IL CAVALIERE IN CAMPO

Il giuramento nelle mani del presidente Napolitano e la foto «di gruppo» nel salone del Quirinale. Era l’8 maggio 2008 e cominciava l’avventura dei 21 ministri del Berlusconi IV. Un anno dopo è tempo di bilanci, per un esecutivo improntato «alla concretezza e alla politica del fare». A cominciare dalle riforme strutturali, tre in altrettanti settori chiave. Per prima quella della scuola, portata avanti da Mariastella Gelmini, dove tornano il voto (soprattutto in condotta) al posto del giudizio, il maestro unico, e viene introdotta una gestione razionale delle risorse al fine di ridurre gli sprechi. Ad opera di Renato Brunetta è poi «la rivoluzione» nella pubblica amministrazione, che vuol colpire l’assenteismo cronico negli uffici della macchina statale (i primi risultati riportano un calo delle assenze per malattia fino al 70%) come l’abuso dei distacchi sindacali e inoltre vincola alla trasparenza nell’assegnazione delle consulenze. L’ultimo pilastro è il federalismo fiscale, approvato con voto bipartisan dopo sei mesi di discussione in Parlamento.
Rispondere con strumenti efficaci alle difficoltà economiche globali è invece l’obiettivo della manovra finanziaria e dei due decreti anti-crisi firmati da Giulio Tremonti. Ma l’altra emergenza che il governo si trova subito ad affrontare è il disastro dei rifiuti in Campania. Convocato il Consiglio dei ministri a Napoli, arriva il provvedimento che entro i fatidici 100 giorni sblocca lo stallo di discariche e termovalorizzatori, così la «monnezza» scompare dalle strade. Vertice dei ministri in trasferta anche all’Aquila dopo il terremoto: via libera allo stanziamento di 8 miliardi per la ricostruzione dell’Abruzzo ferito dal sisma. Dalla terra ai cieli, di ottobre è il salvataggio della compagnia di bandiera. La «nuova Alitalia» torna a volare regolarmente con il partner Air France-Klm.
Capitolo sicurezza. Il «pacchetto» del ministro Maroni si divide in un decreto e un disegno di legge. Quest’ultimo prevede, tra l’altro, l’estensione dei limiti massimi di permanenza nei centri d’identificazione e di espulsione per i clandestini e, nelle città, la partecipazione di cittadini volontari al controllo del territorio (le cosiddette «ronde»). Dopo l’ok del Senato, il testo, emendato più volte, è tuttora all’esame della Camera. In Aula dibattito più che mai aperto anche sull’etica. Dopo il caso Englaro, si cerca un’intesa condivisa riguardo al testamento biologico. Mentre il piano casa ridà ossigeno al comparto edile e permette alle famiglie di guadagnare metri cubi nel rispetto delle normative ambientali, all’estero (preparando il G8) l’Italia chiude i contenziosi con la Libia, eredità dell’epoca coloniale, media durante il conflitto in Ossezia e rinnova l’alleanza con l’America di Barack Obama.
Infine i numeri: Berlusconi taglia dopodomani il traguardo dei 2.377 giorni complessivi a Palazzo Chigi. I provvedimenti varati dall’esecutivo sono 105: 35 decreti, 31 disegni di legge, 39 ddl di ratifica, più 5 ddl di conversione di decreti legge già pendenti all’avvio della XVI Legislatura.