Consigli (non richiesti) per rilanciare la destra

In Europa ha grandeggiato, in Italia no. Perché non si può essere vivi solo in vista delle scadenze elettorali

La destra vince in Europa, non in Italia. Passi il confine, sia verso la Francia sia verso l'Austria e poi l'Ungheria e vedi la destra grandeggiare. Torni in Italia e vedi il monocolore renziano. Come mai? La prima ragione è che la destra in Italia sconta vent'anni in cui è stata riconosciuta come forza governativa, aspirante al Partito popolare e al centro, subalterna a Berlusconi. Dunque non poteva raccogliere gli scontenti e rappresentare l'opposizione radicale a quest'Europa. Non lo chiamerò effetto Fini perché mi pare ingeneroso infierire su un leader, non più in campo, che ha grandi responsabilità, ma non è certo colpevole di tutto. Però gli anni di governo non hanno lasciato segni tangibili e positivi della presenza incisiva di una destra al potere.

La seconda ragione è che quando cadde il governo Berlusconi fu ben chiaro che un'epoca si era conclusa e bisognava partire subito per rifondare una destra nazionale, popolare e sociale, europea e anti Ue. Le sollecitazioni che partirono, come il progetto Itaca, non furono recepite dai capataz destri, ancora imbambolati dal travaglio e incarogniti tra loro. Fratelli d'Italia arrivò troppo tardi e non riuscì a recuperare le frange delle destre sparse. Sì, meglio tardi che mai, meglio poco che nulla. Oggi sarebbe bastato l'apporto de la Destra di Storace per superare il quorum. O, magari, sarebbe bastato perfino che la destra radicale non si fosse pronunciata in favore della Lega. Naturalmente il quorum alle europee è una piccola cosa, non ti cambia la vita avere tre eurodeputati, ma è importante in prospettiva: se vuoi votare per un partito i cui voti poi si sprecano, eviti di votarlo.

Il problema di fondo è che non si può pensare la destra solo in vista del voto: devi animare un mondo intorno, un'area viva, avere qualche fonte d'informazione dalla tua parte, devi far circolare idee, simboli, temi che lascino un segno; devi spendere le risorse che hai, come quella della Fondazione An, per costruire una rete, formare una classe dirigente. La Meloni ha raccolto simpatia, ha mostrato grinta, ma sembrava Titti il canarino tra grossi bestioni. E il suo populismo è assai più sobrio e temperato di quello urlato e demagogico che ha più successo. Sui temi dell'euro o sui migranti, per esempio, era troppo ragionevole per bucare il grossolano appetito dei populisti.
Marine Le Pen non viene dal nulla, come invece da noi Grillo. Viene da lontano, combatte da svariati anni la sua battaglia, ha un partito ormai strutturato e radicato nel territorio e ha ereditato e innovato un'antica battaglia paterna. Da noi, nel vuoto di quell'area, si è inserito Grillo, che ha pescato anche in quell'area di malcontento, salvo poi traghettare quei consensi in altra direzione, fino a inneggiare a Berlinguer. E più in piccolo si è inserito Salvini.

Insomma, è stata troppo debole la motivazione che spinge a votare a destra. Stavolta gli ipo-motivati sono andati a ingrossare il Partito del Non Voto. Che ha raggiunto una cifra record, impressionante: venticinque milioni. Nel derby tra speranza e disperazione, la speranza ha vinto perché la disperazione non è andata a votare. L'Italia non ha votato la fiducia in Renzi, ha votato la speranza in Renzi. È diverso. La frase chiave che ha determinato il successo di Renzi è «Non ci resta che sperare in Renzi», inteso come ultima carta per evitare il baratro. Anche a destra, nella destra moderata dico, ha fatto proseliti questa tesi. Facciamo il paragone col passato. Il consenso popolare al centro-destra era fondato sulla fiducia nel suo leader e sulla paura verso la sinistra. E il consenso al centro-sinistra era basato sull'odio verso Berlusconi e la fiducia nel Partito e nei suoi leader, come Prodi o Veltroni. Adesso la fiducia è scomparsa, la paura non la incute il Nemico politico ma il Mostro freddo (l'eurocrazia, il fisco, la crisi) e l'odio un tempo concentrato su Berlusconi si è spalmato in un diffuso rancore sociale. Tanta opposizione ha preferito non andare a votare, anche quella di destra.

