Congelate le misure per scongiurare il rincaro dell'Iva

RomaFino a ieri sera non c'era nemmeno la convocazione del Consiglio dei ministri. Da Palazzo Chigi, ufficiosamente, si smentiva ogni relazione con le tensioni nella maggioranza. Ma le vicende della coalizione e le scelte del governo sono strettamente legate.
Ieri, in piena tempesta politica, il ministero dell'Economia si è chiuso a riccio. Al palazzo della Presidenza dei Consigli, dove oggi tornerà il premier Enrico Letta, in serata non erano ancora arrivati i testi del provvedimento più importante: il decreto con il congelamento dell'Iva per tre mesi e le coperture per coprire il deficit eccessivo. Il ministro Fabrizio Saccomanni mercoledì aveva chiesto di potere lavorare alle coperture fino alla fine. E così è stato.
Oltre al miliardo per evitare l'incremento dell'aliquota ordinaria dell'Iva dal 21 al 22%, ne serve un altro per coprire la cassa integrazione e rifinanziare le missioni di page. Poi la seconda rata Imu (2,4 miliardi) e 1,6 miliardi per portare il deficit al 3%.
Per quanto riguarda le coperture, via XX settembre ha preparato diverse alternative. C'è l'aumento delle accise sui carburanti «è un'opzione possibile, anche se io spero di no», ha riconosciuto ieri il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti.
Le proposte di Renato Brunetta per coprire i tagli fiscali e le altre spese di fine 2013, spiegava una fonte del ministero, saranno in parte accolte. Sicuramente la rivalutazione delle quote di capitale di Bankitalia detenute dalle banche sarà presa in considerazione, ma non in tempi brevi. Difficile quantificare (e anche incassare)in poche settimane le maggiori imposte per le plusvalenze degli istituti di credito.
Quello che è certo è che un rinvio del decreto sui conti avrebbe conseguenze gravi. A partire dall'aumento dell'Iva. Ma tra i temi in agenda, c'è anche la Telecom. E l'Ilva. Anche il caso del gruppo siderurgico non ha avuto vita facile. Il decreto ieri ha fatto più volte spola tra il dicastero dello Sviluppo e Palazzo Chigi e in serata non erano ancora stati sciolti tutti i nodi.
Tanti temi, tutti appesi fino all'ultimo momento. Tanto che ieri nessuno si sentiva di escludere un eventuale rinvio del Consiglio dei ministri, magari al fine settimana. Comunque prima della fine del mese, visto che in ottobre scatta l'Iva al 23%. Possibile, ad esempio, che al Consiglio dei ministri alla fine convocato per oggi pomeriggio si parli solo di politica. Il premier Letta chiederà ai ministri un chiarimento rispetto all'appoggio al suo governo. Solo dopo, si potrà aprire il cantiere dell'economia.