Berlusconi: "Intercettazioni, presto ci sarà un'enorme scandalo"

Il presidente del Consiglio: "Un signore ha messo sotto controllo 350mila persone, Dobbiamo imporre limiti certi, sicuri per i cittadini. come minimo si apriranno gli occhi su tutto il marcio che c'é e che è
stato reso possibile dalle intercettazioni per come sono state
utilizzate fino ad ora". Poi dice: "Sulla giustizia c'è il sì di Bossi". Il Pd: "Il caso Genchi non sia il pretesto per una cattiva riforma"

Olbia - "Sta per uscire uno scandalo che forse sarà il più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350 mila persone". Lo dice il premier Silvio Berlusconi parlando di intercettazioni in comizio a Olbia e riferendosi al caso dell'archivio Genchi. "Dobbiamo essere decisi e non consentire che questo sistema che la nostra Costituzione considera come eccezionale possa continuare. Dobbiamo imporre limiti certi, sicuri per i cittadini". Alla luce di quanto emerge, si potrà rivedere l'accordo nella maggioranza sulle intercettazioni? "Credo che questo caso dia ragione a chi voleva contenere le intercettazioni in modo stretto - risponde il premier ai giornalisti - dando meno giorni e meno possibilità che le intercettazioni vengano attuate".

"Mi riferisco all'archivio che sta cominciando ad uscire sui giornali. Ne ha parlato Mastella in un'intervista" spiega il premier a chi gli chiede di chiarire se parlando dell'imminenza di un enorme scandalo sulle intercettazioni facesse riferimento a quelle raccolte nell'archivio Genchi, consulente dell'ex pm De Magistris. Chi veniva intercettato? Il premier risponde facendo un cerchio in aria con le mani. Anche i servizi? "Sì, il capo" risponde il premier. E che succederà ora? "Non lo so - risponde - come minimo si apriranno gli occhi su tutto il marcio che c'é e che è stato reso possibile dalle intercettazioni per come sono state utilizzate fino ad ora".

"Non so nulla di preciso - aggiunge ancora Berlusconi - non sono stato ancora messo al corrente della situazione. Ho visto i giornali e ascoltato le parole della commissione Copasir, ma se sono vere le cose che sembra siano vere circa il volume di queste verifiche e l'estensione temporale delle stesse, è una cosa che ha veramente dell'incredibile e dimostra che il sistema non può continuare così, è qualcosa di incredibile e assurdo".

"Sulla giustizia c'è il si di Bossi" "C'é il via libera di Umberto Bossi sulla giustizia. Con lui c'é collaborazione convinta su tutto", spiega poi il presidente del Consiglio.

Il Pd: no a una cattiva riforma "Non si prenda a pretesto la vicenda Genchi, pur grave, per una riforma che limiti uno strumento di indagine che è fondamentale per l'accertamento dei reati e per la sicurezza dei cittadini", replica Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd. "Ciò che occorre - precisa Tenaglia - è una legge che tuteli la privacy dei cittadini e che stabilisca limiti certi e precisi al segreto investigativo".