La Corte europea dei diritti dell'uomo: no al carcere per i giornalisti

Strasburgo dà ragione a Maurizio Belpietro, direttore di Libero, condannato a quattro anni dalla Corte d’Appello di Milano per diffamazione

Condannare un giornalista alla prigione è una violazione della libertà d’espressione, salvo casi eccezionali come incitamento alla violenza o diffusione di discorsi razzisti. A stabilirlo, ancora una volta. è la Corte europea dei diritti dell’uomo nella sentenza in cui dà ragione a Maurizio Belpietro, direttore di Libero, condannato a quattro anni dalla Corte d’Appello di Milano.

Belpietro fu condannato per diffamazione a quattro anni di carcere, poi sospesi, per aver pubblicato, nel novembre 2004, un articolo firmato da Raffaele Iannuzzi dal titolo "Mafia, 13 anni di scontri tra pm e carabinieri", ritenuto diffamatorio nei confronti dei magistrati Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte. I giudici di Strasburgo nella sentenza spiegano che una pena così severa rappresenti una violazione del diritto alla libertà d’espressione del direttore di Libero. La Corte sottolinea infatti che Belpietro venne condannato dalla Corte d’Appello di Milano non solo a risarcire Lo Forte e Caselli per un totale di 110 mila euro, ma fu anche condannato a quattro anni di prigione.

Secondo la Corte è questa parte della condanna, anche se poi sospesa, a costituire una violazione della libertà d’espressione. La Corte infatti ritiene che, nonostante spetti alla giurisdizione interna fissare le pene, la prigione per un reato commesso a mezzo stampa è quasi sempre incompatibile con la libertà d’espressione dei giornalisti, garantita dall’articolo 10 della convenzione europea dei diritti umani. Insomma, per i giudici di Strasburgo, nonostante l’articolo di Iannuzzi sia stato giustamente considerato diffamatorio, esso non rientra in quei casi eccezionali per cui può essere prevista la prigione. Strasburgo ha condannato l'Italia per aver violato il diritto alla libertà d'espressione di Belpietro. Per questa ragione, lo Stato dovrà versare al direttore di Libero 10mila euro per danni morali e 5mila per le spese processuali.

Commenti
Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mar, 24/09/2013 - 13:51

Giusto, a mezzo stampa si può spu.....are senza problemi.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 24/09/2013 - 13:52

ci pensate? se un giornalista scrive delle verità scomode, viene punito. se invece scrive insulti, nemmeno viene punito! i magistrati su queste cose sono VOLUTAMENTE miopi! rispondono soltanto con la logica politica!

giottin

Mar, 24/09/2013 - 13:56

Codesti stramaledetti impiegati statali continuano a sbagliare ma è sempre lo "stato", cioè noi, che continua a pagare. E' ora di finirla!!!

milo del monte

Mar, 24/09/2013 - 14:03

gia sputtanare e rovinare le persone a mezzo stampa e' lecito quindi? inchieste sui calzini e simili?

Cosean

Mar, 24/09/2013 - 14:08

HaHaHa! Come se la legge la emana il Magistrato! Strigliate! Strigliate i Magistrati! HaHaHa!

NON RASSEGNATO

Mar, 24/09/2013 - 14:09

Non si può condannare il giornalista per aver espresso un parere o un'opinione(se così fosse avremmo tutti i politici in galera).Se però ha distorto i fatti o scritto falsità, anche inconsapevolmente,se accertato ha il dovere rettificare quanto pubblicato

Joecasti

Mar, 24/09/2013 - 14:11

Perché deve essere lo stato (cioé noi) a pagare i 15 mila €? Il conto lo devono pagare i giudici che hanno emesso la sentenza di tasca loro.

gian paolo cardelli

Mar, 24/09/2013 - 14:13

Esatto Giottin: loro sbagliano, ma a pagare siamo noi... ed i "sinistri" applaudono pure, 'ste "magliette"...

gian paolo cardelli

Mar, 24/09/2013 - 14:16

Io promuoverei un'azione politica, se ne avessi il potere: i soldi da dar a Belpietro verranno prelevati dai fondi pensione di tutti i magistrati che hanno irrogato quella sentenza ovvero l'hanno confermata; succederà un pandemonio e verrà annullata, stanti le leggi in vigore, ma il sasso nello stagno della responsabilità dei magistrati sarà stato tirato...

