Il complotto anti Cav si basa sul processo ai testi

In Procura gli atti di 32 deposizioni, Questura spaccata sul commissario IafrateIl caso. A tirare le fila sarà la Boccassini

Milano - Una sorta di processo parallelo, di «processo al processo», che correrà in contemporanea agli sviluppi del caso Ruby, ne verrà condizionato e a sua volta lo condizionerà. Questo rischia di essere il procedimento penale innescato dal tribunale che oltre a condannare Berlusconi ha trasmesso alla Procura gli atti di trentadue deposizioni perché valuti se incriminare i loro autori per falsa testimonianza. Per i giudici, intorno al processo Ruby è stata organizzata una gigantesca opera di depistaggio, sotto la regia di Berlusconi, che ha portato decine di testimoni in aula a mentire sotto giuramento per cercare di sottrarre l'imputato alla condanna.
La trasmissione degli atti alla Procura non è ancora avvenuta materialmente. È possibile che avvenga solo a settembre, quando i giudici depositeranno le motivazioni della condanna. A quel punto sarà il procuratore Edmondo Bruti Liberati a decidere a chi assegnare l'indagine. Ma è quasi inevitabile che a tirarne le fila sarà Ilda Boccassini, il procuratore aggiunto che non era presente in aula alla lettura della sentenza (era in vacanza, pare in Marocco) ma che di certo non considera chiusa qui la partita con Berlusconi. Che i testimoni della difesa avessero raccontato un sacco di bugie, la stessa Boccassini lo aveva affermato durante la requisitoria, e che molte Olgettine fossero destinate a finire iscritte nel registro degli indagati era dato per scontato. Ma l'attacco frontale deciso dai giudici è andato, anche in questo fronte, aldilà delle stesse intenzioni della Procura, costringendola di fatto ad avviare da subito una inchiesta-bis a carico dei trentadue presunti bugiardi.
Ma come si potranno processare e condannare i testimoni fin quando il processo principale non è finito? Cosa sia accaduto davvero alle cene di Arcore lo stabilirà solo la sentenza definitiva della Cassazione, che arriverà chissà quando e che potrebbe arrivare a conclusioni diverse da quelle del tribunale presieduto da Giulia Turri. Fino ad allora, tutte le versioni dei fatti fornite durante il processo a Berlusconi hanno uguale diritto di cittadinanza: sia quelle che accusano il Cavaliere, e che sono state ritenute credibili, sia quelle che hanno cercato di scagionarlo. La Procura lo sa, e per questo avrebbe preferito affrontare il tema più in là.
Invece, subito o a settembre che sia, l'inchiesta bis è destinata a partire. Sotto tiro c'è anche un membro del governo, il viceministro degli esteri Bruno Archi, colpevole di avere confermato in aula che durante l'incontro di Stato tra Berlusconi e Mubarak si parlò effettivamente di Ruby. E c'è, ed è forse la presenza più ingombrante, il commissario di polizia Giorgia Iafrate, oggi capo della sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile di Milano, che il 27 maggio 2010 firmò il rilascio di Ruby. La Iafrate oggi lavora nello staff di Alessandro Giuliano, capo della Mobile di Milano, uno degli investigatori di fiducia della Boccassini; a promuoverla fu il questore Alessandro Marangoni, oggi vicecapo della polizia, considerato vicino al centrosinistra (tanto da sfiorare la nomina a capo). Quando in aula aveva tenuto testa a Ilda Boccassini, la Iafrate aveva riscosso la solidarietà in blocco dei colleghi. Ma adesso che rischia l'incriminazione per falsa testimonianza, la sua presenza potrebbe diventare imbarazzante. Come può lavorare in un ufficio delicato come la Mobile una funzionaria accusata di avere mentito per salvare Berlusconi? E poco conta che non sia ancora dimostrato che la giovane commissaria non abbia detto la verità.

Commenti

pilave

Mer, 26/06/2013 - 09:57

Questa è l'Italia, bellezza.

Ritratto di indi

indi

Mer, 26/06/2013 - 10:03

Ecco spiegata l'assenza della bokassa, 32 incarti per falsa testimonianza da istruire non sono pochi!

'gnurante

Mer, 26/06/2013 - 10:18

gombloddo!!11!!

giagir36

Mer, 26/06/2013 - 10:26

Me la vedo: con questi magistrati andrà a finire che si creerà un campo di concentramento per testimoni scomodi. Comunque Berlusconi una grossa colpa ce l'ha perchè appena vinte le elezioni, doveva fare una legge di riforma della giustizia: 1.I magistrati che sbagliano devono pagare; 2.I magistrati non devono giudicarsi fra loro (ci vuole almeno una giuria popolare).

BlackMen

Mer, 26/06/2013 - 10:27

Il procedimento contro i testimoni è un atto dovuto alla luce dell'impianto della sentenza. Se dovesse essere avviato un procedimento il Cavaliere potrebbe trovarsi invischiato in un ulteriore processo per corruzione in atti giudiziari.

