Le carte della difesa: i cinque punti chiave trascurati dalle toghe

La memoria dei legali del Cav sul caso Mediaset: "Da imprenditore non poteva permettere di avere in azienda dei dirigenti corrotti"

Pubblichiamo la memoria presentata dal collegio difensivo di Silvio Berlusconi nell'ambito del procedimento sui diritti tv Mediaset. Il 30 luglio davanti alla sezione feriale penale della Cassazione si svolgerà l'udienza. La fissazione della discussione è avvenuta sulla base del ricorso presentato dai difensori dell'ex premier.

«Lascereste al suo posto il capo dell'ufficio acquisti dell'azienda di vostra proprietà se veniste a sapere che si fa corrompere e fa la cresta sugli acquisti?». La risposta negativa è assolutamente ovvia.
Ma la domanda non è provocatoria poiché è proprio sulla incredibile negazione di questo assunto che il Tribunale di Milano prima e la Corte di Appello poi, recependo in maniera acritica l'assurda tesi della Procura di Milano, con pervicacia accusatoria che connota da sempre l'agire a Milano nei confronti del presidente Berlusconi, ha aperto e trascinato per anni un inverosimile procedimento fondato sul nulla.
Tale processo, convenzionalmente denominato «diritti Mediaset», è basato su una ipotesi accusatoria così assurda e risibile che in presenza di giudici non totalmente appiattiti sull'accusa e davvero «super partes», sarebbe finito ancor prima di iniziare, con grande risparmio di tempo per i magistrati e di denaro per i contribuenti.
Basti pensare che una sola delle molte inutili consulenze contabili ordinate dalla Procura è costata ai cittadini quasi tre milioni di euro.
Non è azzardato ipotizzare che tra consulenze, rogatorie ed atti processuali questa vicenda sia già costata allo Stato una ventina di milioni di euro.
Veniamo ai fatti.
Il gruppo televisivo fondato da Silvio Berlusconi era ed è uno dei principali acquirenti di diritti televisivi al mondo. Una piccola parte, di questi diritti (da 30 a 50 milioni di dollari, sul totale di quasi 1 miliardo di dollari acquistati annualmente) veniva acquistata ogni anno da tale Frank Agrama, un imprenditore americano che operava ed opera nel settore diritti da oltre 40 anni.
Agrama, grazie ai suoi rapporti di amicizia con il Presidente della Paramount, Bruce Gordon, godeva di una sorta di esclusiva per la vendita dei prodotti Paramount sui mercati europei ed otteneva dalla stessa Paramount prezzi e condizioni particolarmente favorevoli.
Secondo alcune testimonianze, Frank Agrama e Bruce Gordon erano soci. Agrama acquistava ogni anno da Paramount l'intera produzione dei film e delle fiction e poi li vendeva, singolarmente o a pacchetti, ai vari operatori europei assumendo su di sé il rischio dell'acquisto globale della produzione Paramount.
Fininvest prima e Mediaset poi, per acquisire i prodotti Paramount, tra i migliori sul mercato americano, dovevano quindi, necessariamente, trattare sempre e solo con Agrama.
A conferma di questo un nuovo amministratore di Mediaset cercò di aggirare questa situazione trattando direttamente con Paramount. Il risultato fu che, quell'anno Paramount cedette tutti i suoi prodotti alla Rai anziché a Mediaset.
I magistrati milanesi non si arrendono a questa realtà e ipotizzano addirittura che la causa dell'esclusiva di Agrama sarebbe stato il fatto che Silvio Berlusconi sarebbe socio occulto di Agrama e che avrebbe diviso con lui gli utili delle vendite Paramount.
Risulta invece incontestabilmente dagli atti che: A) Silvio Berlusconi ebbe a conoscere il signor Agrama (due o tre incontri soltanto) agli albori della Tv commerciale negli anni '80 non avendo avuto successivamente alcun rapporto con lui.
B) Dai conti correnti di Agrama sequestrati dai PM milanesi si evince incontestabilmente che tutti i guadagni provenienti dall'attività commerciale di Agrama sono rimasti nella sua esclusiva disponibilità e che mai somma alcuna è stata trasferita a Silvio Berlusconi.
