Il campione stecca con le donne: "Il biliardo? Sport da maschi..."

Per Steve Davis, sei volte medaglia d'oro, al cervello femminile manca "la determinazione ossessiva per le cose inutili". E scoppia il caos: "Sessista"

Il biliardo è uno sport da uomini? E chi lo sostiene è un sessista oppure vittima di un eccesso di politically correct, finito in un uragano mediatico nell'era della battaglia alle discriminazioni di genere? Se è vero che le disparità si combattono anche con una rivoluzione nel linguaggio e con un uso accurato dei simboli, a Londra e dintorni le parole del sei volte campione del mondo Steve Davis sono andate di traverso a molti -soprattutto a molte tra ascoltatrici e addette ai lavori- per forma e contenuto. La mancanza di giocatrici di biliardo ad alti livelli «credo abbia una ragione biologica, che dipende dai ruoli coi quali siamo stati messi al mondo fin dall'inizio. Gli uomini dovevano cacciare e le donne badare alla famiglia», spiega ai microfoni del programma sportivo del servizio radiofonico internazionale della Bbc, per il quale lavora ormai da anni come commentatore, il «re» britannico dello snooker (il biliardo inglese, che si gioca su un tavolo più grande). «Gli uomini della specie hanno un cervello risoluto, ossessivo, che credo molte donne non abbiano», insiste Davis, dicendosi certo che le donne non gareggeranno mai agli stadi più alti della specialità perché mancano «dell'ostinata determinazione per qualcosa che è una totale perdita di tempo». Quanto basta per scatenare migliaia di commenti su Twitter e la reazione disgustata di due donne-simbolo. Karren Brady, vice presidente del West Ham, una delle sei squadre di calcio londinesi di Premier League, anche lei commentatrice di punta della Bbc, paragona Davis a un uomo delle caverne: «Chiunque faccia commenti di questo genere viene dall'età dei dinosauri». «Una vergogna», le fa eco la Baronessa Grey Thompson, detta “Tanni”, star paralimpica in sedia a rotelle, entrata nel 2010 alla Camera dei Lord per i suoi meriti sportivi. A lei il compito di difendere la parità fra i sessi ed entrare nel vivo dell'annoso dibattito sull'apparente auto-esclusione delle donne da alcuni sport: tutto dipende «da una mancanza di opportunità e incoraggiamento di base. Mancano donne che competono ai più alti livelli dello snooker perché sin da piccole viene insegnato che non è lo sport per loro, che è uno sport da uomini». Quanto alla mancanza di risolutezza: «Quando ero incinta ho avuto solo una settimana per il cesareo e poi sono tornata ad allenarmi. Una cosa abbastanza mirata, mi pare».

Toni seri, censura netta come sempre più spesso accade nel Regno Unito, dove il primo ministro David Cameron è stato costretto a chiedere «profonde scuse alle donne» a inizio mandato -era il 2011- per aver definito «frustrate» due parlamentari, una laburista e una conservatrice, durante il Question Time. Ma nel Paese la «frustrazione» femminile è diventata reale qualche giorno fa, dopo che Rashida Manjoo, incaricata dalle Nazioni Unite di monitorare la violenza contro le donne in Gran Bretagna, ha dichiarato che quella britannica è la «cultura più sessista» che abbia mai visto da quando nel 2009 ha girato Paesi come Somalia, Zambia o Algeria. Eppure, a ben guardare il ragionamento complessivo della star del biliardo Davis, l'impressione è che per strada si sia perso un pezzo di ragionamento e di certo un pizzico di ironia. «Gli uomini sono idealmente perfetti per fare cose inutili -ha aggiunto nel suo discorso la star britannica-. Sono quelli che hanno set di trenini in soffitta e collezioni di francobolli per le quali perdono l'esistenza. Cose stupide da fare, come cercare di allenarsi per otto ore al giorno per arrivare al livello della Coppa del mondo. Perciò penso che siamo anche gli idioti della specie». Ed ecco che a inquadrare le cose in una prospettina un po' meno bigotta arriva Victoria Coren Mitchell, fresca campionessa dell'European Poker Tour: «È evidente che hanno chiesto a Davis perché non ci sono abbastanza donne ad alti livelli nel biliardo e lui ha semplificato con una battuta autolesionista sullo sport come perdita di tempo. Ho gareggiato a poker con lui qualche volta e si è sempre dimostrato rispettoso. So che non è un sessista».

Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Mar, 06/05/2014 - 18:57

Le femministe inglesi mi fanno ridere. Si scaldano per idiozie del genere e invece lasciano passare tranquillamente sharia, il Jibab, lo chador, donne sposate senza consenso, praticamente schiave, donne senza diritti ereditari e, tutto questo, nella stessa Gran Bretagna! Alle motivazioni date dal giocatore di stecca si potevano aggiungere anche il fatto che il Biliardo pone le donne in pose imbarazzanti e non certo dignitose per una donna rispettabile, vale a dire a "pecorina", cioè prone sul Biliardo e con il seno a penzoloni sul medesimo. Non credo che il Biliardo sia fatto per le donne.