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Mer, 26/06/2013 - 10:43

Poi ci saranno per ogni testimone altri testimoni a favore degli stessi che saranno incriminati per falsa testimonianza e così via...alla fine saranno incriminati dieci milioni di italiani...mi nasce un dubbio che si stia ripetendo un triste passo della storia europea ante II conflitto mondiale?...

pagano2010

Mer, 26/06/2013 - 10:50

Hanno steso il capo: questi 32 li asfaltano!

gian paolo cardelli

Mer, 26/06/2013 - 10:56

Blackmen: al momento dell'interrogatorio dei testimoni le intercettazioni "compromettenti" erano già agli atti; sarebbe stato preciso compito del PM farglielo presente, contestare quello che stavano dicendo ovvero ricordare loro che erano sotto giuramento e rischiavano di venire processati per falsa testimonianza. Se la Boccassini non l'ha fatto puo' voler dire solo due cose: 1) questa non sa fare il suo lavoro; 2) non eisste alcuna prova che costoro abbiano mentito. Difficile da capire? mi pare di no.

migrante

Mer, 26/06/2013 - 11:01

non capisco come si possa utilizzare il termine "complotto" riferendosi a questa vicenda...l'eventuale rinvio a giudizio dei 32 testimoni della difesa non e` un complotto, e`una intimidazione !!!...un complotto e`quello che porto` la Ruby in questura quella sera...quello si` e` un complotto mentre l'attribuzione del "patentino" di prostituta a persone che debbono rinnovare il permesso di soggiorno e portare avanti procedure di ricongiungimento familiare potrebbe anche chiamarsi ricatto !!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mer, 26/06/2013 - 11:07

addirittura il paradosso dei testimoni che, dicendo la verità, saranno processati per aver detto la verità. altro che falso!!!! evidentemente la verità fa molto male ai giudici ed alla sinistra...

Ivano66

Mer, 26/06/2013 - 11:11

Ahahaha... si prospetta un altro processo a Berlusconi per corruzione in atti giudiziari (come giustamente dice BlackMen): anche quando sarà passato a miglior vita, su Berlusconi continueranno per anni a saltare fuori tutte le nefandezze che ha compiuto (per es. i suoi rapporti con la criminalità organizzata).

VYGA54

Mer, 26/06/2013 - 11:12

Domanda semplice e forse banale: ma se da questi processi per falsa testimonianza dovesse scaturire un nulla di fatto?? Per conseguenza ( i testi hanno detto il vero..) dovrebbe essere annullata anche la sentenza dell'altro giorno contro Berlusconi: O no?

ferry1

Mer, 26/06/2013 - 11:19

Penso che sarebbe opportuno,visto che le tre grazie più la rossa non rischiano nulla e chi paga le loro idiozie è Pantalone, costituire un fondo per la difesa dei testimoni incriminati.Questa dovrebbe essere una iniziativa più significativa di mille articoli e cento cortei.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mer, 26/06/2013 - 11:25

Ma dove sta il problema. Ci hanno pure fatto un filmone. Minority Report dove si ipotizzava la PreCrimine. Le giudici hanno utilizzato la veggente per accertarsi che il Berluska verrà condannato per tutti i gradi di giudizio quindi hanno accorciato i tempi del processo ai mentitori.

Ritratto di drazen

drazen

Mer, 26/06/2013 - 11:27

E perchè la Iafrate sì e Ostuni no?

man87

Mer, 26/06/2013 - 11:32

cardelli: immagino non abbia seguito il dibattimento dal momento che ignora che i pm hanno mosso una serie di contestazioni ai testi durante l'esame testimoniale ed in sede di requisitoria la stessa Boccassini ha evidenziato che l'anomalia di questo processo erano le decine di testimoni a libro paga dell'imputato. Peraltro i testimoni avevano prestato giuramento e il pm, ovviamente, più che muovere contestazioni, non era affatto tenuto a ricordare continuamente ai testi cosa avrebbero rischiato in caso di falsa testimonianza. Ripeto quello che vado dicendo da mesi: B. rischia seriamente l'incriminazione per corruzione in atti giudiziari.

facendis

Mer, 26/06/2013 - 11:38

La cosa che i sinistrati non capiscono ( del resto sono sinistrati)è che, nel giorno che sembra quello della sua peggior sconfitta, Berlusconi ha vinto! Quando scese in campo, più di 20 anni fa, solo pochissimi italiani pensavano ad una magistratura inquinata dalla politica e infiltrata dagli attivisti del PCI, anzi... allora, Di Pietro era considerato un eroe nazionale e se si fosse presentato alle elezioni avrebbe preso il 99% dei voti, ogni sera c'era il collegamento tv con il palazzo della giustizia di milano da dove Borrelli si affacciava manco fosse stato il Papa e così via. Per dare la caccia a Berlusconi tutti i vermi che si nascondevano ben bene sotto terra ( nelle procure) sono dovuti uscire allo scoperto in modo tale che gli italiani si sono accorti del verminaio che c'e. Ora nessuno, e penso neanche i sinistrati, mette in dubbio questa realtà! Prima o poi il problema della giustizia dovrà essere affrontato: anche il PD, se vuol davvero diventare un partito di governo, non può permettersi che uno o più magistrati, in preda a chissà quali vaneggiamenti, annullino o intralcino la politica del paese secondo i loro gusti!

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Mer, 26/06/2013 - 11:44

Basta con questo accanimento giudiziario. Non vogliamo che il nostro martire marcisca in galera ingiustamente come quei poveri cristi di Riina e Provenzano. E come nel 1993 diamo fuoco alle polveri (TNT) con il fidato Dell'Utri per ribadire l'innocenza del Cavaliere

gian paolo cardelli

Mer, 26/06/2013 - 11:49

Man87: non mi sono spiegato. La Boccassini aveva sentito o no le intercettazioni? se i testimoni stavano mentendo avrebbe potuto sputtanarli immediatamente: "lei adesso sta dicendo A, ma nelle intercettazioni ha detto B". Se il testimone non spiega adeguatamente la più elementare logica vuole la sua rimozione dagli atti ovvero la sua incriminazione se la menzogna è grave. Poichè di quanto sopra non c'è traccia vuol dire che i testimoni, durante l'interrogatorio, hanno fornito spiegazioni, quindi cosa vogliono adesso quei Magistrati? non è difficile, mi pare.