C) Nel corso degli anni, Agrama ebbe a versare ad alcuni dirigenti di Mediaset ingenti somme di denaro in «nero» (in un caso addirittura 4 milioni e mezzo di euro) per far sì che l'azienda acquistasse l'intera produzione annuale di Paramount.
D) Tutti i testimoni ascoltati hanno categoricamente escluso che Silvio Berlusconi si fosse mai occupato dell'acquisto di diritti televisivi.
E) Tutti i testimoni hanno confermato che dal gennaio 1994, data della discesa in campo nella politica, Silvio Berlusconi dopo essersi dimesso da ogni carica, si è totalmente distinto ed allontanato dalle aziende da lui fondate.
È evidente quindi che Silvio Berlusconi, che era proprietario al 100% di Mediaset e che anche dopo la quotazione in Borsa ne era il principale azionista e il principale beneficiario degli utili, mai avrebbe avuto interesse ad acquistare prodotti Paramount in eccedenza rispetto alle esigenze di Mediaset per poi dividere una piccola parte dell'utile con Agrama e mai avrebbe acconsentito al pagamento di tangenti in «nero» a propri dirigenti per agevolare Agrama.
Gli sarebbe stato sufficiente una semplice telefonata ai suoi sottoposti per ottenere l'acquisto dei diritti esitati da Agrama senza che questi dovesse pagare alcuna tangente, secondo l'accusa per il 50% di pertinenza di Berlusconi.
Sorge evidente una domanda: quale imprenditore avrebbe continuato a mantenere come responsabili dell'Ufficio acquisti, (un ufficio che trattava i prezzi e acquisiva annualmente venti volte il pacchetto dei diritti Paramount e cioè «diritti» per quasi un miliardo di dollari all'anno), dei dirigenti corrotti che pensavano al loro interesse e non a quello dell'azienda, che anzi avrebbero potuto procurare ingenti danni patrimoniali all'azienda?
La risposta è assolutamente scontata: nessun imprenditore con la testa sulle spalle, avrebbe mai tollerato per più di un minuto la permanenza in azienda di tali personaggi.
Ancora: il Collegio del Tribunale di Milano, era presieduto dal dott. D'Avossa, giudice già ricusato poiché in altro processo riguardante proprio il Gruppo Fininvest si era espresso affermando che era fatto notorio che in tale gruppo si utilizzassero fondi «neri» ed aveva perciò condannato i dirigenti imputati, che poi furono invece assolti in Appello e in Cassazione per insussistenza dei fatti.
Ancora: la Presidente della Corte d'Appello che ha incredibilmente confermato la sentenza di condanna del Tribunale aveva manifestato pubblicamente la sua disapprovazione nei confronti del governo Berlusconi.
Ancora: i fatti ipotizzati dall'accusa sarebbero accaduti nella prima metà degli anni '90 e quindi sono risalenti nel tempo di oltre 20 anni.
La Magistratura, anziché prendere atto dell'intervenuta prescrizione ha invece, con tesi assolutamente pretestuosa, sostenuto che la compravendita dei diritti aveva continuato a produrre i suoi effetti in tutti gli esercizi di bilancio in cui gli stessi diritti avevano trovato utilizzazione, ancorché fossero stati integralmente pagati all'epoca dei contratti primigenii risalenti agli anni '90 ed interamente ammortizzati nei bilanci aziendali.
Questi i teoremi accusatori che sono stati protratti all'infinito solo per poter arrivare a condannare il nemico ideologico e politico Silvio Berlusconi.
Ma ciò che rende ancor più assurda tutta questa vicenda è rappresentato dal fatto che i magistrati milanesi, contro ogni logica, non hanno tenuto conto di due precise sentenze della Corte di Cassazione, che con decisioni passate in giudicato hanno statuito l'insussistenza di quei fatti e comunque l'estraneità di Silvio Berlusconi alla gestione di Mediaset proprio negli anni in questione.
In qualunque altra sede giudiziaria, dunque, a fronte di decisioni consimili si sarebbe doverosamente ed immediatamente pervenuti ad una sentenza più che assolutoria. Ma eravamo a Milano.

