C'è un leprotto, sparagli

Forse non merita la prima pagina che io abbia deciso di castrare il gatto, ma è per chiarire che la mia anima animalista può sfiorare il patetismo. Domenica pomeriggio, in autostrada verso il Garda, per non investire una lepre stavo peraltro per ribaltarmi: tutto per aprire i giornali e scoprire che secondo la Coldiretti le lepri sono troppe e minacciano le coltivazioni e la viabilità, al punto che all'aeroporto di Linate hanno organizzato battute per catturarne.

La Coldiretti domenica denunciava anche un rischio desertificazione per un terzo del Paese, e suggeriva d'intensificare l'agricoltura: eppure era dicembre scorso quando il professor Mauro Agnoletti, ricercatore che a Bruxelles ha presentato un piano strategico sullo sviluppo del paesaggio, spiegava che nell'Italia d'inizio Novecento la superficie dei boschi era di circa 3 milioni e mezzo di ettari, mentre oggi è di 10 milioni. Non solo: il rimboschimento indiscriminato ha eliminato colline e colture, tanto che dei 600 paesaggi dell'Italia di fine dell'Ottocento ne sono rimasti solo 18. Più che dal clima e dal cemento, spiegava il professore, il pericolo è venuto dai boschi triplicati e da certa agricoltura. Chissà che ne pensa la Coldiretti.