Sul piano europeo, la stragrande maggioranza degli europei ha voltato le spalle all'Unione. Non andando a votare, innanzitutto; ben oltre la metà dell'elettorato. O votando contro quest'Europa, con Marine Le Pen e coi movimenti nazionali e popolari, antieuro e anti Ue. Da noi invece, era troppo presto per bocciare Renzi, neanche tre mesi al governo, è ancora in garanzia. Ha il carisma della verginità. Dalle urne non è uscito un nuovo bipolarismo ma, a fronte del successo di Renzi - dico Renzi non il Pd -, non c'è un antagonista delineato. L'occasione storica per Grillo sembra passata e il centro-destra è tutto da reinventare. Il futuro ha per metà la faccia di Matteo. L'altra metà è da costruire. In quell'altra metà c'è la destra che deve ricominciare daccapo. Ma deve prima decidersi su una cosa: se la sua scelta prioritaria sia stare dentro o fuori le mura (semi-crollate) del centro-destra. Se ballare da sola o tornare a ricostruire la vecchia casa di centro-destra. Col senno di ora e la Senna di oggi, direi più giusta la prima, ma francamente non so se i frantumi feriti della destra presente siano in grado di partire per un'impresa così ardita. Là cannoneggia la Marine, qui a malapena la fanteria.

Commenti

hectorre

Mar, 27/05/2014 - 15:15

è la prima vera sconfitta di berlusconi...ora tutti dispensano consigli,un briciolo di buonsenso non guasterebbe!....la sinistra ha impiegato più di 20 anni per trovare un leader( diventato premier senza passare dalle urne!!!).....per il momento renzi ha fatto tante promesse,mi ricorda qualcun'altro....vedremo in autunno quando i nodi verranno al pettine......poi ne riparliamo.

Emigrante75

Mar, 27/05/2014 - 15:18

Non sono un fan di Veneziani ma, questa volta, devo dire che l'articolo mi è piaciuto molto e mi sembra largamente ispirato da un gran buon senso. Vorrei solo aggiungere un commento personale. Penso che, una volta di più, appaia chiaro come la mancanza di un vero progetto lungiirante e coerente sull'Europa ed il ruolo dell'Italia nell'Europa, sia costato molto caro a Berlusconi. In fondo il modo di far politica di Berlusconi è quello di "essere contro"... Con l'anticomunismo sbandierato anche dopo la morte del comunismo stesso, è riuscito a sedurre un certo nulero di elettori ma, alla prova Europa, l'asino è cascato, come si dice da noi.... Penso che quello che manchi soprattutto sia un ricambio di leadesrhip... Senza nuovi leaders non sarà possibile ricostruire un bel niente...

glasnost

Mar, 27/05/2014 - 15:23

Importiamo Marine e le sue proposte sui valori della Francia da difendere dal sinistrismo distruttore e dai nuovi immigrati che propongono i loro credi o, come diceva N.Farage per l'Inghilterra, riprendiamoci l'Italia. Importiamo anche il concetto di Patria italiana attorno alla quale fare quadrato di fronte all'assalto di un'Europa senza radici e fondata unicamente sulla moneta.

AH1A

Mar, 27/05/2014 - 15:33

Rinunciare all'Europa significa avere un ruolo MARGINALISSIMO nel contesto mondiale, solo chi mira ad interessi personali può sostenere il contrario. Ovvio che FI cerchi di cavalcare un'onda antieuropeista con il solo scopo di raggranellare qualche (futuro) voto. Questo è l'esatto contrario di quel che si aspettano gli Ex elettori di CDX. Da una non idea politica siamo passati al suicidio politico. Bella cosa!

gioch

Mar, 27/05/2014 - 15:40

Quando anche Fratelli d'Italia capirà che essere federalisti non significa antinazionalisti(G.Miglio lo ha spiegato loro in ogni modo possibile parlando di Costituzione Federale)forse si riuscirà ad avere una destra moderna.

glasnost

Mar, 27/05/2014 - 15:49

Indubbiamente gli assembramenti al centro del panorama politico, dove si collocano PPE e PSE sono benedetti da chi esercita il potere vero economico alla faccia della democrazia. Queste posizioni, che si differenziano su dettagli, ma che in fondo non disturbano i manovratori, sono sostenute e lodate dagli speculatori finanziari attraverso la loro stampa di potere e presentate come la cosa migliore anche ai poveracci che non arrivano più a fine mese a forza di pagare tasse. Certo che conviene adeguarsi ed aspettare che qualche briciola cada dal tavolo dei potenti,(alla Alfano, tanto per esemplificare) piuttosto che lottare essendo quasi certi di finire male.