Commenti
Ritratto di alfredido2

alfredido2

Mer, 10/07/2013 - 08:49

Non ci sono punti chiave della difesa : è tutto già scritto da tempo. Le scelte : 1.Fare ,come Guareschi il carcere dando un secondo esempio che rimarrebbe nella storia. 2.Uscire dall'Italia al più presto Il 50 % degli Italiani sa che questa è una mossa per indebolire la destra in favore della sinistra. Storia antica ,pensate ai trenta tiranni di Atene (circa 400 a.c.) che nominano la Bulè (Magistratura) con la quale eliminano tutti I nemici politici. (Senofonte Elleniche)

a.zoin

Mer, 10/07/2013 - 09:00

Agendo in questo modo , le TOGHE fanno capire alla popolazione che: Lo STATO ITALIANO, NON HA ALCUNA VOCE IN CAPITOLO IN CIÒ CHE FANNO. CIÒ ABBIAMO POTUTO CONSTATARE DA COLORO CHE LASCIATE LE TOGHE PER METTERSI IN POLITICA,DOPO UN FALLIMENTO TOTALE FATTO DI FALSITÀ E CORRUZZIONE SONO RITORNATI ALLA TOGA CON ARROGANZA E ALTERAZIONE, E LA MAGGIORANZA DEI PARLAMENTARI NON HA FATTO NULLA,NEI SUOI CONFRONTI, ANZI PER TENERLO BUONO, GLI HANNO DATO UN POSTICINO TRANQUILLO PIÙ LA PENSIONE DA PARLAMENTARE E UN SALARIO DI CUI TUTTA LA POPOLAZIONE NE È GELOSA (Data questa crisi). Perchè abbiamo al potere in ITALIA un CAPO DI STATO E UNA MAREA DI SENATORI E DI MINISTRI QUANDO LA LORO VOCE IN CAPITOLO VALE POCO O NIENTE E PERDIPPIÙ LITIGOSI COME BAMBINI DI ASILO INFANTILE, CHE PENSANO A LORO STESSI , AI LORO CONTI IN BANCA , ma!!! non alla popolazione o alle sorti dell`italia ???

linoalo1

Mer, 10/07/2013 - 09:08

La difesa può dire quello che vuole!Tanto ormai,il verdetto,è scritto!Spero solo che,una volta eliminato Berlusconi,ci sia un altro personaggio di carattere e senza paura,che prosegua la sua opera!Se così non fosse,poveri noi!Lino.

Ritratto di Il corvo

Il corvo

Mer, 10/07/2013 - 09:21

Se così stanno le cose non c'è motivo di preoccupazione, è in una botte di ferro. Non ha senso tutto il clamore sollevato dai parlamentari PDL. L'unica perplessitá può nascere dal fatto se anche i giudici ritengano giuste queste considerazioni.

lamwolf

Mer, 10/07/2013 - 09:31

Stato democratico? di liberi pensieri? politici? ma non diciamo scemenze!!! siamo uno stato senza doveri ma solo di diritti. Basta vedere come siamo tartassati dalle tasse e soprattutto governati dall'unico potere onnipotente la giustizia di parte.

Noidi

Mer, 10/07/2013 - 10:01

La difesa ha ragione quando dice: "Da imprenditore non poteva permettere di avere in azienda dei dirigenti corrotti". Mai avrebbe permesso che qulcun'altro facesso il lavoro al posto suo.

BlackMen

Mer, 10/07/2013 - 10:05

Bisognerebbe scrivere anche il contro articolo intitolato: "le migliaia di prove in mano alla procura che preferiamo ignorare"...per completezza di informazione :-)

killkoms

Mer, 10/07/2013 - 10:37

si vuole solo eliminare un"nemico conclamato"del sistema giudiziario!

cicero08

Mer, 10/07/2013 - 10:38

Sulla costituzione e sull'utilizzo di fondi neri all'estero da parte del biscione c'è di sicuro una marea di riscontri. Cos' come per una miriade di pagamenti estero su estero che servirono anche per far diventare grande il Milan. Gli inventori e i movimentatori di tale sistema sono in parte finiti anche in Parlamento. E poi per la ingente evasione multimilionaria degli anni precedenti è giò arrivato il soccorso ex Cirielli della prescrizione abbreviata.

