Il cognome Berlusconi da solo vale il 10%

Piepoli non ha dubbi: "È l'unico brand individuale a pesare così tanto. I guai giudiziari? Per gli italiani non contano"

L'intervento di Silvio Berlusconi al Senato trasmesso in tv

Roma - Tre milioni e mezzo di voti, circa il 10% dell'elettorato. «Parliamo del marchio “Berlusconi”, del brand, come la Ferrari o il tonno Rio Mare». Il sondaggista Nicola Piepoli non fa molta differenza, sul piano del marketing politico-elettorale, tra tonni in scatola e leader o simboli politici. E secondo lui il valore del logo «Berlusconi», come marchio di fabbrica, nonostante processi, scandali, polemiche e condanne, non ha ancora paragoni nel supermarket della politica italiana. «Berlusconi, piaccia o dispiaccia, è l'unico brand, l'unico marchio individuale che attualmente ha questo valore in Italia». Se si pensa alle estenuanti battaglie, tra carte bollate e ricorsi in tribunale, per la proprietà dello scudo crociato, lo storico brand della Democrazia cristiana, che per i sondaggisti non vale più dell'1,5% dei voti, si inquadra meglio la faccenda. «Il simbolo Dc è un marchio puro, come l'Amaro Averna, mentre il marchio Berlusconi è analogico, cioè è collegato ad una persona. Questo non significa che la forza del brand non si possa trasmettere anche ad un altro Berlusconi in politica, ad esempio la figlia Marina. Il marchio manterrebbe la sua forza, almeno per la seconda generazione. Anche se non credo che Marina scenderà in politica, ma questo è un altro discorso».
Nella classifica dei «cervelli», cioè delle personalità pubbliche capaci di creare consenso attorno a sé, l'Istituto Piepoli piazza Berlusconi molto in alto, tra i primi dieci («in politica è davanti agli altri»), forza che si riverbera sul marchio secondo il sondaggista. Obiezione: ma è un brand condannato per frode in Cassazione. «Alla maggioranza degli italiani questo non interessa, pensano che il processo di Berlusconi non riguardi loro ma lui e che non abbia conseguenze sul Paese ma solo per la persona di Berlusconi. Quelli a cui importa sono elettori che non lo voterebbero mai. Pensi al brand Ferrari. Se scoppiasse un guaio giudiziario per l'azienda di Maranello, il marchio Ferrari non perderebbe il suo grande fascino. Stessa cosa vale per Berlusconi». L'analisi dell'Istituto Piepoli poggia su un «esperimento in vitro», così lo chiama l'immaginifico sondaggista torinese, cioè il differenziale tra il peso elettorale del centrodestra senza Berlusconi a novembre 2012 (circa 15%), e il risultato delle elezioni a febbraio 2013, con il brand (e anche la persona) Berlusconi di nuovo in campo (25%). Appunto dieci punti, che sarebbe il plusvalore del brand berlusconiano. O il minusvalore di un centrodestra «democratico ed europeo», cioè senza marchio Berlusconi, come quello auspicato da Scalfari su Repubblica («Quagliariello, Cicchitto, Lupi e altri stanno lavorando a questo progetto, vanno incoraggiati»). «Chi vuole espellere il brand Berlusconi dalla politica sa benissimo che, se ci riuscisse, eliminerebbe qualcosa di inaffondabile finché c'è. Qualcosa che è legato all'incredibile capacità comunicativa di Berlusconi, che per noi significa saper leggere la realtà e saperla trasmettere agli altri. Berlusconi è uno che comunica in maniera assoluta. A tavola con altri colleghi ci raccontavamo alcuni fatti capitati a noi nella comunicazione di Berlusconi. A me per esempio». E qui Piepoli si abbandona ad un aneddoto: «Una volta sono andato a trovarlo a Palazzo Chigi, invitato da Bonaiuti che era il mio cliente. Lì Berlusconi mi propone l'ultima cosa che mi sarei mai aspettato a Palazzo Chigi. Mi porta in un salottino e mi fa vedere, fatto nel '700 all'epoca dei principi Chigi, quello che nelle ricerche di mercato è noto come il One-way-mirror, lo specchio dei guardoni, ha presente?» (Piepoli ci coglie impreparati, ma poi si spiega meglio). «È uno specchio attraverso cui noi osserviamo, senza essere visti, il comportamento degli intervistati nei focus group. Nel '700 aveva un'altra funzione, era usato dai voyeur, dai guardoni. Berlusconi, in quel modo paradossale, mostrandomi l'antenato di uno strumento che fa parte del mio lavoro quotidiano, ha colpito in modo fortissimo la mia fantasia. Quell'episodio me lo ricorderò finché campo, sono stato anch'io vittima del suo fascino. E questa forza si lega al suo brand. Fa sì che il suo brand sia inaffondabile. Per questo lo vogliono cancellare».

Commenti

xgerico

Mar, 03/09/2013 - 08:40

Ma che vuoi commentare........... L'avete messo pure in mezzo alle scatole di tonno!

