Continua l'assalto giudiziario I pm sul caso Tarantini: "Anni di bugie pagate dal Cav"

La procura di Bari che intende chiedere il rinvio a giudizio per entrambi gli indagati per induzione a mentire all’autorità giudiziaria

L'assalto giudiziario non conosce tregua. Questo è il teorema dell'accusa: due anni di "bugie" dette da Gianpaolo Tarantini ai magistrati baresi, ricompensate dall’ex premier Silvio Berlusconi con 20.000 euro al mese per un anno, con 500mila euro in contanti, con il pagamento delle spese legali e con la promessa di un posto di lavoro. C’è questo nei due capi d’imputazione dell’avviso di chiusura delle indagini notificato all’ex premier e al faccendiere Valter Lavitola dalla procura di Bari che intende chiedere il rinvio a giudizio per entrambi gli indagati per induzione a mentire all’autorità giudiziaria.

Le "bugie" - secondo la procura - sono state riferite da Tarantini negli interrogatori resi all’autorità giudiziaria barese che indagava sulle escort che l’imprenditore ha portato nelle dimore dell’allora premier tra il 2008 e il 2009. Secondo l’accusa, Gianpi ha mentito quando ha riferito che Berlusconi non sapeva che le ragazze della "scuderia Tarantini" erano prostitute e quando ha sostenuto che nessuna di loro era mai stata pagata per fornire prestazioni sessuali in favore dell’allora capo del governo. La somma di 500mila euro - secondo la ricostruzione accusatoria - fu promessa da Berlusconi a Tarantini durante un incontro avvenuto nella sua villa di Arcore nel marzo del 2011. E nel luglio 2011 (quando Tarantini stava decidendo se chiedere il patteggiamento nell’inchiesta barese sulle escort) fu messa a disposizione, con la complicità di Lavitola, in una banca uruguaiana. 

Nell’avviso di chiusura delle indagini, il procuratore aggiunto Pasquale Drago ripercorre la ricostruzione con cui nel 2012 la Cassazione confermò l’ordinanza di custodia cautelare per Lavitola, emessa mesi prima dal gip e dal Riesame di Bari. In quel provvedimento la Suprema Corte individuava a carico dell’indagato Lavitola, nella sua qualità di tramite dell’ex presidente del Consiglio, tutti gli elementi utili a configurare il reato di induzione a mentire. In particolare "le elargizioni di denaro o altra utilità prestate a Tarantini, il nesso tra tali prestazioni e una pressione psicologica affinchè egli rilasciasse dichiarazioni mendaci; la qualità di Tarantini di persona chiamata a rendere davanti all’autorità giudiziaria dichiarazioni utilizzabili in un procedimento penale» e infine «la effettiva falsità delle dichiarazioni rese dal medesimo negli interrogatori nella sua veste di indagato, non solo a far data dal luglio 2009, ma poi, a più riprese, in epoca successiva al suo arresto, avvenuto il primo settembre 2011". Su questa vicenda Lavitola è stato interrogato il 15 maggio 2012 nel carcere di Bari. Un anno dopo, il 17 maggio scorso, ci fu l’interrogatorio, in una caserma dei carabinieri di Bari, di Silvio Berlusconi. Con il deposito di tutti gli atti dell’indagine (verbali di interrogatorio, nuove intercettazioni, le informative) i difensori degli indagati valuteranno se chiedere nuovi interrogatori oppure depositare memorie difensive. Se non dovessero emergere nuovi fatti eclatanti, la Procura di Bari chiederà il rinvio a giudizio.

Commenti

bruna.amorosi

Sab, 20/07/2013 - 18:52

non c'è più serietà quì in ITALIA una volta quando non sapevi che rispondere ti dicevano CHE FAI IL PROCESSO ALL'INTENZIONE ? ORAMAI NON SERVONO PIù NEANCHE I DIFENSORI se vogliono condannarti lo fanno e basta . poi vanno in mano con la COSTITUZIONE ,I SIG TOGATI .bisognerebbe querelarli tutti questi personaggi da operetta .

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 20/07/2013 - 18:52

si ma le prove? a fare queste affermazioni siamo tutti bravi... :-)

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tomari

Sab, 20/07/2013 - 19:22

Questa sarebbe la magistratura italiana? Se a un cosidetto giudice, non dici quello che LUI vuol sentire, allora testimoni il falso! Poverissima Italia, in che mani siamo! Però questo vale solo per il Centrodestra, of course; al centrosinistra TUTTO è concesso.

doris39

Sab, 20/07/2013 - 20:44

Nel 2009, a Bari, sono stati tutti scarcerati i 21 presunti mafiosi e trafficanti di droga : scaduti i termini di durata massima della custodia cautelare previsti a decorrere dalla lettura della sentenza di primo grado. Meglio occuparsi di escort!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 21/07/2013 - 00:22

Tutto l'impegno giudiziario che ruota attorno a Berlusconi potrebbe essere interpretato come una inaccettabile operazione, a fini politici, orchestrata da più procure in tutto il paese. MA STI MAGISTRATI NON SONO MAI STATI INTERCETTATI?