Condannato il lumbard osé

Una seduta in Consiglio comunale movimentata, una baruffa in aula tra esponenti dei partiti e associazioni dei cittadini e un epilogo boccaccesco. Che ieri è costato a un consigliere leghista 52enne una condanna, patteggiata, a quattro mesi per atti osceni in luogo pubblico e il pagamento di un risarcimento di 2mila euro. Siamo a Gussago, vicino a Brescia, è il 10 settembre 2010. Il lumbard Ferrante Ferraglio, allora consigliere di maggioranza, duella con i comitati che protestano per alcuni sfratti appena eseguiti. Prende di mira una 34enne dell'associazione «Diritti per tutti», che sta per essere allontanata dall'aula dalle forze dell'ordine. Ferraglio non solo la insulta e la apostrofa con parole pesanti, ma a un certo punto le si presenta davanti con i pantaloni abbassati, le mostra i genitali e le urla: «Tieni questo». Un siparietto che è finito in tribunale, dove il giudice ha punito l'esuberante consigliere.