Leo Vadala

Mar, 27/05/2014 - 15:50

Tra le ragioni presentate da Veneziani per la debacle del centro-destra non vedo la piu' ovvia - quando era al governo, il centro-destra non ha governato bene. Punto e basta.

epc

Mar, 27/05/2014 - 15:56

Sposo in pieno il commento del lettore gioch. Federalismo e nazionalismo sono perfettamente compatibili, come entrambi sono compatibili con l'essere anti-statalista. Per questo auspico un riavvicinamento di FI e di Fratelli d'Italia con la Lega. Aggiungo che, nella mia pur limitata esperienza, ho conosciuto un solo popolo che sia più nazionalista (in senso positivo) degli Statunitensi, e cioè gli Svizzeri.

summer1

Mar, 27/05/2014 - 15:58

Per far rinascere il centrodestra ci vuole un programma di almeno cinque anni che preveda la riduzione drastica delle spesa pubblica con tagli di interventi inutili prevaricanti o dannosi dello Stato, vendita di tutte le aziende municipalizzate, avvio all'intervento del privato nella sanità, nella scuola e nei beni culturali. Riduzione della fiscalità di 10 punti. Tutto questo non può essere fatto da Berlusconi. Non parlare più di Marina alla dirigenza del partito, squalifica tutto il movimento di cdx!

Ritratto di Patchonki

Patchonki

Mar, 27/05/2014 - 16:00

Credo che la destra italiana non esista perche' rimane ogni volta vittima di capi che non hanno la stoffa da statisti a cominciare dall'ex sen. Silvio Berlusconi, e a parte forse Almirante non ci sono altri da citare! Forse Monti, infatti Berlu lo voleva a capo dei moderati (sic!) e quindi non spendibile! Auguri!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 27/05/2014 - 16:00

@AH1A - Invece adesso l'Italia ha un ruolo CENTRALISSIMO. Ma lei a che cosa mira? A far credere che gli elettori del cdx siano europeisti convinti? Lei non è del cdx, quindi a che gioco sta giocando?

gioch

Mar, 27/05/2014 - 16:01

E piantarla di correre forsennatamente alla ricerca del compattamento dei moderati che,ormai si rivolgono democristianamente a Renzi.Un Casini contento di essere passato dal 6-7% allo 0, in NCD;stia col nulla e andiamo avanti che,fatti i conti,FI-NCD-Fratelli d'Italia avrebbero i voti del vecchio PDL.Uno zoccolo c'è.

albertzanna

Mar, 27/05/2014 - 16:10

PER EMIGRANTE75 - lei, in poche righe, ha scolpito sulla roccia dell'eternità (perchè questa è la sua volontà, forse lei è un fan di Monti, Grillo e Napolitano assieme) una serie di giudizi che brillano solo per una costante presunzione di superiorità assoluta sui piccoli uomini. Non commento il suo giudizio su Berlusconi, che lei potrà veramente giudicare solo ed unicamente quando, nella sua vita, avrà fatto anche solo un decimno di ciò che lui ha saputo creare, come imprenditore. Ma lei si è spinto oltre, con la sua frase che le riporto fra virgolette ....""Con l'anticomunismo sbandierato anche dopo la morte del comunismo stesso, è riuscito a sedurre un certo nulero di elettori...."" Mi spiace doverla contraddire, ma il comunismo, quello peggiore di tutti i comunismi, cioè il comunismo che considera gli uomini semplici strumenti in mano ai potenti, il comunismo di Lenin, di Stalin, di Mao, di Pol Pot, di Tito, di Togliatti, di Napolitano, di Castro, ma anche quello di David Rockefeller, di Rothshild, di George Soros, di De Benedetti, di Monti, di Letta, di Grillo, del New World Order, del Bilderberg, della chiesa cattocomunista, non è assolutamente morto, vive e striscia come il più pericoloso dei serpenti e programma di fare morire la libertà dell'umanità. Questo è il comunismo che Berlusconi ha sempre combattuto, come l'ho sempre combattuto io, e tantissimi altri come me, la gente che sa lavorare e del proprio lavoro fa oggetto di sviluppo e di ricchezza comune. Certo che manca il ricambio di leadership, è verissimo, ma rivolga il suo appello alla sinistra, come lei, non a chi, come noi e la maggior parte degli italiani, sa benissimo che per essere leaders si deve vivere fra la gente comune, normale, non si erge su un piedistallo ed accetta d'essere nominato capo del popolo senza sentire cosa ne pensi il popolo stesso. Le sue affermazioni sono tipiche da sinistra, e perciò vieppiù ridicole. Albertzanna (rilegga sempre ciò che scrive, eviterà errori di battitura)