BlackMen

Mer, 26/06/2013 - 11:50

gian paolo cardelli: a dire il vero a molti di loro è stata contestata la mancanza di congruità tra quanto dichiarato al telefono (e nei pre-interrogatori) e quanto in tribunale.

Ritratto di uomoliana

uomoliana

Mer, 26/06/2013 - 11:53

Black Man, lei che è così informato , può dirci da chi è partita la denuncia di questi fatti ? e perchè mai non esistano testimoni d'accusa ?

Ritratto di uomoliana

uomoliana

Mer, 26/06/2013 - 11:57

Ivano 66 , mi dispiace contraddirLa, quando S B sarà passato a "miglior vita" tutti i processi pendenti su di lui svaniranno come nebbia al sole

Ritratto di Nopci

Nopci

Mer, 26/06/2013 - 11:58

ferdnando55 RISPONDIMI E FATTI VEDERE CHE CI POSSIAMO INCONTRARE.

ferry1

Mer, 26/06/2013 - 12:01

Ma in questa Italia non si può più sparare balle per telefono?Se si dovesse indagare su questo dovremmo incriminare gli Italiani al completo.Mi risulta invece che la verità vada detta solo in Tribunale e sotto giuramento.Ma è cosi' o no ?

migrante

Mer, 26/06/2013 - 12:14

Egregio man87, a quanto pare lei ha seguito le udienze, quindi non le sara`difficile ricordarci alcune di quelle contestazioni di cui lei parla, almeno il "senso"...tanto per capire...vede, la "Ruby" non e`stata sentita in aula...quindi...contestazioni riguardanti il reato di prostituzione minorile mi riesce difficile immaginarle...per quel che riguarda la concussione basta dire che le comunicazioni con le volanti e con la questura vengono registrate, l'unica comunicazione non trascritta e` quella tra Ostuni e Berlusconi...guardacaso Ostuni e` l'unico che non inserito tra i "falsi"...singolare, no ?

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mer, 26/06/2013 - 12:16

Scusate, spiegatemi l'arcano. Il testimone UMANO e in presenza fisica, DEVE confermare l'intercettazione che ha più valore probante della testimonianza umana stessa. Se la smentisce è falso. Ma allora, a cosa serve il testimone?

BlackMen

Mer, 26/06/2013 - 12:18

uomoliana: ha ragione io sono informato a differenza di lei. Se lo fosse infatti saprebbe che il diritto italiano prevede l'obbligo dell'azione penale da parte delle procure senza il bisogno ddella denuncia della parte lesa. L'omicidio in questo senso è un caso emblematico...se uccide una persona senza parenti chi la denuncia? Il morto?

mborrielli

Mer, 26/06/2013 - 12:18

BlackMen, lei deve essere fulminato di brutto. Ma le pare che, se io sono chiamato a testimoniare, devo prima verificare quale sarà il verdetto per poter dare una mia versione dei fatti che sia in linea con lo stesso ed evitare quindi di essere incriminato per falsa testimonianza ? Significa che per salvarmi il culo devo dire il falso, ovvero il falso che piace ai giudici che hanno già deciso quale sia la sentenza. Inoltre, le faccio presente che, se è vero che alle feste di Arcore c'erano tanti culi e tette in bella mostra, com'è che nessuno ha portato uno straccio di foto dato che i telefonini con relative fotocamere non venivano requisiti all'ingresso ?

gian paolo cardelli

Mer, 26/06/2013 - 12:21

Blackmen, l'ho già spiegato, mi ripeto: se l'incongruenza è stata rilevata già nel momento dell'interrogatorio del testimone e non si è provveduto immediatamente ad incriminarlo vuol dire che l'incongruenza è stata chiarita in quel momento (dovrebbe risultare dagli atti processuali, oso sperare). Quindi, repetita juvant, perchè questo sospetto di falsa testimonianza solo dopo? secondo me la risposta è banale: "facimmo ammuina" da parte dei Magistrati.

BlackMen

Mer, 26/06/2013 - 12:31

mborrielli: vedrà che tra qualche anno ci arriverà anche lei stia tranquillo

gian paolo cardelli

Mer, 26/06/2013 - 12:32

Blackmen cc Uomoliana, questa se la poteva risparmiare: sappiamo tutti che: a) non tutte le notizie di reato sono perseguibili per evidente impossibilità fisica a farlo, e che di conseguenza b) i magistrati scelgono come pare a loro cosa perseguire e cosa no...

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mer, 26/06/2013 - 12:34

BlackMen. Vero. Ed è per questo che le malefatte del Berluska vengono in primis e per obbligo di indagare anche senza denuncia da parte della presunta vittima mentre milioni di processi giacciono inevasi anche con l'iter eseguito secondo tutti i canoni. Per qualcuno la giustizia è più uguale dei comuni cittadini.

