La conversione di Zanonato: «L'Imu adesso si può abolire»

nostro inviato a Rimini

Negli ultimi mesi Flavio Zanonato, ministro bersaniano dello Sviluppo Economico, si è mosso all'interno di uno spettro mutevole di umori. Dopo essersi specializzato in docce fredde, esercitandosi spesso nel ruolo del «pessimista» tanto sull'abolizione dell'Imu quanto sulla possibilità di sventare l'aumento dell'Iva, da qualche settimana ha decisamente invertito la rotta.
L'ultima testimonianza di questa conversione arriva dal Meeting di Rimini dove l'ex sindaco di Padova sposa con convinzione l'impegno dell'eliminazione dell'imposta sulla prima abitazione di proprietà. «C'è un impegno preciso, che è quello di togliere l'Imu sulla prima casa, il governo troverà una soluzione» dice il ministro. «Una soluzione va sicuramente trovata nel segno degli impegni assunti dal presidente Letta quando si è formato il governo. «La soluzione se non sarà trovata entro il mese di agosto, arriverà entro i primi 3-4 giorni di settembre. So che siamo stati convocati per il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo, ma comunque non c'è ancora l'ordine del giorno». Zanonato non si limita a guardare alle prime abitazioni ma allarga il campo d'azione. «Mi piacerebbe togliere l'Imu dai capannoni industriali che sono beni strumentali delle imprese» aggiunge. Comunque «sugli impegni assunti da Letta non si farà un passo indietro». «Letta quando si è insediato - spiega - ha assunto dei precisi impegni a seguito anche di una trattativa che c'è stata con il Pdl. Quegli impegni verranno mantenuti. È allo studio una riforma. Si tratta di una trasformazione dell'Imu che va nella direzione degli impegni assunti».
Ci sono altre note di ottimismo e disponibilità che si riscontrano nel «nuovo» Zanonato. La prima riguarda le prospettive di ripresa del nostro Paese. «Il Pil tornerà a crescere tra la fine dell'anno e l'inizio del 2014» dice a margine del Meeting. «È certo che per la fine dell'anno il Pil ripartirà. Molto probabilmente nel terzo trimestre ma sicuramente con l'inizio del 2014 avremo un avvio in crescita». La seconda un'idea che era già stata proposta con convinzione da Angelino Alfano ai tempi del governo Monti. «Ci sono aziende che non riescono a pagare le tasse ma se avanzi soldi dalla pubblica amministrazione si può trovare una compensazione? - chiede il ministro -. Il governo sta studiando un meccanismo con il quale possano essere compensati almeno parzialmente i debiti della Pa nei confronti delle imprese con le tasse che le stesse debbono pagare». Una norma che sarà contenuta nel «decreto Fare 2».
Infine l'ultimo passaggio, sempre attestato sulla frequenza dell'ottimismo, è quello sulla tariffe elettriche: «Il governo sta mettendo a punto un pacchetto di misure per l'autunno contenenti un significativo taglio del costo dell'energia elettrica. Abbiamo preparato un pacchetto di misure. La cosa più importante - conclude Zanonato - è che vogliamo abbassare in modo significativo il costo dell'energia elettrica che è davvero eccessivo nel nostro Paese. Il governo è impegnato a trovare dei meccanismi che senza toccare gli interessi dei produttori di energia rinnovabile riescano a ridurre il costo dell'energia elettrica che costa troppo», così da «ridurre il gap delle nostre aziende rispetto ai competitor europei».