Berlusconi congela la crisi ma vuole un segnale vero

Il Cav rinvia la riunione con i gruppi del partito: un gesto di distensione. In una riunione con i ministri si sfoga: "Ma mi volete ancora bene?"

«Non mi volete più bene». L'aneddoto di un Silvio Berlusconi che si rivolge ai suoi cinque ministri come fosse un fidanzato deluso lo racconta Dario Franceschini ai suoi colleghi di partito. Il tono è irridente e secondo il titolare dei Rapporti con il Parlamento sarebbe stato proprio uno dei ministri del Pdl a riferirgli l'episodio condendolo di un certo sarcasmo e di aggettivi per nulla affettuosi nei confronti dell'ex premier. Una storia più che verosimile viste le notizie dell'ultime ore e la sfiducia sempre crescente del Cavaliere nei confronti della pattuglia dei ministri del Pdl da cui si aspettava forse un maggiore impegno per cercare di evitare che nella Giunta per le elezioni del Senato si arrivasse al muro contro muro. Invece così è stato. E seppure le ultime notizie di ieri raccontano di un ammorbidimento nell'affrontare la pratica sulla decadenza da senatore di Berlusconi, il merito sembra sia più della moral suasion di Enrico Letta che di altri fattori. Certo, la frenata di Pdl e Pd in Giunta è la dimostrazione che un qualche spiraglio di trattativa ancora esiste e che, seppure tra mille difficoltà, le diplomazie sono al lavoro. Ecco perché ieri sera il Cavaliere ha deciso di annullare la riunione congiunta dei gruppi parlamentari di Camera e Senato prevista per oggi e che si sarebbe inevitabilmente trasformata in un processo al Pd. Un Berlusconi, dunque, che decide di lasciare spazio agli ambasciatori, anche se questo pomeriggio non esclude una partecipazione in extremis a Controcorrente, la kermesse de Il Giornale organizzata a Sanremo. Per dirla con Renato Schifani, insomma, «oggi il termometro è sceso di un grado». Un grado e non di più.
Già, perché non ha torto chi – come Daniele Capezzone - sostiene che «cambia poco se il plotone d'esecuzione si riunisce domani o fra una settimana» mentre «il punto è se deciderà di sparare o no». Ecco perché pur tirando il freno a mano Berlusconi aspetta ancora di vedere come andrà a finire la trattativa. Non a caso il 17 agosto il Cavaliere ha dato il via libera ad una campagna di affissioni di manifesti della nuova Forza Italia in tutto il Paese: oltre duemila tra 6x3 e 4x3 per una spesa complessiva che ha superato i 200mila euro. Una mossa impegnativa anche sotto il profilo economico e che lascerebbe pensare che l'ex premier alla fine pensi che il banco sia destinato a saltare.
Troppi, infatti, sono i segnali degli ultimi giorni. A partire da un Giorgio Napolitano sempre più minaccioso. Ad Arcore, infatti, non passa inosservata l'intervista di Emanuele Macaluso a Repubblica, interpretata come la voce stessa del Colle. E pure l'uscita di ieri di Napolitano che ha invitato a «consolidare i pilastri della convivenza nazionale altrimenti tutto è a rischio» è stato considerato un segnale ostile. D'altra parte, è il sospetto che si fa strada a Villa San Martino e su cui insistono da settimane i falchi, il Quirinale agirebbe d'intesa con alcune delle colombe del Pdl con l'obiettivo di guadagnare qualche settimana solo per chiudere la finestra elettorale. A quel punto, questo uno degli scenari, votata la decadenza a Berlusconi i ministri del Pdl si dimetterebbero (ma Letta potrebbe respingerle) con il governo che comunque reggerebbe. Ci sta, quindi, che in alcune delle sue conversazioni private il Cavaliere non nasconda la delusione verso chi nel Pdl «ormai pensa solo ai suoi interessi». Però, è il senso dei suoi ragionamenti, questo non è il momento di accelerare «altrimenti il cerino della crisi resterà in mano a noi». Il prossimo passo, dunque, è vedere come finirà la mediazione in Giunta anche perché, è convinto l'ex premier, «il Pd ha paura di una crisi che rischia di far venire alla luce le sue contraddizioni interne con il congresso ormai alle porte».