Lino1234

Mar, 24/09/2013 - 14:17

Per quale motivo, spett/ Redazione del Giornale, non pubblicate i nomi dei Magistrati, per gli errori dei quali, l'Italia ha dovuto sborsare cifre da capogiro ? Forse perché non sarebbero sufficienti tutte le pagine del Giornale ? In fondo tutti i quattrini che lo Stato esborsa per le riparazioni degli errori dei Magistrati, li paga pantalone? O no. Dunque pantalone avrà pure il diritto di sapere. Saluti. lino - W Silvio.

Oldserver

Mar, 24/09/2013 - 14:19

Son d'accordo con Cosean. Se c'è una legge che prevede il carcere la colpa non è dei magistrati ma del legislatore. @Joecasti il "conto" lo paghiamo noi per quello che ho detto prima, è lo stato (cioè noi) a prevedere per il reato di diffamazione la galera.

bac42

Mar, 24/09/2013 - 14:21

Lo Stato Italiano deve far pagare questi 15000 euro ai giudici che hanno emesso queste belle scemenze.

Sapere Aude

Mar, 24/09/2013 - 14:21

In questo paese – se giornalisti – è possibile essere condannati per diffamazione (che i magistrati abbiano la querela facile lo sapevamo) anche se va contro tutte le logiche del mondo, e si esce dall’incubo solo per grazia ricevuta. Ho sempre pensato che la CE servisse a creare posti di lavoro ben remunerati e permettere ai soliti noti di spostare capitali senza troppi intoppi. A sentire Di Giuseppe c’è anche una giustizia europea che sembra funzionare meglio di quella italiana. Ora scopro che il Direttore Belpietro – non ho capito se lui ha già pagato di tasca sua i 110 000 euro alla coppia Caselli-Lo Forte e le spese processuali, di sicuro c’è solo che non ha fatto i quattro anni di galera inflittagli dalla (in)Giustizia italiana - riceverà da noi (efemisticamente si dice lo Stato) un risarcimento di 10 000 euro per danni morali. Caselli e Lo Forte…non sganciano un quattrino. Noi tutti continuiamo a pagarli profumatamente. Totò diceva “E io pago”. Lo diceva però al cinema. Qui, le cose dovrebbero essere differenti o no!

Ritratto di enkidu

enkidu

Mar, 24/09/2013 - 14:26

vedo che molti non hanno capito bene: La corte ha stabilito che il carcere può essere dato solo per reati gravi mentre per la diffamazione reta il risarcimento. Infatti Belpietro ha pagato i 110 mila euro per diffamazione ma non può essre incarcerato perché non ha incitato all'odio razziale o altri gravi reati. la condanna a Belpietro rimene, a meno del carcere.

Ritratto di Aulin

Aulin

Mar, 24/09/2013 - 14:31

compagno Cosean: va bene che la base del PD è stata raccattata tra gli analfabeti nelle fabbriche e che i cosiddetti intellettuali di sinistra sono analfabeti di ritorno laureatisi nel '68 o poco dopo col voto di gruppo, ma prima di scrivere su un giornale di destra impara l'italiano. Si scrive "come se la legge la EMANASSE il magistrato" (minuscolo perchè "magistrato" non è un nome proprio, nè Dio nè una nazione, ma una professione) e non "come se la legge la emana il magistrato". Quando poi tu e gli altri comunisti analfabeti avrete rifatto la scuola dell'obbligo, potrete confrontarvi con noi. Comunque, per tua informazione, il magistrato la legge la applica a quel che vuole e come vuole, interpretandola, ed il problema (chiaro a chi non ha una bassa scolarità come te), è quello. Saluti compagno

eso71

Mar, 24/09/2013 - 14:47

AHHH BEH!!! DOPO QUESTA STRIGLIATA IL PROCESSO A BERLUSCONI E' DA RIFARE!