BlackMen

Mer, 26/06/2013 - 12:35

gian paolo cardelli: perchè , incredibile a dirsi, in fase di pre-interrogatorio non si può incriminare..lo dice la legge non io. Ma cavolo studiate un po prima di spararle

migrante

Mer, 26/06/2013 - 12:37

l'assurdita`di questo ulteriore strascico giudiziario appare in tutta la sua "magnificenza" nel caso del commissario Iafrate, infatti la Iafrate avrebbe "mentito" dichiarando di aver avuto l'assenso dal pm Fiorillo alla "liberazione" di "Ruby"...bene...il commissario non necessitava di alcun assenso... a sua precisa richiesta se si doveva applicare l'art.403 il pm rispondeva " no! ", inoltre non si prospettava alcuna motivazione per far scattare un "fermo", ecco quindi che il commissario aveva "l'assenso", cioe` non aveva alcuna motivazione da parte del pm per agire in ordine alla sua "imposizione" di trattenere in cella la Ruby e spedirla in comunita` !!!

eovero

Mer, 26/06/2013 - 12:37

tutto come previsto,l'ordine era di fermare la Lega che spendeva i "suoi" soldi,poi fermare il cavaliere per via sessuale,e il sud fa da padrone!

Guido_

Mer, 26/06/2013 - 12:45

Cosa sia accaduto davvero alle cene di Arcore non lo stabilirà la sentenza definitiva della Cassazione perchè le intercettazioni parlano chiaro, fin troppo chiaro... le ragazze erano lì in cerca di soldi e favori professionali, in una intercettazione parlano addirittura della necessità di fare un test dell'aids perchè Berlusconi non voleva usare il preservativo durante i rapporti sessuali... e questa è solo una delle intercettazioni, ce ne sono a decine che dimostrano che era in atto un vero sistema prostitutivo.

migrante

Mer, 26/06/2013 - 12:49

egregio mborrielli, in un Mondo in cui sono in svolgimento perpetuo i campionati mondiali di mostra della patonza ci si scandalizza se a casa di un produttore televisivo e cinematografico si svolgevano dei balli in abiti succinti...roba da visita psichiatrica !!!

agosvac

Mer, 26/06/2013 - 12:54

Mettiamo il caso che le cose fossero andate diversamente, che cioè i magistrati giudicanti avessero ritenuto Berlusconi innocente. Cosa avrebbero fatto i giudici' Avrebbero trasmesso alla Procura i fascicoli dei testimoni dell'accusa per indagarli per falsa testimonianza??? Siamo al di fuori di ogni logica!!! Credo che una cosa di questa portata non si sia MAI verificata in nessuna parte del mondo! In un processo serio difesa ed accusa devono avere le stesse possibilità di azione, ma se si comincia con l'indagare TUTTI i testimoni a difesa dove si andrà a finire? Che giustizia è questa che crede solo all'accusa e non alla difesa' Dov'è a questo punto il diritto della difesa a difendere con testimoni il proprio cliente? A questo punto c'è da chiedersi: che senso ha fare un processo? Tanto vale condannare l'accusato direttamente senza processo. Credo che il magistrato turri questa volta abbia aperto una strada senza uscita, una strada in cui non esiste più necessità del processo tanto l'accusato è colpevole anche se ha gran parte dei testimoni che sostengono la sua innocenza.Credo che la Consulta dovrebbe rivedere la propria decisione di non avere spostato il processo in altra sede, ormai è provata la malafede del tribunale di Milano.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Mer, 26/06/2013 - 13:03

Guido, "le ragazze erano lì in cerca di soldi e favori professionali," E chi se ne frega. E' un processo alla morale sessuale di un privato cittadino che scopa a casa sua? Un passo di Bocca di Rosa che ben si addice a questa farsa. "Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio. Così una vecchia mai stata moglie senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga e di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto. E rivolgendosi alle cornute le apostrofò con parole argute: "il furto d'amore sarà punito- disse- dall'ordine costituito".

man87

Mer, 26/06/2013 - 13:07

Cardelli e migrante: innanzitutto le udienze potete seguirle tranquillamente su radioradicale (ve lo consiglio vivamente!). Per il resto, caro cardelli, lei mi sembra non conosca le leggi processuali e la prassi assolutamente consolidata. Mi scuserà l’egregio “migrante” dei tecnicismi giuridici ma cercherò di essere il più chiaro possibile. Art. 207 c.p.p. “Se nel corso dell'esame un testimone rende dichiarazioni contraddittorie, incomplete o contrastanti con le prove già acquisite, IL PRESIDENTE O IL GIUDICE (NON IL PM) glielo fa rilevare rinnovandogli, se del caso, l'avvertimento previsto dall'articolo 497 comma 2. Allo stesso avvertimento provvede se un testimone rifiuta di deporre fuori dei casi espressamente previsti dalla legge e, se il testimone persiste nel rifiuto, dispone l'immediata trasmissione degli atti al pubblico ministero perché proceda a norma di legge.” In sostanza soltanto nel caso si rifiuto a testimoniare il giudice può trasmettere gli atti al pm quando ancora pende il giudizio di merito, affinchè il pm proceda con l’incriminazione. Per il resto vale la regola del comma 2: “Con la DECISIONE che definisce la fase processuale in cui il testimone ha prestato il suo ufficio, il giudice, se ravvisa indizi del reato previsto dall'articolo 372 del codice penale, ne informa il pubblico ministero trasmettendogli i relativi atti”. Ora, è evidente che l’architrave di questo procedimento è la trasmissione degli atti dal giudice al pm. Sebbene la giurisprudenza abbia precisato che la trasmissione degli atti non sia comunque condizione di procedibilità del reato di falsa testimonianza (le prerogative del pm sarebbero altrimenti lese), è assolutamente prassi costante e ragionevole che sia il giudice all’esito del giudizio, dopo la valutazione dell’intero materiale probatorio, a rimettere gli atti al pm. Del resto sarebbe azzardata (sebbene teoricamente legittima) la scelta di un pm di procedere per falsa testimonianza quando il processo nel quale quella deposizione è stata resa pende ancora (infatti, di lì a poco vi sarà una sentenza e, questa, alla luce di tutto il materiale probatorio, potrebbe anche reputare attendibile quella deposizione testimoniale e, dunque, quell’incriminazione per falsa testimonianza andrebbe incontro ad una sicura archiviazione). Spero di essere stato chiaro.