Commenti

Sapere Aude

Mer, 11/09/2013 - 09:03

Io non le voglio bene, Cavaliere. Ma il modo che hanno architettato per ucciderla politicamente mi disgusta.

Cristina Ulcigrai

Mer, 11/09/2013 - 09:57

Silvio,in tanti ti vogliamo bene !Sei un imprenditore capace,hai dato e continui a dare posti di lavoro a migliaia(le società da te messe in piedi)di persone e alle loro famiglie(avendo un posto di lavoro in tanti si sono potuti sposare,avere figli,comprarsi la casa e pagarsi un mutuo bancario)e hai prodotto ricchezza nel nostro Paese;nel mondo del lavoro ci sono regole ovvero usi/consuetudini per poter lavorare che permettono di stabilire contatti tra i vari soggetti impegnati in trattative contrattuali.Nel nostro Paese c'è il diritto commerciale(e delle società)e il diritto tributario ma ci sono anche,gli usi e le consuetudine(anche a livello internazionale)perchè ci sia la maggior completezza nel regolare i rapporti tra soggetti(fisici o giuridici).Buona giornata,Cristina.

xgerico

Mer, 11/09/2013 - 10:09

@Cristina Ulcigrai- Più si avvicinano la "probabili" elezioni e più la vedo prostrarsi, nella speranza che venga rimessa in "lista".

Ritratto di H2SO4

H2SO4

Mer, 11/09/2013 - 10:33

Ho in mente la mandria degli gnù (bovini della savana africana) che vanno ad abbeverarsi al fiume e alcuni vengono sbranati dal coccodrillo in agguato nell'acqua. Nonostante ciò gli altri gnù non fuggono ma indifferenti alla fine dei loro simili restano là ed alcuni vengono sbranati a loro volta.

soldellavvenire

Mer, 11/09/2013 - 10:43

@Cristina Ulcigrai - Signora, ma lei crede davvero che il suo amato legga questi suoi dolci messaggi QUI? guardi, persino io ho il numero di cellulare di silvio: mi scriva e glie lo passo

Marzia54

Mer, 11/09/2013 - 10:45

Se Lei senatore Berlusconi fosse un vero politico si sarebbe dimesso appena ricevuta la sentenza di condanna. Inoltre se veramente avesse a cuore il bene dei cittadini italiani potrebbe ora in questo istante presentare le sue dimissioni e lasciare che il Parlamento si dedichi a questioni più importanti delle sue vicissitudini personali.

soldellavvenire

Mer, 11/09/2013 - 10:51

"manifesti della nuova Forza Italia in tutto il Paese: oltre duemila tra 6x3 e 4x3 per una spesa complessiva che ha superato i 200mila euro" soldi da sbatter via: lavoro per grafici, cartiere, attacchini, e financo tasse comunali un vero benefattore, trasforma la spazzatura in voti a suo favore

soldellavvenire

Mer, 11/09/2013 - 11:40

intanto, di attività parlamentari non si ha traccia...

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 11/09/2013 - 12:37

Mi pare che stia in corso una sorta di partita a poker in cui i due giocatori che hanno le carte in mano stanno entrambi bleffando per spingere l'avversario a gettare le carte. Entrambi i contendenti sanno che chi farà cadere il governo ne pagherà un prezzo elettorale, se si andrà a votare ovviamente. Per questo a sinistra hanno lavorato e lavorano da per spingere Berlusconi a rovesciare il tavolo e purtroppo sono andati vicino al riuscirci, per la confusione che regna sovrana tra i "vertici" del Pdl, fra i quali al momento brillano gli intransigenti, che guarda caso sono in una certa misura i nuovi arrivati, fra i quali spiccano Santanché e Brunetta. Che tristezza per coloro che speravano che Berlusconi avrebbe salvato il paese dal comunismo ...