benny.manocchia

Mar, 24/09/2013 - 14:49

Comunisti che "amano" l'unione europea devono accettare le decisioni dei loro beneamati... un italiano in usa

roberto.morici

Mar, 24/09/2013 - 14:49

@milo del monte. Sono d'accrdo. Non è carino sbirciare sotto i pantaloni di un uomo. Credo che esista poco di più pruriginoso (scandaloso, dire) del rendere di pubblico dominio il colore dei pedalini indossati. Roba da rovinare una reputazione.

roliboni258

Mar, 24/09/2013 - 14:49

chi sbaglia paga,se fosse stato cosi' non avrebbero fatto causa al direttore,che schifo questa magistratura

salvatore randieri

Mar, 24/09/2013 - 14:49

Finalmente si sente il sapore della giustizia. In Italia se ne e' perso pure il concetto stando ai recenti accaduti. La Giustizia e' una cosa che pone tutti sullo stesso piano (per intenderci, come la "LIVELLA" di Antonio De Curtis) e la Corte Europea ce ne ha dato un esempio. Ma...c'e' un ma: In Italia "non simo in Europa ma siamo rimasti nel grembo dell' URSS e, noche" orfani di cotanta generosa mamma, come tali applichiamo la giustizia. Infatti, abbiamo un Presidente Comunista, un capo di Governo comunista, una Magistratura comunista e un partito politico di maggioranza comunista. Mi viene da chiedere " ma che vuoi di più'?" Sono pochi i Paesi al mondo ad avere questa fortuna. Quindi MAGNO GAUDIO ET FELICITADE AETERNAM. Ma chi paga siamo sempre noi, il Popolo. Ma perché' non deve pagare di tasca sua il giudice che ha sbagliato a condannare Belpietro? Che diamine. Ma PERCHE' E' UN COMUNISTA. E il cerchio si chiude qui.

Alessio2012

Mar, 24/09/2013 - 14:50

Questa notizia è un orgasmo.. Chissà Travaglio se sta consumando i denti...

Ritratto di Giovanni da Udine

Giovanni da Udine

Mar, 24/09/2013 - 14:50

"Condannare un giornalista alla prigione è una violazione della libertà d’espressione..." !? Perché ? Per i comuni mortali non vale la libertà di espressione ?!

roberto.morici

Mar, 24/09/2013 - 14:54

@cosean. Credo che la "striglata" sia arrivata da Strasburgo. Non risulta anche a Lei?

CALISESI MAURO

Mar, 24/09/2013 - 14:54

se ne evince che siamo in una dittatura strisciante, salvo il caso che non ci sia una vera offesa alla persona naturalmente.

CALISESI MAURO

Mar, 24/09/2013 - 14:57

enkidu, ha scritto bene, allora perche' in appello e' stata chiesta pure la prigione? Penso che da parte di chi dovrebbe conoscere la legge a menadito sia stata eufemisticamente parlando... una forzatura.

giovanni PERINCIOLO

Mar, 24/09/2013 - 14:58

@gzorzi. Infatti, vedi repubblica, il fatto, l'unità, travaglio che non finiscono mai di fare gli elogi di Berlusconi!

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Mar, 24/09/2013 - 15:01

Una cosa sono i reati di opinione altra cosa sono le diffamazioni che ledono la dignità della persona che le riceve. Hanno avuto a disposizione intere legislature per modificare le storture del nostro ordinamento giuridico ma si sono accaniti sempre e solo sui problemi di un italiano, infischiandosene degli altri.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mar, 24/09/2013 - 15:05

DIPENDE SE OFFENDE IL PAPA O BERLUSCONI E' PERMESSO MA SE OFFENDE I COMUNISTI O I MUSULMANI E' BLASFEMO E IMMORALE. SIETE TUTTI IPNOTIZZATI, QUANDO VI SVEGLIERETE TROVERETE UNA REALTA' MOLTO DIVERSA.