DoctorMR

Mar, 27/05/2014 - 16:16

Sono d'accordo con Leo Vadala: la ragione principale del fallimento del centrodestra sta nel fatto che non ha governato secondo le aspettative di tanti elettori, anzi ha rinunciato a governare. E gli elettori di destra, sicuramente più liberali di quella di sinistra (senza offesa per nessuno), giustamente ha punito il centrodestra con il non voto. Basta stare tra la gente e leggere i numeri assoluti dei voti e dei votanti per capirlo. Gli unici che non vogliono capirlo sono i leaders del centrodestra.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mar, 27/05/2014 - 16:18

Caro Veneziani, i partiti di Lenin e Mussolini, strutturati e disciplinati com'erano non ci sono più. O meglio non c'è più quello di destra, tiranneggiato, spremuto e poi sinistrato da Fini. Ma che dava a tutta la destra una credibilità disciplinata e organizzata. Illusoria. Solo in Italia e in Russia tali partiti hanno avuto fortuna perché in questi paesi c'era e c'è ancora una cultura politica cavernicola, primitiva, ignorante. E che deve essere ammaestrata ogni giorno. In altri paesi è sufficiente un comitato elettorale per chiarire le posizioni e chiedere voti. Dunque rifondare la destra é un non senso perché la destra in quanto tale (quella liberale e democratica dico e non quella nata in AN) non è rifondabile anzi non è fondabile. Non esiste. Si ricorda i numeri di Altissimo? Ebbene quella è l'Italia liberal democratica e liberale, un niente un 1,6%. Oltre ed in emergenza anticomunista c'è stato il B., con le sue aziende, i suoi soldi e la sua personale credibilità. I partiti intorno a lui erano altro ma non si vedeva, si vede oggi. Solo grazie a lui l'Italia non è diventata una Cuba o CoreaNord europea sin dal 1994. Il resto è fuffa. O magistratura se vuole.

Ritratto di boss1

boss1

Mar, 27/05/2014 - 16:23

da che mondo è mondo la storia insegna che tutti i popoli per difesa o per conquista sono nazionalisti nel nostro caso dobbiamo essere nazionalisti per difesa, dobbiamo difenderci dall'invasore misterioso che senza armi è entrato in casa nostra e di essa sta diventando padrone.p.s le nostre case hanno un recinto non fatelo abbattere ma rendetelo più forte CHI VUOL ENTRARE DEVE SUONARE CHIEDERE PERMESSO E IDENTIFICARSI. VAI MARCELLO VAI.

brunicione

Mar, 27/05/2014 - 16:50

Un lungo articolo senza capir la cosa più elementare e più evidente. Per fare le riforme e ridurre le tasse, lo stato deve spendere meno e spendere meglio. In 20 anni di governo, Berlusconi non ha mai ridotto i costi della politica, i privilegi dei politici ed ha sbaccellato nella crescita del debito pubblico. Renzi e Grillo, hanno puntato il dito sulla riduzione dei costi della politica e dei politici, azione primaria se si vogliono trovare risorse per il rilancio del paese. Non capire questo è molto grave.

patrenius

Mar, 27/05/2014 - 17:15

E' un'analisi insufficiente! Lei dimentica il ruolo della magistratura di parte, della grossa stampa di parte, della RAI di parte, della scuola di parte etc etc etc. Alla fine hanno creato un popolo malinformato, disorientato, ignorante, demotivato e passivo.Ad esempio cosa sarebbe successo in un paese normale con le testimonianze sulla rimozione di Silvio? Qui invece niente...

