Chi è

Matteo Brigandì è nato a Messina il 20 marzo 1952. Storico avvocato della Lega Nord, ha difeso Umberto Bossi in numerosi processi. Prima di essere eletto al Csm il 29 luglio dell’anno scorso, Brigandì era il responsabile Giustizia per il partito, tanto che ai tempi della ventilata scissione aveva assunto il titolo di «Procuratore generale della Padania». Più volte in Parlamento, pochi mesi prima di essere scelto dal Senatùr come membro laico del Consiglio superiore della magistratura, Brigandì si era detto stanco di fare lo schacciabotoni. Uno dei suoi primi atti da membro del Csm è stata la campagna contro il «metodo Woodcock». «La magistratura va tutelata dai danni di immagine provocati dalle inchieste di forte impatto sull’opinione pubblica - aveva detto nell’ottobre del 2010 - che poi si rivelano una bolla di sapone». Da tempo propone la riforma del Csm con l’abolizione della nomina «politica» e l’elezione diretta dei componenti.