migrante

Mer, 26/06/2013 - 13:35

egregio man87, il problema non sono i tecnicismi, non mi impensieriscono affatto, il problema sorge quando si possono parafrasare i fratelli Vanzina...e cioe` dire "sotto i tecnicismi, niente !"...egregio, io non le ho chiesto un tratato sulla procedura processuale, le ho semplicemente chiesto di discutere quelle che sarebbero state le contestazioni di cui lei parla, cioe` avrei voluto discutere il merito e non la forma...spero di essere stato, a mia volta, chiaro !

mborrielli

Mer, 26/06/2013 - 14:22

BlackMen, ma mi faccia il piacere. Quante cazzate spara lei al telefono con i suoi amici anche solo per farsi bello ? Ha mai pensato che qualcuno stia li ad ascoltare quel che dice per poi rinfacciarglielo in tribunale ? E chi è il guidice che stabilisce che quello detto al telefono, dove al massimo rischia lo sputtanamento, corrisponde a verità mentre quanto detto in tribunale, dove rischia la galera, corrisponde a falsità ? Sia un poco serio e solamente appena più realista, perdiana !

mborrielli

Mer, 26/06/2013 - 14:30

agosvac: i magistrati non sono "giudicanti", sono "accusanti".

Ivano66

Mer, 26/06/2013 - 17:40

uomoliana: i processi sì, vista la mancanza dell'imputato. Ma i crimini resteranno, come sono restati quelli della prima Repubblica, quelli di Craxi, di Andreotti ecc.

Angelo48

Mer, 26/06/2013 - 17:43

man87: egregio, trovandola sempre molto preparato in tema di procedure giudiziarie, vorrei rivolgerle alcune riflessioni che mi lasciano perplesso nella speranza che possa dissipare i dubbi che mi assalgono. Dunque iniziamo dalla parte in cui il giudice condanna Berlusconi con la formula " concussione per costrizione". Chi avrebbe costretto dunque Silvio? Semplice: l'ha costretto il capo di gabinetto Pietro Ostuni. E da lì che nasce la violazione del codice con riferimento agli articoli enunciati dal giudice. Ostuni avrebbe poi fatto pressioni dirette sulla Iafrate che - a sua volta - avrebbe favorito il rilascio della Ruby nonostante l'incipit contrario della Fiorillo. Ostuni in fase di interrogatorio nega affermando: "..non ha mai chiesto di accelerare le procedure ai funzionari della Questura per il rilascio subitaneo della Ruby.." PRIMO DUBBIO: è Ostuni dunque - secondo il tribunale - che, in qualità di "concusso", telefona alla Questura per predisporre l'illecito. Da dove compie la telefonata illecita l'Ostuni? La compie dalla sua abitazione di Sesto San Giovanni e quindi - codice alla mano - il reato avrebbe inizio e prenderebbe forma proprio lì e la naturale competenza territoriale sarebbe del tribunale di Monza e non di Milano. Sbaglio? SECONDO DUBBIO: sempre il giudice dichiara nella lettura della sentenza che: "..trasmette alla procura milanese per le sue valutazioni, le trascrizioni dei verbali di interrogatorio.." delle 32 persone facenti parte dei testi a difesa del Berlusconi. Ipotizza dunque il giudice, che esse abbiano mentito sotto giuramento. Ed allora le chiedo: perché tra le 32 persone, non figurano né il capo gabinetto Ostuni, né il commissario Ivo Morelli capo delle volanti visto che entrambi hanno fornito dichiarazioni non veritiere per occultare la concussione?-->Segue

Angelo48

Mer, 26/06/2013 - 17:47

(2 di 2)TERZO DUBBIO. Sempre in merito alla Iafrate, il PM Boccassini l'accusa di non aver agito come da regolamento disattendendo inoltre, le disposizioni della Fiorillo in linea - queste sì - con il regolamento in vigore. Oltre alla dichiarazione della Iafrate - confutative di questa tesi (cosa comprensibile ma chissà quanto rispondente al regolamento di cui sopra) - lei sa che si è aggiunta la dichiarazione/testimonianza messa anch'essa agli atti, della dott.ssa Monica Frediani Proc. Gen. del Trib. dei minori, la quale ha affermato, rivendicandola, la regolarità delle procedure adottate dalla Iafrate concluse con l’affidamento alla Minetti. Le chiedo: ha mentito anche lei tradendo le norme regolamentari? Se sì, perché non la ritroviamo tra i 32 testi di cui si dovrà occupare la Procura di Milano? RIPRENDO ORA PASSI DEL SUO COMMENTO. Lei scrive ad altro lettore: "..il giudice, se ravvisa “indizi” (formula DUBITATIVA) del reato previsto dall'articolo 372 del codice penale, ne informa il pubblico ministero trasmettendogli i relativi atti.." Poi aggiunge in merito ai comportamenti del PM : ".. infatti, di lì a poco vi sarà una sentenza e, questa, alla luce di tutto il materiale probatorio, potrebbe anche reputare attendibile quella deposizione testimoniale e, dunque, quell’incriminazione per falsa testimonianza andrebbe incontro ad una sicura archiviazione.." Ergo: qualora la sentenza ritenga gli INDIZI nulli e quelle testimonianze come "deposizioni attendibili", sarebbe problematico per il tribunale stesso DIMOSTRARE perché esse siano meno importanti rispetto a quelle accusatorie. Non trova? A quel punto cosa accade: si riconferma l'accusa originaria all’imputato o si cambia registro? Mi spieghi in termini processuali come si risolverebbe questo guazzabuglio!! La ringrazio anticipatamente!