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Mar, 27/05/2014 - 17:39

Immediata ed unica risoluzione per ricompattare il cdx sono le primarie aperte ad ogni simbolo, la costituzine di un direttivo e quindi le primarie per i candidati, perchè i programmi ci sono, sono validi e sono forti e la sinistra o meglio Renzi li sta facendo suoi. Di contro, sono convinto, che i cosiddetti rottami, anche se per il momento sembrano fermi in deposito di sicuro si tengono pronti a rimettersi in moto alla prima sbandata della loro berlina carrozzata Ferrari!

Ritratto di GWENDOLIN

GWENDOLIN

Mar, 27/05/2014 - 17:54

Nessuno forse nota che in Italia la maggior parte dei votanti sono Emiliani e toscani che votano a gregge pd..... i votanti di destra invece non vanno a votare poichè c'è sfiducia e manca un referente valido....checchè ne pensi il Cav. E' ora di trovare qualche antagonista alla sinistra che ci tiri fuori dal baratro...e non fate sempre gli stessi nomi triti e ritriti.Gwendolin

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Mar, 27/05/2014 - 18:27

IN ITALIA UNA DESTRA BRUTTA E IGNORANTE, VIGLIACCA QUANTO E PIÚ DI UNA SINISTRA CHE É SOLO SCORIA SCONFITTA DALLA STORIA IN TUTTO IL MONDO. ... Perde una destra populista e furbetta per non avere avuto il coraggio della Veritá, per avere rinnegato la Rivoluzione Liberale, avere occultato la necessitá, a 25 anni dalla caduta del Muro di Berlino, di abbattere il peggior Muro di un apparato burocratico statale sopra chi lavora e produce mai esistito al mondo, quello della dittatura dello stato mafioso italiano sopra la pelle della gente onesta ... La necessitá di sgonfiare un apparato burocratico pubblico senza eguali sopra le forze produttive, imprese e lavoratori ... Una destra senza il coraggio della Veritá, governata dalla meschinitá che ha saputo solo scagliarsi contro i Paesi europei piú virtuosi, ha abdicato a una sinistra statalista ortodossa che é la causa primaria della distruzione e la disgregazione in atto nel Paese .... Un Paese ottuso senza cultura, governato dalla menzogna e dalla violenza della miseria intellettuale al potere deve andare a sbattere forte la fronte per dare la opportunitá a ognuno di farsi molto male e spingerlo quindi ad una necessaria rinascita di un ordine di valori.

Anonimo (non verificato)

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 27/05/2014 - 19:01

basta DC, berlusconi e inutili incapaci.

roberto78

Mar, 27/05/2014 - 19:14

tutta questa salute dei partiti di destra io sinceramente non la vedo... hanno vinto i no-europa e i no-euro... i grillo e le leghe per intenderci... mica le forza italie... e d'altra parte fi tornerà ad essere un partito di governo se avrà idee serie, non se cavalcherà qualche protesta di popolo

