Biglietto, prego

Ci accodiamo a tutti i complimenti rivolti a Riccardo Capecchi e alle sue dimissioni cosiddette «irrevocabili», espressione che nel mondo normale suonerebbe ridondante. Peraltro, beccato da quel Dagospia che tanti fingono di schifare, Capecchi ha mandato la lettera di dimissioni anzitutto a Dagospia: altri, per annunciare dimissioni revocabilissime, avrebbero suonato il corno inglese e contattato al minimo il New York Times o la Santa Sede.

Resta evidente che nella classifica dei goffi e dei tracotanti abbia primeggiato infine il solito Mastella, ma è pur vero che Rutelli ha riguadagnato posizioni. In sostanza, per dare il famoso «passaggio» a Mastella, il nostro Rutelli ha disdetto un Falcon da 12 posti e ha optato per un Airbus presidenziale da 48 posti: sennò non poteva allungare le gambe. Poi ha fatto diramare un grottesco comunicato secondo il quale Capecchi «si è presentato all’imbarco di sua iniziativa e non è stato assolutamente autorizzato». Fantastico. Capecchi è entrato di nascosto su un volo di Stato, è l'unica: complimenti alla security. Fatelo anche voi: provate a entrare su un volo qualsiasi, anche di linea, senza biglietto e senza comparire in alcun elenco: portatevi però delle bende e il numero dell’avvocato.