piedilucy

Mer, 26/06/2013 - 19:41

e dai sprechiamo soldi del contribuente ...ma la boccassino se non instaura processi contro berlusconi non ha lavoro? che faccia come ingroia almeno non spende il nostro denaro

ciannosecco

Mer, 26/06/2013 - 20:48

"Angelo48"Ti giungano i miei più fraterni saluti.Volevo solo segnalarti un punto sfuggito praticamente a tutti.Nella sentenza il collegio giudicante invia una segnalazione all'Ordine degli avvocati un legale.Tale legale,stava facendo attività investigativa,come previsto dalla riforma del 1989.Le Camere Penali segnalano l'intimidazione e si chiedono se la parità tra accusa e difesa sussista ancora o come sospettano in molti,non è mai esistita.Ciao Angelo,Lino.

eureka

Mer, 26/06/2013 - 21:48

Neanche nei processi di mafia si contestano i testimoni in questa misura! Anzi tendono a credere di più proprio ai mafiosi.

Raoul Pontalti

Mer, 26/06/2013 - 22:34

Mario Galaverna si domanda a cosa servano i testimoni. In teoria a rappresentare al giudice l'accadimento e lo svolgimento di determinati fatti inerenti al processo (penale nel caso) affinché questo posa formarsi il proprio convincimento in ordine al caso. Nella pratica il teste citato dalla difesa serve a scagionare l'imputato mediante omissioni e anche racconto di balle. Se le balle sono manifeste o le omissioni palesi il testimone finisce nei guai con l'imputazione di falsa testimonianza, reticenza, calunnia, etc. a seconda dei casi. Ma la testimonianza è solo uno dei mezzi di prova nel processo penale, esistendone altri sia tipici che atipici. Nel caso de quo basti ricordare i documenti rappresentati in gran parte dalle intercettazioni e queste sono in numero sterminato e concordanti nel rappresentare un quadro prostitutivo di proporzioni sbalorditive. In quel quadro si inserisce la minore marocchina già nota come prostituta ai servizi sociali e alla polizia che "si dà da sola" al telefono e nelle indagini preliminari "la patente di puttana" come considera Silvio amaramente in una telefonata a Nicole, che riceve soldi...per recitare il santo rosario prima e dopo le cene arcoriensi secondo i bananas. Un'ultima considerazione Mario: se bastasse il numero dei testimoni per farla franca allora chi ha i soldi vincerebbe sempre le cause, perché può pagarsi quanti testimoni vuole, in realtà, in conformità con Aristotele, anche uno solo può dire il vero pur contro 10.000, non valendo qui la democrazia (sempre Aristotele...) e le giudicesse Aristotele lo conoscono....

ciannosecco

Gio, 27/06/2013 - 09:54

"Raoul Pontalti"La sua spiegazione ,oltre a non essere convincente è contraddittoria.Ben quattro testimoni dell'accusa sono stati consegnati alla Procura per la valutazione della loro testimonianza.Se un testimone è reticente o palesemente falso,il fascicolo viene consegnato alla Procura direttamente in udienza.Per non parlare di un'avvocato che stava facendo le sue indagini,come previsto dalla riforma del 1989,ed è stato segnalato all'Ordine degli Avvocati.Le intercettazioni non possono aver dato nessun quadro probatorio se non dietro precisi riscontri,che non ci sono stati.Siamo in presenza di un processo indiziario.Che non ci si lamenti,se in Appello,questa sentenza viene cassata,è talmente assurda che non può stare in piedi.Saluti.

man87

Gio, 27/06/2013 - 10:28

Angelo48: egregio, provo a chiarire, sia pur brevemente, i suoi dubbi. PRIMO DUBBIO: Lei afferma che il reato “avrebbe inizio” in Sesto San Giovanni, residenza dell’Ostuni (e che, di conseguenza, la competenza sarebbe del Trib. Monza). In realtà, ai fini dell’individuazione del giudice competente deve farsi riferimento al luogo di consumazione del reato (non dove “avrebbe inizio”) ed è pacifico che il reato si sia consumato presso la questura di Milano, poiché è lì che B. consegue l’oggetto materiale del reato, ovvero l’indebita utilità (rilascio di Ruby alla Minetti). SECONDO DUBBIO e TERZO DUBBIO: per chiarire questi dubbi bisognerà necessariamente attendere le motivazioni: allo stato si possono fare solo ipotesi. E’ comunque possibile immaginare che la Iafrate sia stata inserita in quell’elenco per aver dichiarato che la Fiorillo avrebbe in seconda battuta avallato la decisione di rilasciare Ruby alla Minetti e per aver affermato di aver preso di sua iniziativa la decisione di affidare la ragazza alla Minetti, tentando così di far “saltare il nesso” con le presunte pressioni di Berlusconi sul capo di gabinetto Pietro Ostuni. Per quanto concerne la Dott.ssa Frediani, non per il solo fatto di aver dichiarato che la procedura era stata regolare rischiava, ovviamente, l’incriminazione; del resto, in dibattimento la Frediani non ha fatto particolari dichiarazioni, chiarendo di non aver avuto una cognizione diretta della vicenda e limitandosi a rinviare a delle sue relazioni e a delle direttive che Lei aveva impartito agli uffici (alcune tra l’altro erano già in atti). Peraltro, non sappiamo ancora come i Giudici abbiano valutato quella procedura di rilascio ed, in ogni caso, ripeto quello che vado dicendo da tempo: la concussione non richiede necessariamente il compimento di un atto contrario ai doveri d’ufficio, ma semplicemente il conseguimento di una indebita utilità. Stia tranquillo, comunque, per ogni teste per il quale è stata disposta la trasmissione degli atti al pm troverà nella sentenza sicuramente un’ampia motivazione. Siamo tutti ansiosi di leggerla e sarò io il primo ad evidenziare eventuali incongruenze motivazionali. Rispetto all’ultima questione da Lei evidenziata, laddove richiama i passi di un mio precedente commento, confesso di non aver capito a cosa si riferisce. Evidentemente sarò stato poco chiaro nel precedente commento, nel quale intendevo semplicemente dire che di rado il pm procede per falsa testimonianza quando il processo è ancora in corso, ma quasi sempre attende che vi sia una rimessione degli atti da parte del Giudice, dal momento che sarà quest’ultimo che valuterà la genuinità della prova alla luce di tutto il materiale probatorio. Sarebbe, dunque, una scelta strategicamente rischiosa quella di procedere contro un testimone ogni qualvolta la sua dichiarazione non sia stata ancora vagliata dal Giudice in sentenza. Cordiali Saluti.

