La Chiesa litiga, i fedeli fuggono

di Paolo Rodari

Mentre in Vaticano la commissione dei cardinali Herranz-Tomko-De Giorgi indaga a tutto campo su Vatileaks - era pomeriggio hanno parlato direttamente con Benedetto XVI - continuando e tenere in stato di fermo il maggiordomo Paolo Gabriele indagato per furto di documenti riservati, un rapporto del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni) pubblicato in queste ore evidenzia a chiare lettere una realtà che fa male, molto male, alle gerarchie della stessa Chiesa cattolica: in Italia i fedeli cattolici non ci sono sostanzialmente più. I dati sono impietosi. Il 70 per cento degli italiani, pur non dicendosi esplicitamente ateo, è «lontano dalla religione» e frequenta la Chiesa solo in occasione di matrimoni e funerali. Che sostanzialmente significa che non frequenta mai, se non costretta dagli eventi. Dati impressionanti e che molto dovrebbero far riflettere anche le sigle cattoliche aderenti al Forum di Todi dello scorso ottobre le quali, proprio in questi giorni, hanno dichiarato di volere dar vita a un nuovo partito all'interno del centro destra forte, dicono, anche della sostanziale adesione dell'Udc, un partito di tre federatori di peso: Corrado Passera, Lorenzo Ornaghi e Raffaele Bonanni. Stando al sondaggio del Cesnur quante possibilità avrebbe un partito siffatto di contare qualcosa? Secondo alcuni poche, molte poche.
Ma al di là della ricaduta in termini di voti del progetto di una nuova Democrazia cristiana, c'è dell'altro. E cioè la sostanziale scomparsa dei fedeli. Ne sanno qualcosa i parroci italiani: la domenica le chiese sono sempre più vuote, uno spettacolo a tratti desolante. E ne sanno qualcosa i rettori dei seminari: lì dove cinquanta anni fa c'erano frotte di candidati al sacerdozio, oggi il numero dei seminaristi si conta sulle dita di una, forse due mani. Dice, infatti, la ricerca diretta dal sociologo torinese Massimo Introvigne che oltre agli atei tout court cresce il numero di coloro che, senza dirsi atei, tuttavia non sono in contatto con nessuna forma organizzata di religione. Spiega Introvigne: Abbiamo distinto due categorie di atei. Gli «atei forti», in grado di motivare il loro ateismo con ragioni ideologiche, sono il 2,4 per cento e sono più presenti tra le persone anziane e meno istruite, dove sorprendentemente è ancora forte anche un ricordo dell'ateismo comunista. Gli «atei deboli», meno ideologici, ma che considerano Dio e la religione irrilevanti in un mondo dove contano solo il lavoro, il denaro e le relazioni affettive, sono il 5 per cento e sono più numerosi fra i giovani e fra le persone più colte».
Dunque gli atei cosiddetti «forti» non sono pochi, se proiettati sul numero totale degli italiani adulti si tratta di tre milioni di persone. Ma la ricerca nota che il loro numero tende a rimanere stabile, senza crescere, dagli anni 1990 a oggi. «Ben diverso però - spiega Introvigne - è il discorso sui «lontani dalla religione», una cifra che, comprendendo anche gli atei, arriva nella ricerca al 70,8 per cento della popolazione. Si tratta di persone che nella grande maggioranza non si dicono atee ma hanno perso ogni contatto con la religione: vanno in chiesa solo per i matrimoni e i funerali, e se pure si dicono religiose o «spirituali» mettono insieme credenze disparate. Si tratta ormai di una solida maggioranza degli italiani».
La ricerca indaga anche sulle cause che tengono così tanti italiani lontani dalla religione istituzionale e in particolare dalla Chiesa cattolica. Anche qui le ragioni ideologiche, tra cui l'idea che la scienza renda obsoleta la religione, sono nettamente minoritarie. Ai primi posti ci sono la sensazione che la religione abbia poco da dire sui problemi concreti della vita contemporanea, il rifiuto degli insegnamenti morali delle Chiese, e - per quanto riguarda una crescente ostilità al cattolicesimo - gli scandali dei preti pedofili e le polemiche sulle ricchezze e i privilegi fiscali della Chiesa.
A conti fatti una domanda è d'obbligo: la Chiesa cattolica può sperare ancora in un avvenire radioso? Una luce viene dai santuari. Sono questi oggi, più delle parrocchie, ad attirare un numero importante di fedeli. E' tramite i santuari che molti si avvicinano alla fede, o tornano ad avvicinarsi. Da atei o post credenti divengono credenti.