CASINI APRE«Non va escluso il ricorso alla Corte»

«Il Senato deve essere come la moglie di Cesare: non solo essere imparziale ma anche sembrarlo. E certe dichiarazioni da tifoseria contrapposta di questi giorni non mi sono piaciute, né di quelli che chiedono immediatamente la “decapitazione” di Berlusconi senza approfondimenti, né di chi sproloquia su un'agibilità politica tuttora indefinita». Il leader Udc Pier Ferdinando Casini, in un'intervista al «Nuovo Quotidiano di Lecce», apre dunque a una soluzione sulla decadenza di Silvio Berlusconi da Palazzo Madama. «Non c'è un decreto che ti nomina leader di un partito, né uno che ti toglie questa possibilità. Ci vuole equilibrio. I professori Onida, Capotosti, D'Onofrio - aggiunge Casini - riflettono sulla possibilità che il Senato chieda un approfondimento alla Corte costituzionale: non scartiamola a priori. Berlusconi non è un condannato qualsiasi».

Commenti

Demy

Lun, 26/08/2013 - 07:45

Forse che la Corte Costituzionale Italiana è meno inkuinata dai komunisti o dal sindacato di Magistratura Democratica? Vi sono vecchi parrucconi che,forse,sono anche incapaci di intendere e di volere a causa della loro età, e chissà che non fruiscano anche della legge 104!!Berlusconi non andava condannato, punto e basta! Nn ci sono prove,non ci sono testimoni, solo un teorema scritto dai giudici di Milano ed oggi applicato dal loro kollega Esposito,persona indegna di far parte della Vera magistratura.Casini adesso..."apre", forse, stando con gli altri si è reso conto di chi sono veramente.Loro,i komunisti sanno che kosa erano,sanno che kosa sono oggi,ma non sapranno mai kosa saranno domani ma,una cosa è certa: nn vogliono la democrazia,la libertà ed il bene degli Italiani.Solo il potere assoluto,senza condizioni e inattaccabili, oltre che impuniti a vita.