Angelo48

Gio, 27/06/2013 - 12:31

man87: la ringrazio per la cortesia usatami prima di ogni ulteriore chiarimento! Vengo alle sue spiegazioni ora. Pur rispettando la sua tesi, non mi trova d'accordo sulla competenza territoriale usata (come tanti altri marchingegni) da taluni magistrati. Ordunque, l'art.8 (Regole generali)del c.p.p. al comma 1 recita: " La competenza per territorio è determinata dal luogo in cui il reato è stato consumato." Si tratta ora di determinare cosa si intende per consumato; quando ha inizio la violazione del codice oppure quando esso giunge a buon fine. Ne va da sé che, se non ci fosse un inizio, non ci sarebbe una fine. Da come lei scrive, intuisco che lei propende per la seconda opzione. Le pongo un esempio che spero le chiarisca cosa intendo sostenere. Io le commissiono una rapina in banca e lei la compie in quel di Monza; successivamente, lei mi consegna il malloppo in quel di Milano. Quale tribunale dovrà giudicarla secondo lei? Quello dove la rapina è avvenuta oppure quello dove i soldi vengono consegnati? Quando il reato di rapina si è materializzato(consumato): quando ha rapinato oppure quando ha consegnato il bottino della rapina? Mi ha risposto in parte sulla Frediani omettendo di dire che la stessa ha specificato "letteralmente" cosa prevede la Legge in casi del genere. Spiace solo non riuscire a rintracciare questa parte di interrogatorio per potergliela evidenziare. Noto però, che non mi ha risposto per quanto attiene la non inclusione in quella lista dell'Ostuni e del commissario delle volanti che negavano di esser stati concussi. Infine le spiego meglio l'ultima parte che non ha compreso forse per mia colpa. Qualora il tribunale dovesse sancire l'attendibilità di quelle deposizioni, come si comporterà lo stesso tribunale nei confronti dell'imputato? perseguirà nell'accusa o cambierà registro. Questo perché lei ipotizzava con l'altro lettore, uno scenario simile! Cordialità!

man87

Gio, 27/06/2013 - 16:18

Angelo 48: Lei scrive "Si tratta ora di determinare cosa si intende per consumato; quando ha inizio la violazione del codice oppure quando esso giunge a buon fine". E, mi sembra di capire, Lei propende per l'idea che il reato dovrebbe ritenersi consumato quando la condotta viene posta in essere, a prescindere dal buon esito della stessa. In realtà, così non è, poiché se fosse come dice Lei verrebbe meno la distinzione tra delitto tentato e delitto consumato: la consumazione si ha soltanto quando è integrata la fattispecie criminosa in tutti i suoi elementi ovvero, venendo alla concussione, quando il concussore consegue l'utilità indebita. Ora, se la minaccia del concussore non dovesse andare a buon fine, poichè ad esempio il concusso non si piega alla minaccia, il soggetto agente risponderà di tentata concussione e sarebbe in quel caso certamente applicabile il criterio, da Lei invocato, che potremmo definire della "condotta". Al contrario, quando, come nel caso di B. la concussione si realizza integralmente bisogna riferirsi al luogo di consumazione, ovvero al luogo in cui è stata conseguita l'indebita utilità (criterio dell’oggetto del reato). Per il resto l'esempio della rapina è del tutto fuorviante: in quell'esempio che Lei ha fatto io (ovvero il rapinatore) avrei realizzato la fattispecie della rapina a Monza, dal momento che è in quel luogo che, per usare le parole dell'art. 628 c.p., mi sarei impossessato della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, mediante violenza o minaccia, al fine di procurare a Lei (il mandante) un ingiusto profitto. In tal caso il fine del mio agire è far procurare a Lei un ingiusto profitto e questo è, dunque, il dolo specifico della mia azione, ma non l'oggetto materiale del reato come è invece l'indebita utilità nella concussione. La differenza è enorme, mi creda, ma probabilmente non di immediata percezione. Inoltre, la consegna dei soldi a Lei (il mandante) assumerebbe rilevanza esclusivamente per una Sua incriminazione a titolo di concorrente nel reato (e potremmo quindi ritenere che Lei ne risponderà a Milano, ovvero nel luogo della dazione della somma). Spero di essere stato chiaro. Ho risentito la deposizione della Frediani e Le assicuro che non rende alcuna dichiarazione di particolare rilevanza in quanto rinvia integralmente alle sue relazioni. Per il resto, (Ostuni, Iafrate) attendiamo le motivazioni. Quanto all’ultima questione credo di aver compreso il senso del Suo interrogativo: ovviamente la sentenza di condanna di B. reggerà a prescindere dalla incriminazione dei testimoni, anzi potrebbe accadere che la Procura nemmeno eserciti l’azione penale nei loro confronti. Ed anche qualora un altro Tribunale dovesse ritenere non sussistenti le false testimonianze, ciò non si riverserebbe certamente sulla sentenza di B.: significherebbe semplicemente che i sospetti del Tribunale su quei testimoni non erano fondati (o che comunque mancavano le prove della falsità) ma resterebbe fermo che quelle testimonianze, nella insindacabile valutazione giudiziale (ovviamente se congruamente motivata), e alla luce di tutto il materiale probatorio, dovevano reputarsi non inattendibili (del resto un teste potrebbe anche inconsapevolmente non dire la verità poiché i ricordi non sempre sono nitidi: ciò non significa che risponderà per ciò solo di falsa testimonianza). Saluti.

