Caccia ai complici di Lisandra e del fratellastro

C'era anche Lisandra Aguila Rico qualche sera fa davanti alla televisione. Non si riteneva tanto al sicuro, a Pontecagnano (Salerno), nonostante fosse a quasi un migliaio di chilometri di distanza da Lignano Sabbiadoro, dove nella notte tra il 18 e il 19 agosto, insieme al fratello Reiver, detto Tyson, aveva massacrato a coltellate i coniugi Paolo e Rosetta Sostero. Dalla discussione tra magistrati e giornalisti è stato confermato il particolare che i carabinieri di Udine avevano isolato due campioni di dna, uno di una donna e l'altro di un uomo. Sentendosi braccata e in preda al panico, la ventunenne cubana ha acceso il suo cellulare per chiamare il fratello già scappato a Cuba. «Mandami subito i soldi per comprare il biglietto aereo, sennò mi prendono». La profezia si è avverata dopo poche ore. I carabinieri del Nucleo investigativo di Udine, guidati dal capitano Fabio Pasquariello, tra le tante utenze di cellulari che stavano intercettando avevano inserito anche quella di Lisandra. Bingo. Giallo risolto, colpevoli individuati, un arresto e, a stretto di giro di posta, un mandato di cattura internazionale per il fratello complice. Detta così, pare un gioco da ragazzi. In realtà, partendo dalle tracce di dna degli assassini individuate sul luogo del delitto, non era così semplice decidere chi mettere sotto controllo. Da uno screening globale delle tracce telefoniche di quella notte e dall'analisi delle frequentazioni quotidiane dei coniugi Burgato, che gestivano il negozio di casalinghi di fronte alla gelateria dove lavorava la giovane cubana, gli inquirenti sono arrivati alla soluzione. Ma ora è caccia ai possibili (e probabili) complici.