silvano45

Mar, 24/09/2013 - 15:18

chi paga sempre il contribuente?ma questi signori che gestiscono una giustizia che si colloca ultima in europa e nel mondo molto politicizzati negli ultimi posti per quantità di lavoro non devono mai rispondere dei propri errori ?unica categoria sono dei privilegiati?Lo prevede la costituzione?ANM ora avrà sicuramente da lamentarsi anche della corte europea vero?

giocondo1

Mar, 24/09/2013 - 15:19

prima di sparlare a vanvera consiglio di informarsi almeno su wikipedia: Raffaele Iannuzzi , giornalista, senatore della repubblica (Forza Italia) , nell'articolo in questione (solo pubblicato da belpietro) aveva "osato" criticare l'operato del Giudice Caselli. Precedentemente (2001) aveva già "osato" sospettare dell'esistenza di un presunto complotto di magistrati ai danni di Silvio Berlusconi...... etc. etc. etc.

coccolino

Mar, 24/09/2013 - 15:23

A STRASBURGO NON HANNO CAPITO CHE DA NOI CONDANNARE UN GIORNALISTA E' PERFETTAMENTE LAGALE...VISTO CHE NON ESISTE PIU' STATO DI DIRITTO...MA DI POLIZIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!

unosolo

Mar, 24/09/2013 - 15:23

finalmente qualcosa che ci da un poco di fiducia sul giornalismo , quello vero e serio che ci porta a ragionare con la nostra intelligenza e che possiamo valutare e decidere di appoggiare o spostarci verso altri giornalisti per confronto , grazie di aver chiarito l'importanza della stampa anche se non amica.

giavanza

Mar, 24/09/2013 - 15:27

Mi fanno ridere gli ipocriti che "assolvono" i giudici inquanto sono costretti ad applicare la legge. Come non fosse dimostrato che i giudici non rispettano ed applicano sempre, in modo ferreo ed etico, il principio che la legge è uguale per tutti. Esempi non ne mancano e la causa è sempre la stessa : i magistrati non pagano mai!

Ritratto di rapax

rapax

Mar, 24/09/2013 - 15:27

un'altra botta alla 155 su 160 magistratura ciofeca..continuate a ritenervi "unti del signore?"..i "perseguitati"?? altro che Cav..la vergogna massima è questa istituzione inefficente e di basso livello (come tutte le cose statali) inadeguata ed intoccabile

mzee3

Mar, 24/09/2013 - 15:34

Sono daccordo con i Giudici di Strasburgo! Ai giornalisti diffamatori non spetta il carcere, il cui costo ricadrebbe sui contribuenti, ma una grossissima multa non a carico del giornale o del suo editore, ma dello stesso giornalista, con interdizione all'esrcizio per un lunghissimo periodo.La diffamazione è uno degli atti più schifosi che di possano fare. Pertanto, oltre alla Magistratura, dovrebbe essere dato in automatico anche all'ordine dei giornalisti l'obbligo della decadenza del giornalista con il ritiro della tessera.

alemarconi89

Mar, 24/09/2013 - 15:36

La sentenza dice che l'articolo era ritenuto giustamente diffamatorio. L'errore è la condanna. Completamente d'accordo con questa sentenza e con chi ritiene che i giudici debbano pagare i 15mila euro. Vorrei da questi utenti però che avanzassero la stessa richiesta a tale Silvio Berlusconi, reo di aver accollato su noi contribuenti circa 5 miliardi di euro per "salvare" l'italianità di Alitalia a fini elettorali. Stesso trattamento che chiederei ai dirigenti Pd per come hanno reso 15 anni fa, da dirigenti di altri partiti, Telecom Italia.

Massimo Bocci

Mar, 24/09/2013 - 15:41

Come nemmeno in un REGIME COMUNISTA??? Di reazionari,LADRI, FALSIFICATORI, comunisti!!! Come questo!!!! E da quando si possono impugnare delle VESSAZIONI di REGIME, STALINISTA!!!!! Costituzionali, LADRI!!!! CCCP-COOP!!! Ah da "FU" (postumi Italioti).

degrel0

Mar, 24/09/2013 - 15:45

e io apgo,ma i magistrati no.Speriamo nel referendum!

degrel0

Mar, 24/09/2013 - 15:46

errata corrige:e io pago,i magistrati no.speriamo nel referendum!

simsim

Mar, 24/09/2013 - 15:56

In poche parole, in Italia: I MAGISTRATI NON SBAGLIANO MAI I GIORNALISTI NON SBAGLIANO MAI ...e noi paghiamo!