Ggerardo

Mar, 03/09/2013 - 08:42

Posso testimoniare che i guai giudiziari per gli italiani contano eccome. Il sondaggista in questione magari ogni tanto dovrebbe uscire dal suo ufficio e parlare con la gente

Ritratto di 02121940

02121940

Mar, 03/09/2013 - 09:22

A Roma di dice: "consolamose co' l'ajetto". Con un mediocre 10% il Pdl sarebbe finito, destinato a sparire nelle successive elezioni. La forza del Pdl, cioè del suo elettorato, si manifesterà intatta solo se Berlusconi deciderà di continuare ad appoggiare Letta, secondo le attese di parte cospicua del suo elettorato. In caso contrario prepariamoci ad una grande fuga di voti, verso l’astensione (che supererà il 50%), oppure verso M5S come protesta estrema contro il sistema, o addirittura verso il PD se presenterà alle elezioni un Letta candidato premier o anche un più accattivante Renzi, che rientri sulle posizioni assunte nel ballottaggio con Bersanov.

procto

Mar, 03/09/2013 - 09:33

Certo il brand, applichiamo alla politica gli stessi parametri usati per vendere la Coca Cola. I guai giudiziari non contano per gli italiani: vero, a molti connazionali va benissimo un delinquente al potere, in modo possano a loro volta continuare a frodare il fisco, a spese degli altri fessi che pagano. Niente di nuovo. Il PDL senza lui vale niente, , visto che è stato volutamente costruito un partito di reggicoda, lacchè, portaborse e maggiordomi.

Giacinto49

Mar, 03/09/2013 - 09:40

E' la conferma di quello che la sinistra ha capito, con grande spavento, già vent'anni fa e contro cui ha lottato, per tutti questi anni, incurante del danno che ne derivava al Paese. Forza Silvio.

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Mar, 03/09/2013 - 10:44

Ovvio che i guai giudiziari di Berlusconi siano IRRILEVANTI per gli italiani... La "credibilità" della magistratura italiana è famosa in tutto il mondo, solo i piddini la difendono (ma per mera convenienza politica). Se Berlusconi ha perso tutti quei voti, non è per i processi della porno-magistratura milanese (che poi se la storia fosse vera, sarebbe ancora più simpatico), ma per aver sostenuto il governo collaborazionista di Monti che ha rapinato gli italiani e ha affossato il paese (i piddini tutti contenti). Avesse fatto opposizione, ora avrebbe il 50% con Gianni Letta Presidente della Repubblica.

Pazz84

Mar, 03/09/2013 - 11:00

Andate a vedere all'estero quanto è rinomato il marchio Berlusconi.

Ritratto di deep purple

deep purple

Mar, 03/09/2013 - 11:01

Il marchio "Berlusconi" porta da solo un gran consenso? Semmai il marchio "Silvio Berlusconi".

Demy

Mar, 03/09/2013 - 11:39

xPazz84 io vivo all'estero e posso assicurarle che il marchio Berlusconi non è stato minimamente scalfito, cosa che non si può dire del kapo Komunista e della magistratura komunista che, insieme,governano l'Italia.Qui, nell'ex Unione Sovietica il komunismo è morto,non se ne parla più, ma le questioni Italiane,giustizia in primis, vengono commentate e discusse (guardi Russia24), e non certo positivamente.Che Berlusconi possa aver sbagliato è normale, ma essere al 158 posto NEL MONDO nel settore della giustizia non è certamente colpa sua.Le faccio una confidenza: sono divorziato dal 1993 e, ancora oggi subisco processi che non finiscono mai.La prossima udienza? A marzo 2014, è forse colpa di Berlusconi? Forse si, anche se domani cado nella vasca da bagno da solo.Se vuole la ospito qui in Siberia,.......il viaggio di sola andata è gratis.

bruna.amorosi

Mar, 03/09/2013 - 11:48

per tutti i liberali democratici che vorrebbero togliersi BERLUSCONI da torno gli dico ad uno ad uno ma voi quanto valete da soli ? .a proposito ancora non ho visto un bonifico fatto ai vari comuni dgli onesti kompagni x l'i.m.u beh!? dove stà il vostro amore per lo STATO. ?

Atlantico

Mar, 03/09/2013 - 12:05

Forse Piepoli i suoi sondaggi li fa rimanendo seduto nella poltrona del suo ufficio. La condanna definitiva in Cassazione ha il suo peso eccome, come può testimoniare chiunque parli nei bar, o sui treni o in fila alla posta.

rokko

Mar, 03/09/2013 - 12:21

Vabbè allora andiamo alle elezioni e non parliamone più!

Pedrino

Mar, 03/09/2013 - 18:27

E vero, Berlusconi è l'unico leader per PDL ma questo solo perchè tutti li altri, al interno del partito, fanno la gara chi "bacia le mani" di più.

FranMercury

Mar, 03/09/2013 - 22:50

Analisi molto giusta. Gli italiani hanno smesso da anni di prestare attenzione ai processi di Berlusconi, è ovvio il disegno politico anche agli elettori di sinistra. La condanna, semmai, ha rafforzato la volontà di difendere B da parte dei suoi sostenitori e ha rivitalizzato l'entusiasmo di chi lo aveva perso. Il problema grave è: quando Silvio deciderà di andare in pensione - solo lui lo deciderà - come si evita il Regime di Sinistra? Troveremo un personaggio con un carisma anche un decimo quello di B?