbattere le emissioni allo scarico, ma, parallelamente, a causa delle tecnologie impiegate, sono aumentati i listini delle vetture: quello che riusciamo a risparmiare alla pompa, dove, comunque, benzina e gasolio continuano ad aumentare a colpi di inesorabili accise, lo lasciamo in concessionaria al momento dell’acquisto dell’auto.
A dare un aiuto concreto agli automobilisti ci pensa adesso Fiat che riporta indietro di 13 anni il prezzo della benzina: 1 euro (duemila delle vecchie lire nel 1999) al litro, per tutti coloro che acquisteranno un’auto Fiat nuova da oggi e fino al 31 luglio, senza alcun aumento fino al 31 dicembre del 2015. Il Lingotto, che sembra dunque non puntare sugli incentivi per risollevare le vendite, fa tutto da solo mettendo a punto l’iniziativa con la partnership decisiva di Ip. Non ci sono trucchi e il meccanismo per fare il pieno è semplice, basta una «card» nella quale al momento dell’acquisto della vettura viene caricato un certo numero di litri, identico per benzina e gasolio, e variabile secondo il modello. Acquistando una Nuova Panda o una 500, per esempio, si riceve una card con 1.200 litri di carburante da utilizzare in una delle 3.700 pompe Ip (su un totale di 4.200) che aderiscono all’iniziativa, anche in autostrada. Acquistando 30 litri di benzina il cliente pagherà 30 euro e contemporaneamente, dalla card, verranno scalati 30 litri: la differenza, fra quanto pagato e il prezzo reale, ce la metterà Fiat, fino alla fine del 2015.
Salendo fra i modelli della gamma Fiat, cresce il numero dei litri: 1.700 per una Punto e 2.000 per una Bravo che, secondo i consumi dichiarati, corrispondono a una percorrenza di 45mila chilometri. Utilizzando la card si potrà andare da Milano a Napoli spendendo 33 euro di benzina con una Punto TwinAir o 27 euro di gasolio con una Bravo Multijet, costi quasi identici a quelli dei modelli Fiat a Gpl oppure a metano.
Per il cliente, scegliere la Card significherà rinunciare alle altre promozioni in vigore al momento dell’acquisto, che variano periodicamente mentre quella relativa al carburante potrebbe essere prorogata oltre il 31 luglio. L’iniziativa di Fiat, che in questo caso non è un puro esercizio di marketing ma si avvicina realmente ai bisogni della gente, dovrebbe aiutare gli automobilisti a riprendere le abitudini abbandonate a causa del continuo aumento dei carburanti che ha portato a un drastico ridimensionamento dell’uso dell’auto confermato dall’ennesimo calo (-14,5%) registrato in aprile nelle vendite di benzina e gasolio. La differenza che Fiat si accollerà fra l’euro pagato dal cliente e il costo reale del carburante non permette di quantificare il risparmio dell’automobilista, che sarà tuttavia più sereno sapendo di poter percorrere migliaia di chilometri ad un costo ben definito.
Di idee come questa di Fiat, il mercato, e gli automobilisti italiani, hanno un disperato bisogno perché, nonostante in maggio le immatricolazioni siano diminuite «soltanto» del 14,3%, più alto è il calo delle vendite ai privati, quindi alle famiglie che Fiat, con la nuova promozione, aiuterà ad andare in vacanza più tranquille nei prossimi mesi. Migliore, rispetto al mercato, è il risultato di Fiat Group Automobiles, che in aprile ha fatto segnare una flessione dell’11,33%, con una quota di mercato che torna sopra il 31% e che potrebbe sensibilmente crescere nei prossimi mesi grazie alla nuova iniziativa.
Commenti

sulin

Sab, 02/06/2012 - 11:37

Bella iniziativa, non c'è dubbio, resta un problema, le macchine che eventualmente comperiamo, dove sono prodotte? Se sono fatte per esempio in Brasile o in Polonia o in Argentina, io aiuto la Fiat (che non so chi e dove sia), aiuto quei paesi a lavorare, mentre i nostri operai se ne stanno a casina.L'iniziativa dovrebbe prevedere gli incentivi per le auto fatte, prodotte e costruite, assemblate in Italia. Allora forse ci siamo. Comunque la parola d'ordine dovrebbe essere "boicottiamo la Germania".

Franco-a-Trier

Sab, 02/06/2012 - 13:00

sulin quegli operai che dici che stanno a casina sono quelli che quando ****** una gallina ovvero per niente scioperano,e quelli in cassa integrazione la maggioranza sono ben lieti di prendere paga e lavorare in nero con altro lavoro, in quanto ai tedeschi loro lavorano eccome non scioperano, vedi come vendono le case automobilistiche tedesche che oltre ad essere le migliori delle italiane non scioperano ecc,vuoi paragonare la serieta' tedesca con quella degli italiani?Vieni qui in Germania e ti renderai conto della differenza.Quale italiano mi spiace dire questo pero' e' cosi,ogniuno ha cio' che ha seminato e che merita.