Luigi Fassone

Mar, 24/09/2013 - 16:08

Ancora qualche Magistrato che sbaglia,e l'Europa ci manda definitivamente in rovina...

Rossana Rossi

Mar, 24/09/2013 - 16:09

Altra sberla ai buffoni rossi....ma cosa aspettano a vergognarsi?

linoalo1

Mar, 24/09/2013 - 16:21

Tanto non gliene frega niente a nessuno!Non è,che con questa 'sentenza?' dell'UE,i Magistrati italiani,ne abbiano un danno!Loro,se la ridono!E dicono,chi se ne frega?Noi continuiamo per la nostra strada e nessuno,e ripeto,nessuno,può contrastarci,perchè noi facciamo quello che vogliamo,come abbiamo sempre fatto!Lino.

timoty martin

Mar, 24/09/2013 - 16:43

A mio parere non è sempre giusto, non si puo' generalizzare. Ma nel caso di Belpietro la Corte di Strasburgo ha fatto bene il suo lavoro.

Ritratto di pasquale.esposito

pasquale.esposito

Mar, 24/09/2013 - 16:58

La, balordaggine che c,é in Italia non fá distinguere ai Komunisti che i magistrati sono la rovina economica dell,Italia,se si calcola che da 50 anni gli investitori Esteri evitano l,Italia come la peste per colpa della Giustizia Italiana, noi arriveremo a delle cifre colossali che arrivano ai 500-600-700 miliardi di euro, quanti posti di lavoro si potrebbero fare con questi soldi?,ma la balordaggine degli Komunisti Italiani arriva ad essere Sadomasochismo il lasciare i propri figli emigrare invece di appoggiare la riforma della giustizia che attirerebbe miliardi di euro di investimenti nel nostro paese, questa é l,ignoranza e balordaggine enorme che regna nelle teste bacate dei Komunisti Italiani, quando sará che questa gente vedrá che la riforma della Giustizia é necessaria per rinnovare il nostro Paese?; IO NON ME NE FREGO; SE BELPIETRO HA PAGATO 110;000 EURO DI MULTA OPPURE CHE É STATO CONDANNATO A 4 ANNI DI GALERA INGIUSTAMENTE; MA QUELLO CHE É PIU INTERESSANTE É SAPERE FINO A QUANDO CI POSSIAMO PERMETTERE DI AVERE UNA GIUSTIZIA DA 3 MONDO?, E COME LA PENSA NAPOLITANO CHE NOI ABBIAMO UNA GIUSTIZIA CHE É AL 158 POSTO NEL MONDO???!.

Ritratto di marforio

marforio

Mar, 24/09/2013 - 17:21

Fa piacere vedere come Strassburgo ogni tanto si sveglia.

Silvio B Parodi

Mar, 24/09/2013 - 17:36

gzorzi esatto come fanno da anni il fatto e l'unita contro Berlusconi.

baio57

Mar, 24/09/2013 - 17:51

@ Aulin (ore 14,31) - 10 e lode !

BlackMen

Mar, 24/09/2013 - 17:51

Ed ecco che strasburgo da covo di comunistacci che ai tempi del governo berlusconi ci strigliava un giorno si ed uno no si trasforma come per magia in fonte di notizie attendibili ed equilibrate :-))) Battute e coerenza a parte sono d'accordissimo sul fatto che i giornalisti NON debbano finire in carcere per reati d'opinione.

