Bergoglio oggi sceglie la sua Segreteria di Stato

Almeno cinque ecclesiastici riconfermati. Per il dopo Bertone in pole c'è Parolin

Papa Francesco aveva rotto ogni indugio martedì, quando aveva ricevuto in udienza A Santa Marta il decano del collegio cardinalizio, il cardinal Angelo Sodano, per comunicargli ufficialmente il nome del prescelto. A esser informati anche il Segretario di Stato, Tarcisio Bertone e ovviamente il diretto interessato. Salvo colpi di scena (in puro stile Bergoglio), potrebbe arrivare questa mattina l'annuncio della nomina del nuovo Segretario di Stato di Sua Santità, che andrà a sostituire il 78enne porporato salesiano, storico braccio destro di Joseph Ratzinger. Il Papa, come anticipato dal Giornale, sarebbe intenzionato a puntare sull'attuale nunzio in Venezuela, monsignor Pietro Parolin, arcivescovo vicentino, 58 anni, fine diplomatico, grande conoscitore dell'America Latina ma soprattutto dei problemi che affligono Asia e Africa, per 7 anni (dal 2002 al 2009) sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, ovvero viceministro degli Esteri, sia con Sodano che con Bertone. Se così fosse, Parolin, non essendo un cardinale, sarebbe nominato Pro-Segretario di Stato, in attesa di ricevere la porpora cardinalizia nel primo concistoro utile.

Discorso a parte se invece la scelta del Papa ricadesse su un ecclesiastico già cardinale: da mesi si fa il nome dell'attuale Presidente del Governatorato Vaticano, il cardinale Giuseppe Bertello, scelto da Bergoglio anche come membro del consiglio degli otto «saggi» che dovranno consigliarlo per la riforma della Curia Romana. Di certo c'è che, sempre stamattina, contestualmente alla probabile nomina del nuovo primo collaboratore del Papa, ci saranno altre eccellentissime sorprese: Bergoglio, dopo quasi sei mesi di studio, ha deciso di confermare nei loro ruoli per il momento almeno cinque ecclesiastici i cui nomi dovrebbero esser comunicati intorno a mezzogiorno di oggi. La vera novità però è arrivata ieri: a colpire i più attenti osservatori non è stata tanto la nomina di Padre Fernando Vérgez Alzaga a segretario generale del Governatorato Vaticano, quanto il fatto che il sacerdote spagnolo, membro dei Legionari di Cristo e vecchio amico di Papa Francesco e del suo diretto superiore (il cardinal Bertello) non sia stato elevato all'episcopato come accaduto con molti suoi predecessori (ultimo tra questi monsignor Sciacca). È vero che in passato il ruolo di segretario generale era stato ricoperto anche da laici (l'ultimo caso sotto Paolo VI) ma forse quest'ultima scelta di Bergoglio rientra in un progetto di riforma molto più grande, con il conferimento di incarichi da segretario o sottosegretario a semplici sacerdoti e non più a vescovi o arcivescovi.