Il boia resta boia, ma perché tanti insulti? il commento 2

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Il coro di invettive contro Priebke morto non si placa. E a chi ritiene che tanto accanimento sul cadavere di un centenario è, per usare un eufemismo, poco elegante, viene obbiettato che l'enormità del misfatto a Priebke addebitabile non consente né pietà né silenzio. Sono consapevole della ferocia con cui i martiri delle Ardeatine furono messi a morte, e non basta per giustificarla il fatto che essa rispondesse alla strage di militari tedeschi - per la precisione altoatesini - in via Rasella. Nell'alluvione di rievocazioni dei giorni scorsi ho tuttavia rilevato - senza stupirmene - la disinvoltura con cui si è glissato sul fatto che nel 1948 il Tribunale militare di Roma avesse condannato all'ergastolo il colonnello Kappler, organizzatore dell'eccidio, ma assolto i suoi subordinati per avere obbedito a ordini superiori. Tra gli assolti non era il capitano Priebke perché già fuggiasco verso l'Argentina.
La diffusione del video con cui Priebke si è congedato dalla vita - assai diverso nei contenuti da alcune anticipazioni che ne erano state date - ha provocato nuove reazioni furibonde. «L'ultimo insulto del boia alla memoria» ha titolato La Repubblica, «L'ultimo schiaffo di Priebke. Impossibile dire no a Hitler» ha titolato il Corriere della Sera. Cos'ha detto l'ex Ss di così infame da legittimare tanta violenza postuma? Ha detto che «l'esecuzione alle Fosse Ardeatine per noi fu una cosa terribile, ma non potevamo rifiutarci»; ha detto inoltre che Schulz - anche lui ufficiale delle Ss - ci disse «è un comando di Hitler, chi non lo vuole fare è meglio che si metta con le vittime, sarà fucilato». È lecito avere molti dubbi sulla riluttanza di Priebke e degli altri Ss, tutti fervidi nazisti, a prestarsi come carnefici, si può benissimo pensare che in fin di vita l'ex Ss abbia mentito attribuendo al timore della furia hitleriana l'accettazione di un compito abbietto e macabro. Ma perché insulto? Perché schiaffo? Se avesse affermato che l'abbattere i poveri ostaggi gli era piaciuto avrebbe reso un degno omaggio ai trucidati?
Ha anche dichiarato, Priebke, che i partigiani volevano la rappresaglia. È un'eresia o una verità? Gli attentatori non erano persone rozze e incolte. Sapevano che per la bomba avrebbero potuto perdere la vita anche alcuni italiani, come in effetti avvenne. Sapevano che alla strage sarebbe seguita la rappresaglia. Ritennero che, nel nome della lotta ai nazifascisti, si potesse o dovesse pagare quel tremendo prezzo di sangue. Il boia resta boia, sia pure settant'anni dopo il crimine. Ma è forse meglio non esagerare trasformando in vili offese alla memoria discutibili ma comprensibili tesi autodifensive.