Giangi2

Mar, 24/09/2013 - 18:05

tutti tutti, anche padellaro e travaglio

terzino

Mar, 24/09/2013 - 18:26

Certo quei magistrati non ci hanno fatto una bella figura, pur avendo applicato una legge fatta dai politici, ma per averla applicata senza buonsenso che dovrebbe essere la prima regola di chi giudica, invece..... e avrei voluto vedere se si fosse trattato di altro quotidiano o altro direttore o altra persona anzichè un paio di magistrati.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mar, 24/09/2013 - 19:21

le infrazioni li pagate voi cittadini con le tasse e accise ricordatevelo, i Magistrati e politici se la ridono vi ricordo che un magistrato riceve 145.000 euro lorde annue di stipendio + abbonamento calcio tribuna vip, posto in prima fila ai teatri e sconto sugli aerei e treni. In caso di trasferimento di sede hanno diritto ad una indennità di svariate migliaia di euro. ANDATE A INFORMAVI CITTADINI COME VENGONO GETTATI VIA I VOSTRI SOLDI.

giottin

Mar, 24/09/2013 - 19:54

@@@degrel0. Stia pur certo che il referendum è come fosse già stravinto, piuttosto speriamo che i maledetti politici non gli facciano fare la fine di tutti gli altri referendum, altro che rispettare la volontà popolare!!

Francesca-66

Mar, 24/09/2013 - 20:06

Quando i giornalisti di Repubblica, dell'Espresso o del Fatto Quotidiano verranno, anche essi, condannati al carcere (e non sono solo redarguiti con multe) allora potrò dire che i giudici in Italia sono imparziali! Per il momento in tutta l'Europa Belpietro (Libero), Sallusti (Il Giornale) e Mulé (Panorama), sono gli unici casi di un certo rilievo che io conosca, di giornalisti che sono stati condannati al carcere! O sbaglio? C'è qualcuno, magari di sinistra, che mi può portare qualche altro caso di giornalisti schierati dalla loro parte politica, condannati al carcere? Parlo di giornalisti dell'Europa Occidentale, non parlo dei giornalisti dell'Est Europa, del Nord Corea o della Cina. (ad esempio Marco Travaglio ha collezionato innumerevoli condanne, ma tutte in sede civile, come mai secondo voi? C'è giustizia in Italia?)

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mar, 24/09/2013 - 20:55

...La Corte europea dei diritti dell’uomo ha forse esagerato. Non sono poi così numerosi i casi di diffamazione in cui il giornalista è stato condannato a pene detentive. Si tratta di due o tre casi. Ed in questi, forse, è stato tenuto conto del colore della carta sulla quale il giornalista ha scritto e del colore della casacca che indossava, della testata giornalistica, della persona offesa e così via. Il giornalista deve essere più "accorto", deve fiutare il pericolo a distanza così come la banderuola fa col vento.

Ritratto di PAYBACK59

PAYBACK59

Mar, 24/09/2013 - 22:13

4 ANNI PER DIFFAMAZIONE E 2 ANNI E 6 MESI PER 32 MORTI ( C. CONCORDIA )..........AZZO QUANTO VALE LA CARRIERA D'UN MAGISTARTO !!!!!!!

m.nanni

Mer, 25/09/2013 - 00:15

L'Italia non è più (e non da ora) uno stato di diritto, ma un manicomio. Sbagliano dolosamente i magistrati ma a pagare i loro errori viene chiamato Pantalone! Devono risponderne loro, anche con il licenzimento in tronco.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 25/09/2013 - 01:02

Una prima importante vittoria contro l'abuso di potere dei magistrati rossi del nostro paese. E' ORA DI FINIRLA CON MAGISTRATI CHE FANNO UN USO CAPZIOSO DELLA GIUSTIZIA. FUORI DALLA MAGISTRATURA I GIUDICI POLITICIZZATI E QUELLI PRIVI DI IMPARZIALITA'. Come quell'Esposito della cassazione.

vince50_19

Mer, 25/09/2013 - 08:41

Adesso vorrò proprio vedere cosa mai accamperanno i parlamentari di csx per ostinarsi a non voler modificare le pene afferenti chi commette il reato di diffamazione, togliendo la detenzione che è sul serio abnorme. Un dubbio mi torna: non è che per caso costoro attendano l'Ok da certa magistratura?