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marino.birocco

Mer, 10/07/2013 - 10:41

Silvio tu lo sai io ti sono amico e vorrei chiederti ma non hai mai pensato di sostituire Ghedini ? Come puoi essere difeso da uno così ? Guarda la faccia che si ritrova .

meverix

Mer, 10/07/2013 - 10:41

Lo condanneranno sicuramente. Altrimenti come farà la sx a vincere le elezioni? Bersani, nonostante partisse con notevole vantaggio, si è fatto rimontare perchè anzichè parlare di politica e problemi del paese, si preoccupava di smacchiare il giaguaro e pettinare bambole.

Atlantico

Mer, 10/07/2013 - 10:51

L'accusa è convinta che la cresta sull'acquisto dei diritti era organizzata da Berlusconi in persona. Il che fa cadere l'assunto indicato nel sottotitolo dell'articolo. Quello che davvero non si può leggere è che Berlusconi, dopo l'entrata in politica, non si sarebbe più occupato delle sue aziende. Davvero chi lo scrive può pensare che ci sia al mondo un solo essere che lo creda ?

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 10/07/2013 - 10:53

BLACKMEN... guarda che ti stanno facendo credere che sia cosi. ma niente di cosi lontano da quello che affermi! gli avvocati HANNO chiesto alla procura di fornire le loro prove. e guarda caso... nessuna di queste provava la colpevolezza! :-) si informi presso i suoi amici comunisti mafiosi. si informi! anzi, chieda direttamente al suo amico PM :-) si informi!

michetta

Mer, 10/07/2013 - 10:54

A parte le considerazioni negative, dei prevenuti e le motivazioni addotte dai difensori del Presidente Berlusconi a favore, piace voler sottolineare la solerzia, per non dire velocita' di esecuzione, attuata nei confronti del Cavaliere, mentre le nostre diverse cause del 1995, giacciono inevase, dopo ben diciotto anni e la stessa Legge Pinto (che riguarda l'Equa Riparazione)attuata per le stesse, viene disattesa da ben quattro anni! I signori soloni della magistratura operante, magari anche pungolati da quelli del Corriere della Sera, sempre attenti alle vicissitudini del Presidente Berlusconi e delle sue aziende, soprattutto quando si tratta di affossarlo, si guardano bene dal rimproverare i colleghi delle varie altre Procure di Roma e di Perugia (per esempio), in merito alle nostre cause e se ne fregano altamente delle more che lo Stato sara' chiamato a pagare per i ritardi, come del resto, se ne sono sempre fregati altamente dei richiami e delle multe arrivate da Strasurgo! Ma, Berlusconi, no! Per Berlusconi occorre fare subito! Lo chiede il Tribunale di Milano! Ergo, lo chiede il partito comunista, pardon, il partito democratico ed i suoi capibastone, che in quei posti, hanno contribuito a metterceli e da quei posti, continuano imperterriti a mettercelo.....il bastone fra le ruote?!

Ritratto di wtrading

wtrading

Mer, 10/07/2013 - 10:58

Ci sarebbe una sola persona che potrebbe, per un limitato periodo di tempo e per non far prendere il potere alla sinistra ( che lo vuole rubando e assassinando di fatto il Leader del Centro destra Berlusconi ): l'unica persona è Marina Berlusconi. Alle votazioni avrebbe piu del 30% dei voti. ( E suo padre la consiglierà sul da farsi ).