Angelo48

Gio, 27/06/2013 - 17:34

man87: non prenda la prego questa mia ulteriore precisazione come mero spirito di polemica: lungi da me tale obiettivo! Anzi, le sono sinceramente grato per la marea di argomentazioni che mi offre. Non ritengo di valutare la territorialità se il reato è da ritenersi consumato a prescindere dal buon esito dello stesso. Nella fattispecie in esame, io ritengo che il reato abbia inizio quando l'Ostuni (che al contrario della Iafrate badi bene non risulta tra i 32 testimoni soggetti ad attendibilità)compie la telefonata per rendere "attuabile" la concussione. Se il concussore ottiene il suo tornaconto, esso è stato reso possibile solo dall'azione illegittima praticata dal concusso. Ed in quale luogo questa illegittimità si materializza?Quanto alle testimonianze: mi perdoni, ma mi sembrerebbe ILLOGICO in presenza di una sentenza di "attendibilità" dei testi (quindi di un riconoscimento di una verità esplicitata in aula in perfetta antitesi con quella dell'accusa)che l'imputato resti comunque tale. Il tribunale infatti, sembrerebbe voler dimostrare con quei 32 "deferimenti", che i testimoni abbiano dichiarato il falso per smentire le tesi dell'accusa. Ergo, se dovessero esser riconosciuti attendibili, significherebbe che non avrebbero dichiarato il falso. La concussione quindi e la prostituzione minorile su cosa si poggerebbero? Grazie comunque per la sua disponibilità!

ciannosecco

Gio, 27/06/2013 - 18:44

"man87"Ma la concussione per costrizione non si compie quando Ostuni telefona in Questura?

man87

Gio, 27/06/2013 - 20:17

Angelo 48 e ciannosecco: la concussione si consuma dove si verifica la "promessa" o la "dazione" dell'utilità indebita. A mio avviso, nel caso in esame il reato si consuma laddove si verifica la “dazione” dell'utilità (ovvero presso la Questura di Milano) a meno che non si voglia ritenere, ma mi sembra francamente improbabile, che Ostuni avesse immediatamente promesso a B. il conseguimento dell'utilità (in tal caso il reato si consumerebbe già a Sesto San Giovanni, ma non perchè da lì partirebbe la successiva telefonata di Ostuni in Questura, quanto perchè già in Sesto San Giovanni sarebbe stata formulata la promessa). Ora, non potendo Ostuni evidentemente promettere l'utilità (rilascio di Ruby) è soltanto con il rilascio della stessa che si completa l’iter criminoso. Tra l’altro, anche a voler ritenere che Ostuni avesse già promesso l’indebito a B., secondo una certa interpretazione ogni qualvolta la promessa (che da sola, come detto, è sufficiente perché il reato sia consumato) venga tuttavia seguita dalla dazione, si avrebbe comunque un ulteriore approfondimento dell’offesa tipica e, di conseguenza, lo spostamento in avanti del momento consumativo, appunto al momento della dazione (tesi avallata, con riferimento alla corruzione, da Cassazione V Sez. 30 luglio 2007). Quanto ai testimoni, egregio Angelo 48, mi sembra che Lei confonda due piani diversi: una sentenza che assolve da un reato di falsa testimonianza non accerta di per sé l’attendibilità del teste. In altri termini, se pure questi 32 testi venissero rinviati a giudizio, e poi assolti, non cambierebbe nulla rispetto alla sentenza di B. poiché il non aver provato che quelle testimonianze erano false non significa riconoscerne automaticamente l’attendibilità. La testimonianza è per definizione “prova debole” in quanto un testimone potrebbe inconsapevolmente dichiarare il falso, semplicemente perché confonde i suoi ricordi: in tal caso il teste non verrà ovviamente condannato per falsa testimonianza (il suo è infatti un falso inconsapevole) ma il fatto di non essere stato condannato non significa che quelle dichiarazioni diverrebbero automaticamente attendibili. In sostanza, non necessariamente una dichiarazione testimoniale non dichiarata giudizialmente falsa è attendibile: l’attendibilità è sempre rimessa alla discrezionalità del giudice. Ad ogni modo trovo piacevole confrontarmi con chi la pensa diversamente da me. Cordiali Saluti.