il commento 2 Una furbata degna di un volpino

di Oscar Grazioli

Diciamo la verità. La Regione Emilia Romagna ha sempre avuto la pretesa, almeno in passato, di essere una primadonna. Dagli asili di Reggio Emilia (copertina su «Time») alla sanità pubblica, dai circoli sociali all'acqua gratuita «del sindaco», grazie alle amministrazioni di sinistra (ça va sans dire...) era sempre all'avanguardia. Anche troppo.
San Martino in Rio, amena località della provincia di Reggio Emilia, non sfugge alla legge regola e gli abitanti di un condominio di case popolari hanno deciso di far pagare ai cani (solo a quelli grossi) una metà quota, per l'uso dell'acqua. Quelli che poi usano l'ascensore devono possedere un tappetino che il proprietario stenderà sotto le quattro zampe perché non lascino impronte e peli. I gatti, essendo «selfcleaning» (autolavanti) e poco inclini all'uso degli ascensori, per il momento sono stati esentati, ma pare ci sia già qualcuno che sta pensando a quelli che scendono per qualche fugace passeggiata nel giardino condominiale. Un ottavino di rata per l'uso delle scale potrebbe essere preso in considerazione anche per loro.
E che cavolo! Avete voluto, con la forza degli animalisti e della Sciura Brambilla, gli animali nei condomìni? Li avete voluti sui treni, nelle case di riposo, dentro i negozi commerciali e ora anche negli ospedali? Se hanno dei diritti devono aver anche dei doveri, tra i quali quello di pagare le tasse. Esseri senzienti, esseri intelligenti, capaci di emozionarsi, di piangere, di ridere, di prenderci in giro? Ah, sì? E allora caccia la moneta, mio bel peloso che il bilancio del condominio piange. La logica parrebbe ferrea. Hai un cane di grossa taglia? Quando lo lavi consumi acqua, quindi fuori i soldi. Ti abbono il volpino. E invece trattasi d'ignoranza grezza. Lavare un Terranova in casa è impossibile. Provate a metterlo nella vasca da bagno. Non ci sta, quindi va dal toelettatore. Nella vasca invece si lava proprio il volpino e d'estate anche tutti i giorni. E chi ha un acquario?
Insomma a Reggio Emilia abbiamo l'acqua gratis «del sindaco», ma vogliono farci pagare quella per i pesci rossi in condominio.