Ritratto di massacrato

massacrato

Mer, 25/09/2013 - 09:01

I commenti finora letti non hanno toccato il tasto più caldo. Come e chi stabilisce se esiste diffamazione? E' tutto molto soggettivo ed interpretativo. Ciò che per me è diffamazione, per te potrebbe essere CRITICA; ciò che per me è calunnia, per te potrebbe essere SATIRA... E non dimentichiamo che, al contrario d'altri Stati, in Italia nella maggior parte dei casi è considerato diffamatorio anche dire la verità... MI FERMO, è un discorso troppo lungo, ma ci sono fatti evidenti alla portata di tutti.

cecco61

Mer, 25/09/2013 - 09:52

@ BlackMen: mi sapresti dire quando Strasburgo strigliava Berlusconi? E per quale motivo? Fai un po' di confusione tra Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e Parlamento Europeo.Sono due cose diverse. Tornando alla nostra Magistratura va ricordato che fu la Bocassini che, nelle motivazioni di una sentenza negli anni '90, affermò che compito dei magistrati non è applicare la Legge, ma ristabilire la giustizia di classe visto che il nostro ordinamento è basato su una giustizia capitalista. E ancora, MD afferma: di fronte a un giudice un operaio è superiore a un imprenditore. Quindi la Giustizia, in Italia, non è uguale per tutti. Vedi, caro BlackMen, questo è quello che affermate voi, non inventato da Il Giornale o dai soliti banans.

ilbarzo

Mer, 25/09/2013 - 10:42

Magistratura,CASTA intoccabile!!!!

Ritratto di dbell56

dbell56

Mer, 25/09/2013 - 11:16

Cosean, come al solito le spari alla grande. Dai colpa alle leggi malfatte quando poi è destinata al giudice l'interpretazione di queste norme giuridiche che un grandissimo giurista come te giudica tali! Ed è lì che casca l'asino, proprio nell'interpretazione della legge che può essere estesa o contratta dai giudici a proprio piacimento con la scusa che devono comunque applicarla. Ecco allora gli obbrobri

vince50_19

Mer, 25/09/2013 - 11:31

Cecco&1 - "la Giustizia, in Italia, non è uguale per tutti". Ha perfettamente ragione. Tra le tante "opportunità" in circolazione, ha letto per caso "L'ultracasta dei magistrati" di Stefano Livadiotti (giornalista del Gruppo Repubblica- Espresso)? Se no, le consiglio quella interessante lettura. Buon proseguimento!

