Concordia, trovati resti umani Dna stabilirà se sono i dispersi

Sono ossa i resti umani trovati dai sub questa mattina nei pressi della Concordia. Il ritrovamento è stato effettuato nei pressi di quella zona indicata sulle mappe di ricerca come «area 3 del centro nave», un'area in prossimità del ponte 4 dove si presumeva potessero trovarsi i due dispersi al momento del naufragio.
L'immersione dei sub era iniziata alle 10 e si è conclusa alle 12. Una volta individuati, i resti non sono stati però recuperati: è stata immediatamente informata la procura che ha disposto il recupero e l'assegnazione ai Ris per gli esami. Nel pomeriggio i sub hanno effettuato dunque un'altra immersione per riportare a terra le ossa. «Soltanto l'esame del Dna, che richiederà alcuni giorni, potrà darci la certezza che si tratti delle persone che stiamo cercando», dice il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli ribadendo che fino a quel momento non si può dire che i resti trovati questa mattina dai sub nei pressi della Concordia siano effettivamente quelli di Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi. «Si tratta di parti che devono essere ricomposte e spetterà al Ris fare questi esami. Dalla posizione in cui sono stati trovati - aggiunge Gabrielli -, i resti potrebbero appartenere alle due vittime ma dovremmo approfondire e soltanto il Dna ci darà questa certezza».
Quel che è certo, conclude il capo della Protezione Civile, è che «l'impegno che abbiamo preso con i familiari è quello di ritrovare queste due vittime: fin quando non avremo la certezza che i resti siano effettivamente loro e fin quando non li avremo restituiti ai familiari, non ci fermeremo».
Tre giorni fa è ripartito a Grosseto il processo per il disastro della Costa Concordia e, per la prima volta, Francesco Schettino ha parlato come unico imputato accusando il timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin di aver sbagliato la manovra decisiva. Intanto a Firenze il procuratore generale presso la corte d'appello ha presentato un ricorso in Cassazione sui cinque patteggiamenti decisi dal gup di Grosseto a luglio per altrettanti co-indagati.