Ritratto di stock47

stock47

Mar, 27/05/2014 - 19:22

Il guaio della destra attuale è quella della svolta di Fiuggi, cioè della trasformazione moderata senza più passato e senza più ideologia. Fini lo fece per due motivi, il primo perché ha tradito gli ideali della destra e il secondo perché pensava di attaccarsi al carro di Berlusconi e prenderne l'eredità. Lasciando da parte Fini, ormai condannato apertamente anche dalla destra, tutti coloro che hanno seguito la svolta di Fiuggi, e il passaggio sotto le ali di Berlusconi, sono divenuti poco credibili come rappresentanza di destra, visto che non si sono opposti alla trasformazione e al tradimento di valori del passato e al cambio d'ideologia. Quelli che non lo hanno fatto si sono trovati isolati e costretti a scendere a patti con Berlusconi, né più e ne meno che tutti gli altri. Perfino Fratelli d'Italia, staccatisi da Berlusconi per tentare di rivitalizzare la destra, permangono in qualche modo avvinti al carro di Berlusconi per via degli sbarramenti elettorali. Di conseguenza se devono fare una critica forte non la fanno, se devono presentare un programma politico, fortemente in contrasto con quello di Forza Italia, lo fanno sottovoce. La Meloni che poteva essere una Le Pen italiana ha finito per essere al servizio di La Russa che è tuttora legato a Berlusconi. Una destra di questo genere non va da nessuna parte! E' già incredibile che alle europee abbia raddoppiato i voti, merito di un insieme di cose che ha permesso ciò. Il guaio è stato che contro l'Euro e l'Unione Europea hanno blaterato a voce bassa e in ritardo. Se lo avessero fatto a tempo, con decisione e facendosi sentire da tutti, a quest'ora avrebbe avuto il 6% dei voti che ha avuto la Lega. D'altronde basta guardare fuori dall'Italia per rendersi conto di come si comportano le destre delle altre nazioni europee. Gridano a voce alta i loro programmi e il loro modo di essere. La Le Pen ha capito che non doveva spaventare i moderati ma che doveva far sentire la sua voce per atri temi che interessavano anche costoro, come l'Euro, la sovranità nazionale, l'immigrazione incontrollata e l'Unione Europea. Si è data da fare per ricercare alleanze al di fuori dell'ideologia di destra, per farsi aiutare a sconfiggere l'Europa attuale. Non ha alcuna intenzione di prevaricare le ideologie altrui degli alleati, come stupidamente ha fatto Berlusconi, ma solo di unire le forze per un obiettivo comune, finito il quale ognuno torna alle sue idee. D'altronde non è che una Le Pen si deve preoccupare del futuro dei rapporti con altre ideologie dopo che l'Europa viene chiusa, è cosa talmente ovvia che chiunque la comprende, tranne Grillo e Farage che giocano a fare i grandi uomini, rischiando di mandare a puttane tutto quanto in quest'occasione storica, che difficilmente si ripresenterà.

Ritratto di Margherita Campanella

Margherita Camp...

Mar, 27/05/2014 - 19:36

Duole sentire che l'apporto di Francesco Storace sarebbe stato utile a superare lo sbarramento, dal momento che ormai è troppo tardi. La verità è che il leader de La Destra ha fatto innumerevoli tentativi per riunire tutti i partiti, al fine di dare una casa a tutti coloro che non si sentono rappresentati all'interno di un'area moderata. E' altrettanto vero che con alcuni soggetti, tra cui FDI, questo tentativo è andato miseramente a vuoto. Francesco Storace ebbe l'intuizione di ricostruire AN e tutti sanno come andò a finire. Quel simbolo, in un primo momento, non interessava al partito di Larussa e Meloni, che erano protesi verso l'elettorato di CENTRODESTRA. Non a caso, il partito che essi fondarono venne chiamato FRATELLI D'ITALIA CENTRODESTRA NAZIONALE. Solo successivamente, dopo aver preso coscienza che il simbolo di AN era in grado di richiamare consenso, Meloni e Larussa si adoperarono per la sua acquisizione. Recriminare non serve a niente. Il dato di fatto incontrovertibile è che allo stato attuale, una buona fetta dell'elettorato italiano non è rappresentato e le ragioni le ha ben spiegate Marcello Veneziani. La destra in Italia è stata sdoganata da Berlusconi nel '94 quando Fini e AN entrarono in Parlamento e al governo assieme alla Lega, dopo anni di forzato isolamento. Tuttavia, la destra italiana è rimasta "monca", nel senso che essa non si è sufficientemente sviluppata all'interno di un'alleanza col partito moderato di Berlusconi. Inoltre, il "marchio" del "non politically correct" che le è stato impresso nel corso degli anni dagli intellettuali, dalla sinistra e da certa stampa asservita, ha fortemente contribuito alle sue numerose menomazioni. L'Italia è un paese mentalmente e culturalmente fermo agli anni della ricostruzione nel dopoguerra. Non vi è mai stata una pacificazione e la sinistra non ha mai fatto i conti con il proprio passato che annovera innumerevoli scheletri nell'armadio. Finché questo passaggio non avverrà, la destra sarà sempre in una condizione di subalternità. Spero che questa sconfitta serva di lezione a coloro che con arroganza e presunzione si credevano già seduti ad occupare uno scranno del parlamento europeo. La destra ha bisogno di unità e non di personalismi.

