In casa di «Paolino» documenti in tedesco

Le indagini sulla fuga di carte riservate dal Vaticano e dal tavolo di lavoro del Papa si stanno concentrando sul materiale sequestrato nell’appartamento dell’assistente di camera di Benedetto XVI, Paolo Gabriele (nella foto). Fra la documentazione rinvenuta nel corso delle perquisizioni e ora all’esame dei magistrati della Santa Sede, ci sarebbero anche documenti scritti in tedesco, la lingua parlata dal Papa, e da pochi altri stretti collaboratori, ma non dallo stesso Gabriele. Dunque il materiale al vaglio degli investigatori in questi giorni - le indagini sono cominciate mercoledì scorso - risulta particolarmente interessante e delicato allo stesso tempo. Nella giornata di ieri è stato annunciato da padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede, che gli interrogatori del maggiordomo del Pontefice non cominceranno prima della settimana prossima. Perchè questo avvenga l’avvocato di Gabriele dovrà avanzare istanza formale. In questi giorni l’indagato sta infatti avendo diversi colloqui con il suo legale e ha dichiarato però la propria intenzione di collaborare ad appurare la verità su quanto è avvenuto. Gli investigatori, in questo momento, sono tra l'altro impegnati nello «studio e catalogazione del materiale acquisito» durante la perquisizione effettuata in casa di Gabriele mercoledì scorso 23 maggio, per metterlo poi «a disposizione del giudice istruttore». Sono giorni, poi, che padre Lombardi smentisce indiscrezioni. Tra queste il fatto che la magistratura vaticana non ha varcato le Mura Leonine per approfondire l'inchiesta. Il maggiordomo intanto continua a restarsene nella camera di sicurezza della Caserma della Gendarmeria. Intanto il governo ha chiarito che non sono ancora partite le rogatorie per indagare sul territorio italiano.