benny.manocchia

Mer, 11/09/2013 - 12:55

Non si capisce bene che cosa in realta' vogliano i comunisti italiani.Vogliono Berlusconi fuori ma vogliono il Pdl sempre al governo con il Pd. Oppure vogliono Berlusconi fuori,il governo a casa per poi prendere in mano l'intero potere della nostra povera penisola.Ora,siccome acca' nisciune e' fess,dovete sapere che ci sono i miliardi a dispozione per mettere ostacoli tra le ruote dei komunisti,per far conoscere al mondo la verita' della causa Mediaset,per mettere bene in evidenza come funziona il binomio magistratura-comunismo in Italia,per bloccare voti alla sinistra (in qualsiasi modo,certo,proprio come fanno i rossi)per incenerire il comunismo morto in tutto il mondo. Non crediate per un istante che tutto cio' non avverra'. Il comunismo in Italia non attecchira' mai.MAI. un italiano in usa

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 11/09/2013 - 13:06

Con riferimento al mio precedente commento mi è stato obiettato da un amico, un duro e puro, che Brunetta ed anche Santanché non sarebbero dei “nuovi arrivati”. Obietto che Santanchè nella precedente elezione, quella del 2008, si è presentata con altro partito di destra ma contro Berlusconi, mentre Brunetta è “salito al potere” nel Pdl solo dopo la defenestrazione di Tremonti.

Ritratto di 02121940

02121940

Mer, 11/09/2013 - 13:47

Il Corriere della Sera odierno titola: Sedici dal Pdl e 8 tra i grillini «riservisti» pronti per un Letta bis. Nel testo si legge: «Almeno 16 senatori del Pdl e 8 del Movimento Cinquestelle uscirebbero dai rispettivi gruppi per sostenere un governo che allontani definitivamente lo spettro delle elezioni anticipate». Non so quale attendibilità abbia la notizia, ma francamente non mi meraviglierei che fosse autentica, anche perché spigherebbe l’urgenza con cui il PD vuole chiudere la pratica Berlusconi, ignorando gli indiscutibili aspetti giuridici, evidenziati addirittura da Violante, per ciò preso a fischi e pernacchie dagli stessi “compagni”. Inoltre confermerebbe che gli attuali consiglieri di Silvio sono dei fattucchieri irresponsabili. Berlusconi separi la sua vicenda personale dalla sorte del suo partito e rispetti le aspettative dei suoi elettori che hanno apprezzato la scelta di governare con Letta.

benny.manocchia

Mer, 11/09/2013 - 14:12

NON MERAVIGLIAMOCI TANTO:MOLTI ITALIANI SONO VOLTAFACCIA E FINI NE E'L'ESEMPIO CLASSICO.iN aMERICA PURTROPPO DICONO:NEVER TRUST AN ITALIAN! uN ITALIANO IN USA

precisino54

Mer, 11/09/2013 - 21:34

Si potrebbe dire che la situazione sia fluida, ma in effetti mi sembra solo molto arruffata, come una matassa da dipanare in cui non si sa bene cosa possa succedere tirando un capo. Ahimè non è possibile il rewind, non siamo in una simulazione e quindi l'unica cosa che bisogna fare è ponderare ogni passo, magari facendone mezzo sin quando non sarà più chiaro quello che c'è in fondo al tunnel. Ma contemporaneamente non dare l'idea di essere in confusione. L'esercito ha bisogno di capi sicuri che sappiano indicare la strategia ed il campo su cui battersi; e l'avversario deve avere la consapevolezza di avere di fronte una forza tetragona, e non un manica di mollaccioni. Arrivederci a fine battaglia per contare i caduti sul campo e capire meglio le cose del nostro futuro: la vicenda, purtroppo, anche se pochi l'hanno capito, non investe solo SB ma tutti perché è lampante che le conseguenze dello scontro ricadranno sul peso delle forze in campo e sulla loro autorevolezza.