Chiamparino fa il pieno. E l'alleanza Fi-Lega surclassa i Cinque stelle

La Regione torna alla sinistra con la netta affermazione dell'ex sindaco di Torino. Percentuali basse per Fdi e Ncd

Torino - Sergio Chiamparino è il nuovo presidente della Regione Piemonte. Le sezioni da scrutinare sono ancora molte ma in serata l'ex sindaco di Torino era dato per vincente con 47,5 per cento dei voti. Dietro di lui il candidato di Forza Italia - Lega Nord Gilberto Pichetto Frattin con il 22,4 per cento, che ottiene così un secondo posto, con una percentuale che simile a quella ottenuta alle Europee, sommando i voti dei due partiti che lo hanno sostenuto alle elezioni regionali. Fin nel tardo pomeriggio il candidato biellese ha sfidato all'ultimo voto, fino al sorpasso, la seconda posizione con l'esponente del Movimento 5 Stelle Davide Bono, che ha ottenuto una percentuale intorno al 20 per cento. A inizio scrutinio i grillini parevano destinati a diventare la seconda forza in Regione, ma con il proseguire dello spoglio le percentuali si sono ridimensionate, fino ad un testa a testa che in serata si è concluso con un vantaggio per Forza Italia - Lega Nord.

Con percentuali molto lontane a quelle ottenute dai primi tre schieramenti, si piazzano gli altri pretendenti alla presidenza della Regione Piemonte: Guido Crosetto Fdi-An con il 5,4% ha superato di oltre un punto il risultato ottenuto a livello europeo, mentre Enrico Costa per Ncd-Udc si aggira sul 3%, ossia un punto percentuale sotto la media nazionale riscontrata alle elezioni europee. Poco più dell'uno per cento, invece, per Mauro Filingeri per L'Altro Piemonte a sinistra.
Sentendosi già la vittoria in tasca, a metà pomeriggio Sergio Chiamparino commentava i risultati su Twitter: «Ora anche il Piemonte potrà avere gli interlocutori per farsi ascoltare e per ripartire con forza e orgoglio». Se la vittoria del centrosinistra era scontata, non solo per l'onda lunga delle elezioni europee ma anche per lo scandalo Rimborsopoli, i risultati hanno fortemente deluso i grillini che - forti del sostegno del movimento No Tav e degli anarchici, dei quali hanno condiviso battaglie che spesso sono finite nella violenza - erano certi di poter conquistare molti voti in più, se non addirittura ribaltare il tavolo delle aspettative e conquistare la poltrona più alta di palazzo Lascaris. E c'è già chi recita il mea culpa, per tentare di spiegare come mai un terzo degli elettori che lo scorso anno avevano votato il movimento di Grillo, non hanno rinnovato la propria fiducia. Una «caporetto grillina» che Vittorio Bertola, capogruppo in Sala Rossa e tra i leader della pattuglia pentastellata in Piemonte si spiega accusando i «toni troppo alti di una campagna elettorale che ha spaventato i piemontesi». Lapidario ma condiviso da tutti gli esponenti del centrodestra, il commento di Guido Crosetto: «Ogni volta che corriamo divisi, ci garantiamo il suicidio. Solo uniti si può vincere e i risultati delle Regionali come quelle delle Europee ne sono la conferma».

Commenti

gioch

Mar, 27/05/2014 - 09:10

Il masochismo dei Piemontesi è encomiabile.

procto

Mar, 27/05/2014 - 10:31

io avrei rivotato Cota

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 27/05/2014 - 11:02

Chi si contenta gode.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mar, 27/05/2014 - 11:02

Chi si contenta gode.

Raoul Pontalti

Mar, 27/05/2014 - 12:14

Mi ricordo mutande verdi...con gli occhi di un elettore ed il Cota dal gran fetore ho mandato a quel paese...