Ma Berlusconi non crede che la sinistra lo aiutiil retroscena »

Roma«Visto Angelino? Te l'avevo detto io... Mi odiano. Mi vogliono far fuori a qualsiasi costo». Quando Alfano in piena notte di mercoledì riparla al telefono con Berlusconi e gli comunica che l'incontro con Letta è andato male, il Cavaliere non è sorpreso più di tanto. Se l'aspettava. Le speranze di un'apertura da parte di Letta erano ridotte al lumicino ma c'erano. Soltanto che dopo il faccia a faccia Letta-Alfano il lumicino è sempre più fioco. Così, ieri, in molti hanno chiamato villa San Martino per dare una parola di conforto al Cavaliere. Il quale ha risposto a tutti non nascondendo il suo umore: «Duro, cupo, atterrito», lo definiscono. L'ex premier si sfoga: «Sono degli ingrati. Da anni sostengo governi non guidati da pidiellini solo e soltanto perché metto davanti l'interesse del Paese. Solo e soltanto perché sono responsabile. Ma loro la pacificazione non la vogliono». E quel «loro» è riferito a «quelli di sinistra»: Letta e i suoi ma anche Napolitano che gli ha sempre chiesto di star tranquillo ma che poi non ha mai mosso un dito in suo favore. È giù di corda, l'ex premier: «Non c'è un'apertura, non vedo uno spiraglio. Neppure con tutti quei giuristi che ammettono che la legge Severino presenta molti punti di anticostituzionalità». Con un interlocutore, in tarda mattinata, si sfoga quasi stupito: «Anche uno come Latorre, che è un dalemiano, un moderato, mi vuol far fuori». Latorre, in ben due interviste, ha infatti chiuso del tutto, dicendo: «Nel Pdl c'è ancora qualcuno che spera che il Pd scenda a più miti consigli? Mi spiace deluderli. E personalmente mi auguro che il voto avvenga il prima possibile».
Il Cavaliere è atterrito ma non domo. Accanto alle manifestazioni di dolore e di preoccupazione per la sua situazione personale, Berlusconi conferma il suo modo essere. Più lo spingono in fondo, più reagisce: «Ma se credono di farmi fuori così, si illudono». Dicono sia sempre più deciso a resistere, resistere, resistere. «Io non voglio certo sfasciare tutto. Non voglio certo che il Paese piombi nel caos. Ma loro non fanno nulla per evitarlo, pur di uccidermi». Insomma, lo stacco della spina al governo Letta per Berlusconi sarebbe un'extrema ratio provocata dall'odio della sinistra nei suoi confronti. Un ex ministro gli prospetta pure l'ipotesi più nera: crisi di governo, nuovo governo ancora più ostile di questo, aziende in pericolo, legge elettorale ad hoc per cancellare definitivamente il centrodestra. «À la guerre comme à la guerre», risponde il Cavaliere che poi un secondo dopo ripete: «Io non vorrei far cadere il governo». C'è pure chi, sul ribaltone, lo rassicura: «Dubito che Letta abbia già in tasca l'accordo con i grillini. L'avrebbero già concretizzato». E ancora: «E poi ha visto, presidente, cos'ha appena detto Grillo? “Il M5S vuole fare saltare il banco. Alle elezioni subito, con buona pace di Napolitano che dovrebbe dimettersi quanto prima”».
Berlusconi annuisce ma è triste. Pensa al conto alla rovescia che riguarda la sua pelle e lascia che le trattative sui due fronti (Letta e Napolitano) vadano avanti. Sul primo fronte ormai non ci crede quasi più. Sul fronte Colle spera ancora - ma è speranza flebilissima - nei buoni uffici di Letta senior. La commutazione della pena almeno gli eviterebbe sia i servizi sociali che la galera a Grazioli o Arcore. Alfano, che lo raggiunge in serata ad Arcore, lo ragguaglia invece sugli sviluppi delle mediazioni col Pd. Un Alfano che in queste ore sembra aver ritrovato un rapporto stretto con il leader. Dal quale, giurano, ha ricevuto rassicurazioni dal presidente sul suo ruolo nel partito. Una soddisfazione però Berlusconi ce l'ha: tutto il Pdl si stringe attorno a lui. Da Capezzone alla Gelmini, dalla Santanchè a Schifani, dai ministri fino all'ultimo dei parlamentari. «Stiamo con te fino alla fine», gli giurano tutti.

Commenti

Cristina Ulcigrai

Ven, 23/08/2013 - 09:59

Mi piace l'articolo.Forza Silvio!!!Ciao Cristina.

franco.cavola

Ven, 23/08/2013 - 21:46

Presidente, fai saltare il banco!! Ormai le carte sono scoperte: se metteranno in piedi nun altro governo contro il centrodestra, potremo sempre scendere in piazza e fare lo sciopero fiscale contro tutte le tasse che ci propinano.