Brinda coi colleghi, poi ammazza la moglie

NapoliPrima ha tamponato l'auto a bordo della quale si trovava la moglie, poi è uscito dalla vettura e pistola in pugno ha sparato tre volte contro di lei. Dopo averla uccisa ha rivolto la pistola contro se stesso e ha sparato ancora, uccidendosi. Scenario di questa duplice tragedia, avvenuta ieri mattina, il largo Santa Colomba, davanti allo stadio di Benevento.
È una di quelle storie che si raccontano malvolentieri. L'omicida - suicida era un carabiniere, era un uomo giudicato tranquillo fino a ieri mattina, un onesto lavoratore, per qualcuno un uomo di altri tempi. L'appuntato Luigi Chiumento, 47 anni, in servizio presso la stazione carabinieri di San Leucio del Sannio (Benevento); la vittima, era Raffaella Ranauro, 41 anni. La coppia lascia tre figli, di 19, 12 e 9 anni. Tra Luigi e Raffaella c'erano dei dissapori, si racconta ora, una crisi di coppia che si trascinava da tempo ma, problemi che sembravano risolvibili.
Invece, è accaduto quello che nessuno si aspettava: poco prima del delitto Chiumento era in caserma, a offrire il caffè a tutti per festeggiare il suo onomastico. E poi l'epilogo cosi drammatico che segnerà per sempre la vita dei loro figlioletti. Questa famigliola apparentemente felice viveva a San Leucio del Sannio. E, Luigi era tutto casa e caserma, un carabiniere esemplare, sempre disponibile. Ma, ieri mattina è scattato qualcosa di terribile nella sua testa che lo ha «spinto» a impugnare la pistola di ordinanza e a uccidere. Ha inseguito la moglie poi ha accelerato e per costringere l'auto di lei a fermarsi si è messo di traverso con la propria vettura. Un pedinamento e poi l'azione finale in stile poliziesco. Ma, nell'altra auto c'era la moglie, una semplice impiegata non una criminale e lui l'ha ha uccisa senza pietà. Una tragedia che ha colpito anche i colleghi di Chiumento. Che, a partire dal Comandante della Legione Campania, il generale Carmine Adinolfi, si sono stretti ai tre figli di Luigi e Raffaella.