Chi dorme poco ingrassa Ora la scienza spiega perché

È una di quelle convinzioni diffuse, a metà fra leggenda e verità (del genere, se fai il bagno prima che siano trascorse tre ore dal pranzo, non sopravvivi): dormire poco fa ingrassare. Una credenza che avrebbe delle basi scientifiche, non solo empiriche - se stai sveglio fino alle tre e ogni sera finisci un barattolo di Nutella, o una scatola di gelati, o una confezione di pop corn, non è sorprendente che la bilancia, mattina dopo mattina, abbia qualcosa da farti notare. Insomma secondo gli esperti il sonno influenza davvero l'appetito e il metabolismo, perciò chi dorme poco e male rischia di ingrassare (o per lo meno non dimagrirà).
Spiega «The Insomnia Blog», sito del dottor Breus (sì, come quello della poesia di Pascoli, che viveva con sua madre in Cornovaglia, e un dì trasecolò nella boscaglia), psicologo clinico specializzato in disturbi del sonno, che i motivi principali sono tre. Primo: lo sbilanciamento ormonale fa aumentare l'appetito mentre, per contro, fa diminuire la sensazione di sazietà. Secondo: si perde la fase finale del ciclo del sonno, cioè la fase Rem, che è quella che fa bruciare più calorie. Terzo: la mancanza di sonno spinge a mangiare cibi con alti livelli di grassi e di carboidrati. Il risultato finale - spiega sempre il dottor Breus - è che chi dorme, per esempio, sei ore a notte, dopo un anno può arrivare a ritrovarsi con sei chili in più (così ha calcolato uno studio brasiliano). Non solo una convinzione, quindi, ma chili veri, che poi bisogna faticare per perdere. Ma prima di mettersi a dieta è necessario riprendere a dormire in modo corretto: così anche il metabolismo potrà riassestarsi e lavorare nel modo più efficiente. E bisogna anche abbandonare il pensiero - a volte implicito - che se si rimane svegli si è attivi e, quindi, si bruciano grassi e calorie: talvolta è vero il contrario, perché ci sono alcune fasi del sonno in cui si bruciano più calorie che nei momenti di veglia. Una di queste è, appunto, la fase Rem, quella del sonno profondo, che arriva a fine ciclo ed è sempre «tagliata» da chi si sveglia troppo anzitempo. Per evitarlo il trucco è semplice: andare a letto prima, per riuscire a completare un ciclo di sette ore e mezza di sonno. E questo perché, nella maggior parte dei casi, è difficile che si possa decidere liberamente a che ora alzarsi, mentre sull'ora a cui andiamo a dormire abbiamo più controllo. Quindi: vietato ciondolare per casa, davanti alla tv (o al frigo), meglio dormire. Pensando alla bilancia.