Angelo48

Mer, 25/09/2013 - 12:48

Mi rivolgo direttamente a coloro che insistono a dire che i magistrati nel sentenziare il carcere, applicano la Legge in materia di diffamazione. Che lo dica la Legge è cosa vera; che i magistrati l'applichino a loro piacimento è altrettanto innegabile. Mi perdonino costoro se, a conferma, porto alcuni esempi del più grande dei giornalisti diffamatori del n/s paese: MARCO TRAVAGLIO. Costui ha messo insieme numerose condanne civili e 2 penali senza mai dover subire l'onta del carcere. Eppure il reato è identico a quello compiuto da Belpietro con una sottile ma sostanziale differenza: Belpietro ha consentito la pubblicazione "diffamatoria" di uno scritto altrui; Travaglio le diffamazioni le ha sigillate con la sua firma. Tra le tante condanne subìte, mi piace ricordarvene una in particolare. Nell’ottobre 2008: il presunto collega beccò otto mesi di prigione (pena sospesa) e 100 euro di multa in quanto diffamò Previti colpevole - a suo dire - di aver fatto parte attiva del famoso "Patto scellerato tra mafia e Forza Italia." Travaglio attingeva questa convinzione dalle dichiarazioni di un pentito di mafia e chi aveva raccolto le confidenze di questo pentito era il colonnello dei carabinieri Michele Riccio. L’ombra di Previti "mafioso" si stagliava così nelle aule giudiziarie. Il giudice poi condannò Travaglio ai citati otto mesi motivando così: "Le modalità di confezionamento dell’articolo risultano sintomatiche della sussistenza, in capo all’autore, di una precisa consapevolezza dell’attitudine offensiva della condotta e della sua concreta idoneità lesiva della reputazione del ricorrente". Cioè: Travaglio aveva diffamato sapendo di diffamare. La sentenza d’Appello è dell’8 gennaio 2010 e confermava la condanna, ma gli furono concesse attenuanti generiche e una riduzione della pena. La motivazione, per essere depositata, non impiegò i consueti sessanta giorni: impiegò un anno, dall’8 gennaio 2010 al 4 gennaio 2011. Così il reato è caduto in prescrizione. Risulta ai commentatori a cui mi rivolgo, che il Travaglio abbia mai rinunciato alla prescrizione così come lo stesso pretendeva facesse Berlusconi nei casi di prescrizione a lui sentenziati? Infine, un chiarimento dottrinale a chi differenzia l'aspetto "civile" da quello "penale" in tema di diffamazione. Il reato di diffamazione è per l'appunto un "reato" (rectius un "delitto") previsto e punito dall'art. 595 del nostro codice penale. Nel merito – va aggiunto – che la Cassazione civile, sezione I, nel 18 ottobre 1984 con sentenza n. 5259, ha determinato una innovazione ormai da tutti recepita come "decalogo". In esso si stabilisce che chi sente leso il proprio onore, può chiedere direttamente il risarcimento in sede civile senza la necessità di continuare l’azione in sede penale. Continuare, appunto: il che significa – ineluttabilmente – in punta di DIRITTO, che la diffamazione parte (erga omnes) solo dall’ambito penale. Resta quindi naturale – in sede di Diritto – determinare che ci sia un’ILLECITO CIVILE che possa anche essere in alcuni casi PENALE; mentre un ILLECITO PENALE comporta sempre un ILLECITO CIVILE. A quei lettori ora chiedo di fare 2+2 sulle sentenze di alcuni magistrati. Vi è così difficile? A meno che essi non ritengano che le diffamazioni di Travaglio, abbiano per i su citati magistrati, un "peso specifico" diverso da quello di Belpietro o di Sallusti. Cordialità a tutti.

giottin

Mer, 25/09/2013 - 13:07

@Angelo 48 delle 12,48. Semplicemente i miei più vivi complimenti, ma vai a fargliela capire ai sinistrati se ne sei capace. Saluti carissimi.

Ritratto di ettore muti

ettore muti

Mer, 25/09/2013 - 13:26

a perche per voi belpetro e' un giornalista?

squalotigre

Mer, 25/09/2013 - 13:30

gzorzi- Belpietro è stato condannato per omesso controllo di un articolo redatto da un senatore della Repubblica che in quanto tale non poteva essere portato in giudizio se non dopo autorizzazione da parte della camera di appartenenza. Belpietro è stato condannato dai COLLEGHI del magistrato che si è ritenuto diffamato e non in base alla legge ma all'interpretazione che i COLLEGHI hanno dato di essa. Interpretazione che come la Corte europea ha ritenuta lesiva dei diritti dell'uomo. Non esiste il diritto alla diffamazione (naturalmente se tale presunta diffamazione è rivolta verso esponenti di sx o magistrati), mentre se viene rivolta nei riguardi di esponenti di dx o nei riguardi di Silvio al massimo può essere ritenuta satira. Le dirò di più. Anche il lancio delle madonnine, se vengono lanciate contro Silvio, non costituiscono reato ma libera espressione di dissenso politico. Travaglio, Santoro, Crozza hanno diritto alla calunnia, perbacco. Loro sono intellettuali (?), mica giornalisti che scrivono su giornali come il Giornale o Libero! Loro sono dei premi Pulitzer in pectore, che diamine!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mer, 25/09/2013 - 23:59

# massacrato Lei sta parlando del relativismo della sinistra che altera a piacimento la realtà con la tipica dialettica del culturame rosso. GRAZIE A MAGISTRATURA DEMOCRATICA QUESTA DIALETTICA ORA FA PARTE DELLA GIUSTIZIA. E' giunto il momento di cacciare dalla magistratura chi tradisce la giustizia. HANNO SUPERATO I LIMITI DELLA DEMOCRAZIA.