senatoreromano

Mar, 27/05/2014 - 19:40

Caduto il Muro e tramontata per sempre l'utopia Marxista bisognava condannare con forza il sistema economico politico allora trionfante espressione dell'Occidente. Il Neoliberismo,individualismo economico di tipo selvaggio allergico a ogni principio etico e maggiormente quello consumistico era ed è una minaccia simile a quella del Marxismo.Il Neoliberismo tende a formare una rigida separazione tra la società e il "Credo" (politico,religioso)disconoscendo alla "Fede" dei singoli una valenza pubblica,formando così masse sempre più impaurite e pavide che trovano più comodo per le loro coscienze seguire le mode e le suggestioni imposte dalle cosiddette maggioranze.A tutto ciò occorre aggiungere gli effetti perversi della globalizzazione la quale oltre a strozzare l'economia dei Paesi poveri stà ormai coinvolgendo anche i settori più deboli di quelli ricchi. La destra purtroppo ha mollato tutto nella giungla del vietnam italico;gli elicotteri sono ripartiti e siamo rimasti giù a farci infilzare uno dopo l'altro dai vietcong neoliberisti nostrani. Sinceramente non mi lamento,ho preferito rimanere qui ad aspettare i vietcong piuttosto che salire su quegli elicotteri.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mar, 27/05/2014 - 19:41

basta con una finta destra schiava dei banchieri, di bruxelles, immigrazionista, cialtrona

Ritratto di Giuseppe.EFC

Giuseppe.EFC

Mer, 28/05/2014 - 06:46

Grillo ha perso quando ha permesso ai suoi desperados di votare l'abolizione del reato di clandestinità. Berlusconi ha perso quando ha aumentato le tasse, infischiandosene delle promesse elettorali. Entrambi ti spiegano che no, non è vero, e ti diranno le ragioni. Alla gente importa poco, veramente poco: quando capiremo che l'Italia è fatta di gente media, classe media, che vuole solo un po' d'ordine, il rispetto per i propri risparmi, un lavoro che non sia accattonaggio e la sicurezza nella propria età avanzata? Renzi ha vinto perché, fregandosene del Paese, dei conti, dell'Europa, ha fatto gli interessi dei suoi elettori. In Politica la prima regola è: non deludere, non irritare i tuoi elettori. Meglio le dimissioni che far scappare i tuoi elettori. Soprattutto quando poi le dimissioni le dovrai dare comunque un mese dopo - con i tuoi elettori furibondi e incattiviti perché tu li hai traditi. Ecco, aggiungete questo ai consigli non richiesti.

tangocav

Mer, 28/05/2014 - 08:03

Si deve dare atto a Renzi e al Pd di aver salvato il c... all'Europa. Immaginate se Grillo avesse vinto queste elezioni, unito ai risultati di Inghilterra, Francia, Olanda ecc cosa sarebbe successo. Siamo dinanzi ad una grande opportunità. Se Renzi riesce a far pesare la sua forza politica si potrà cambiare l'intera politica europea, che nonostante quello che declamano gli antieuropeisti è l'unico contenitore abbastanza forte per contrastare e misurarsi con economie immense come quelle americane, cinesi, russe ecc. Del resto altro che nord-est, se gli stati europei fossero divisi non si salverebbe da sola neppure la Germania.

Nadia Vouch

Mer, 28/05/2014 - 08:03

La frantumazione in troppe formazioni della destra ha prodotto la eco maggiore nei piccoli centri. Per esempio, in molti Comuni potremmo parlare di un unico candidato sindaco che, proposto dalla sinistra, che sempre vota coesa e va a votare, ha inevitabilmente vinto. Gareggiare in solitaria non è come reggere una sfida. Tanti piccoli centri, costituiti ciascuno da poche migliaia di cittadini, quanto vanno ad incidere poi sulla forza di una formazione nazionale? Quanto è possibile organizzarsi in un piccolo centro per fare opposizione? Poco, molto poco. Ci stiamo avviando al partito unico: ogni sfumatura non conterà più.