unosolo

Mer, 10/07/2013 - 11:08

questo accade solo in quanto le toghe non risarciscono errori giudiziari a loro spese , il fatto che il PDL vuole la separazione della carriera e il riconoscimento del risarcimento in caso di riconosciuti errori da parte di chi sbaglia ha indotto a decapitare il PDL in modo che tali modifiche non avvengano , mantenendo il pieno potere per fare e disfare a proprio piacimento su chi da fastidio , quanti boss escono per errori creati appositamente o per presentare in ritardo gli atti e non c'è nessun indagato tra le doghe ? per loro non esistono errori rientrano nella normalità e non vogliono essere processati . La stampa estera tace , vuoi vedere che si comprano anche altre aziende ITAliane , ne sono rimaste la metà .svendiamo tutto. Fino a quando dobbiamo pagare alti tributi per pagare gli alti stipendi della casta e di tutti dogati ? le aziende chiudono gli operai diminuiscono , le entrate allo stato calano chi pagherà quei stipendi da nababbi e fino a quando il popolo sopporterà questa pressione fiscale creata appositamente .quanti soldi buttati.

killkoms

Mer, 10/07/2013 - 11:26

@blackman,salutaci la blckwoman!

dukestir

Mer, 10/07/2013 - 11:41

"Pubblichiamo la memoria difensiva". Ah beh, poi l'asse di ferro giudiziario-giornalistico e' quello degli altri... E poi: "5 punti trascurati dalle toghe". Suggerisco una variazione: "1 punto trascurato dal Giornale: e se fosse colpevole?!?"

dukestir

Mer, 10/07/2013 - 11:51

Alfredildo: non fa nessun carcere, una delle sue leggi ad personam glielo evita. Studiare mai eh?

cast49

Mer, 10/07/2013 - 12:05

Atlantico, COSA NE SAI TU?

Atlantico

Mer, 10/07/2013 - 13:59

Di cosa, cast ?

precisino54

Mer, 10/07/2013 - 14:38

A parte il fatto che leggendo l'articolo sembra proprio di sentire la cadenza dell'eloquio dell'avv Ghedini, ed in tal modo l'ho letto; la risposta alla domanda iniziale: "... Lascereste al suo posto il capo dell'ufficio acquisti dell'azienda di vostra proprietà se veniste a sapere che si fa corrompere e fa la cresta sugli acquisti?" La risposta negativa è assolutamente ovvia, basta essere imprenditori e capire il senso del denaro, non pubblici dipendenti con libertà di spreco continuato! Questo è il punto della questione: nessun imprenditore lascerebbe al suo posto un secondo in più un dipendente infedele! Tutte le altre considerazioni, e ancora quella più assurda che anche nelle perizie di parte della procura non si è potuto accertare il teorema accusatorio, sono solo delle prove a difesa dell'imputato in un tribunale serio.

Azzurro Azzurro

Mer, 10/07/2013 - 14:50

e'm un processo che nemmeno doveva cominciate tanto si evince l'assoluta innocenza del Cavaliere

angelomaria

Ven, 17/04/2015 - 13:13

SCUAATEI MANCATI SALUTI SIA A VOI CARI LETTORI E DIREZIONE MA ESAUSTO SONO STATO COSTRETO A RITORNARE AL CONSOLATOITALIANO DOVE ANDI DUE GIORNI FA'PERIL RINNOVO PASSAPORTO APPENA DISSI DI AVER DUE FIGLIE M'HANNO PRATICAMENTE SGGREDITOIMPEDENDOMI DI PARLARE PER LORO ERANO MINORI E DOVVO AVEREIL PERMESSO DELLE MADRI HO CERCTO DI DIRLO MO DOMANI ASSISTENTE SOCIALE CHEGENTE E BREDEVO GL'INGLESI FOSSERO IGNORANTI ROBA DA TERZO MONDO QUIL BELLO E CHE DOVRO RITORNARE PER RITIRARLO UN VIAGGIO DI TREQUQRTI D'ORA DI BAS ANDARE ED ALTRETTANTI TORNARE PIU'UN CAMBIO L'AIUTO CHE D'HANNO A CHI CAUSA TROMBOSI CAMMINA CON BASTONE E DA ORMAI LUNGHI 17ANNI CHE SOPRAVVIVO PERCHE IL MIO NONE'VIVERE QUANDO STAI BENEDUE GIORNI SI E TRE NO NO !! ALL'AMBASCIATA NON SUCCEDEVA