Bersani tenta la sorpresa: il suo asso è la Severino

Renzi si sente tagliato fuori. E in Toscana è pure bocciato come delegato all'elezione del Presidente

Il Segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani

«È solo l'inizio», assicura Enrico Letta, riecheggiando uno slogan sessantottino, al termine del faccia a faccia tra Berlusconi e Bersani. L'inizio di cosa, però, nessuno pare saperlo, nel centrosinistra. Lo stratega bersaniano Vasco Errani spiegava a chi gli chiedeva lumi che l'incontro non è stato certo «risolutivo», e che quindi per ora «non si è risolto granché», ma che i due «non hanno rotto su nulla, e questo è già un fatto positivo».
La nebbia comunque resta fittissima. Basta farsi un giro tra i divanetti Pd del Transatlantico e raccogliere opinioni sulle potenziali candidature per il Colle per capirlo. «L'unico possibile nome condiviso, che verrebbe eletto al primo colpo, è Giorgio Napolitano», spiega Matteo Orfini, uno dei leader della sinistra dei «Giovani turchi». E quell'elezione al primo turno evocata da Orfini corrisponde a quella che - secondo le fonti democrat - sarebbe stata la principale condizione messa sul tavolo dal Cavaliere, che a Bersani ha chiesto di utilizzare «il metodo Ciampi»: un solido accordo trasversale che consenta al nuovo presidente un'elezione immediata, al primo scrutinio, superando il quorum dei due terzi degli eletti. «Napolitano - argomenta Orfini - sarebbe l'unico in grado di gestire una situazione così difficile, e se lo eleggiamo immediatamente e tutti insieme non dirà di no». Ma basta girare l'angolo, e un ex Ppi come Beppe Fioroni assicura che l'intesa potrebbe essere trovata su un personaggio «che unisca spessore, esperienza e novità», e butta lì un nome «non casuale», quello del presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Poi c'è chi butta in pista il ministro Paola Severino, che sarebbe «il vero nome su cui lavora Bersani», perché ieri il segretario del Pd - all'assemblea dei suoi parlamentari - ha lasciato capire di preferire una donna dicendo che è necessario «rispettare l'equilibrio di genere». «Equilibrio di genere per una carica monocratica? È un po' complicato trovare qualcuno che li riunisca entrambi», ha ribattuto Fioroni. Nella base parlamentare Pd si fa molto il nome di Emma Bonino. Poi c'è chi giura su Luciano Violante, chi ribadisce che l'unico che può mettere d'accordo Bersani e Berlusconi è Pietro Grasso, che «ha il vantaggio di liberare la casella della presidenza del Senato per il centrodestra, che deve essere compensato se darà il via al governo Bersani»; e poi c'è sempre Romano Prodi che aleggia. A riprova del fatto che l'ex premier stia lavorando per il proprio ritorno, modello Conte di Montecristo, c'è la presenza costante a Roma e a Montecitorio di due suoi ambasciatori come Arturo Parisi e Ricky Levi.
L'unico indizio che fa pensare che un'intenzione di accordo tra Bersani e Berlusconi ci sia è il protagonismo polemico di Matteo Renzi, che sospetta che l'inciucio abbia come l'obiettivo di impedirgli di scendere in campo. Ieri, rispondendo ad una battuta acida di Bersani (che lo ha accusato senza nominarlo di «qualunquismo»), Renzi ha attaccato: «Sono stato criticato perché ho detto al segretario “fate quello che potete”. Bersani ha vinto le primarie, ma poi non ha vinto le elezioni, quello è il problemino». A dimostrazione che contro il temutissimo sindaco di Firenze l'apparato fa muro, il Pd toscano ieri lo ha tagliato fuori dai «grandi elettori» per il Colle, bocciando di stretta misura la sua candidatura in consiglio regionale.

Commenti

gicchio38

Mer, 10/04/2013 - 08:32

MAMMA MIA CHE BRUTTA FACCIA E PER SETTE LUNGHI ANNI. MA PORCA LA MISERIA E' POSSIBILE CHE IL PROFESSORINO RIMBAMBITO monti DEBBA VANTARSI DI AVER FATTO ELEGGERE UN SUO MINISTRO? MA ELEGGETE "CICCIOLINA" MA MAI UN MINISTRO DEL PROFESSORE DEI MIEI STIVALETTI CHE E' STATA CAUSA PRIMA DELLA MORTE PER SUICIDIO DI TANTA POVERA E ONESTA GENTE. LA GALERA DOVREBBE PROVARE TUTTO IL GOVERNO monti. SE, MAI SIA, DOVESSE SUCCEDERE GIURO CHE, PER IL RESTO DELLA MIA VITA, VOTERO' "grillo il pagliaccio".

motofrera

Mer, 10/04/2013 - 10:40

bersani l'innovatore, per rendere chiaro il suo pensiero, rispolvera i termini del linguaggio sessantottino: QUALUNQUISMO, ora attendiamo di sentirlo pronunciare: PORTARE AVANTI IL DISCORSO E NELLA MISURA IN CUI, e avremo chiaro che tipo "cambiamento" intende apportare nella società italiana.

nino47

Mer, 10/04/2013 - 12:00

..stamattina su La7 ho sentito nominare il nome Boccassini....ed "è solo l'inizio"....

Raoul Pontalti

Mer, 10/04/2013 - 14:39

Sull'esclusione di Renzi a grande elettore del Presidente della Repubblica: i Consigli regionali scelgono propri membri quali rappresentanti e la Toscana in particolare figure istituzionali come Presidente della Giunta, Presidente del Consiglio regionale, Vicepresidente del Consiglio regionale (che di norma appartiene alla minoranza e consente di rispettare così il disposto dell'articolo 83 della Costituzione che impone che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze). Nel caso di specie il Consiglio regionale toscano si è confermato eleggendo le figure istituzionali predette come ha sempre fatto e per per inciso Renzi ha preso solo due voti, non è stato quindi escluso di misura ma ha subito l'insulto di chi, tra le minoranze, ha voluto usare in modo goliardico la seconda preferenza.

Giunone

Mer, 10/04/2013 - 15:35

POPOLO DI CENTRO DESTRA Non lasciamoci ingannare: La Severino potrà avere tutti i meriti che vuoi ma è UNA PERSONA DEL GOVERNO DEI TECNICI SENZA VOTI Del fallimento MARIO MONTI, malgrado la Severino aveva TUTTI i poteri a sua disposizione non ha fatto gran chè in favore della Giustizia e le sue doverose riforme per il bene di tutti. NO!. Poi mettere la Severino è come se ci fosse la sinistra al Colle, perche mica sono arrivati con il voto, sono arrivati grazie a re giorgio pci/pd. Meditate Gente. Sembra come se in Italia oltre Dalema, Prodi,Bindi,Amato, Bonino, e adesso la Severino non ci siano altre individui, roba da non credere! Ci vuole un Presidente dei moderati cdx. Basta Komunisti al Colle.

renzo busti

Ven, 12/04/2013 - 10:25

Anno 2050. E' fatta l'Italia e anche gli italiani, divisi in due soli partiti, uno di sinistra e uno di destra. Alle elezioni appe na fatte e' prevalsa la sinistra con il 52 per cento dei voti. Decide di eleggere presidente della Camera, presidente del Senato,presidente del Cosiglio, presidente della repubblica, ma naturalmente anche di scegliere un indirizzo politico di cambiamento. Il cambiamento e' chiaramente ispirato al concetto di societa' della sinistra. Esattamente come ora??