Bossi in difficoltà tira fuori ancora i fucili

Lezzono (Como) Umberto Bossi (nella foto) non è più il leader indiscusso della Lega Nord ma non rinuncia alle sue «sparate» contro il governo dei professori, soprattutto dopo le voci di una patrimoniale per sistemare i conti a causa dell'aumento indiscriminato dello spread: «A Roma girava voce di una nuova stangata: Monti non si azzardi perché sino ad adesso siamo stati buoni, ma i fucili li facciamo noi del Nord». Una frase che il presidente del Carroccio ha lanciato ieri in tarda serata davanti a una platea di leghisti riuniti a una festa del movimento padano a Lezzeno, sul lago di Como: «Il premier Mario Monti è solo capace di andare ad elemosinare di andare «a inginocchiarsi in Europa - ha detto il padre fondatore dei lumbard - ma con risultati zero». Gli screzi a distanza con il suo ex delfino Roberto Maroni sembrano acqua passata, a maggior ragione visto che le urne sembrano avvicinarsi più velocemente del previsto, sebbene il presidente del Consiglio non voglia neppure sentir parlare di «crisi pilotata» e voto a novembre. Il messaggio ai suoi è semplice: unità. «Nella Lega Nord la sfida è difficile, non dobbiamo litigare. Se si litiga la gente ci manda al diavolo». Non a caso Bossi ha ripetuto che ormai il leader è l'ex ministro dell'Interno: «Maroni è il segretario - ha sottolineato - adesso bisogna ragionare e stare equilibrati, i nemici sono sempre i soliti: l'Italia, e Roma ladrona». Il Senatur è tornato a ribadire l'ipotesi del complotto contro la Lega. Quelle inchieste, ha detto, sono state organizzate a tavolino «perché non doveva vincere le elezioni. Anzi, vedrete che alla fine verrà fuori che non era vero niente di niente. Sarebbe da ammazzarli, ma l'Italia la conoscete». Sullo sfondo restano i rapporti con il vecchio alleato, Silvio Berlusconi: «Se ci fosse stato lui al governo non avrebbe toccato le tasse né le case». Per il presidente della Lega l'avvicendamento con il Professore è stato orchestrato dai poteri forti, con l'avallo del Quirinale: «Berlusconi avrà le sue colpe - ha urlato ai militanti leghisti - ma è stato regolarmente eletto, mentre Monti è stato messo lì dal presidente della Repubblica però non è stato eletto». Parole che fanno più rumore di un fucile brandito ma scarico.