Il cosmo cambia data di nascita Ha cento milioni di anni in più

Dal telescopio spaziale Planck immagini che rivoluzionano le nostre conoscenze: l'universo nei suoi primi "istanti" di vita

Diamo tutti per scontato che si possa vivere su un satellite come è la nostra Terra che gira attorno a una Stella come è il nostro Sole. Ma ai tempi del Big Bang l'Universo non aveva né satelliti né Stelle né Galassie. Come se non bastasse, l'Universo ai tempi del Big Bang non aveva né atomi né molecole. L'acqua è fatta di molecole ciascuna delle quali composta da due atomi di Idrogeno e un atomo di Ossigeno. Nulla di tutto ciò esisteva ai tempi del Big Bang. Ma noi siamo fatti di atomi e molecole vediamo la luce e viviamo in un satellite che gira attorno a una Stella. Il nostro Universo fatto con Stelle e Galassie viene da quello che è successo qualcosa come 300 mila anni dopo il Big Bang.

Fu a questo punto che la miscela di energia e materia è diventata «visibile». E qui interviene l'alto valore del satellite Planck che studiando questa luce ci permette di capire come sono nate le Galassie. E infatti nessuno è finora riuscito a capire come nascono le Galassie fatte ciascuna con 200 miliardi di Stelle. C'è un dettaglio che desidero segnalare. In ciascuna Galassia - inclusa la nostra - c'è un «buco nero» con massa pari a circa centomilioni di Stelle. Ecco perché una scuola di pensiero - alla quale io appartengo - pensa che queste enormi masse siano state prodotte già nell'Universo del Big Bang.

Per passare dall'Universo del Big Bang al nostro ci sono voluti qualcosa come quindici miliardi di anni, che a noi sembrano una quantità di tempo enorme in quanto - se ci va bene - riusciamo a vivere cent'anni. Il che corrisponde a circa tre miliardi centoquaranta milioni di battiti del nostro cuore. Infatti il nostro cuore invece batte al ritmo di un colpo al secondo. Il cuore del Big Bang batte invece a un ritmo enormemente più veloce. Qualcosa come centomilioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di volte più del nostro cuore.

Fu il grande Planck a capire che il nostro secondo è una quantità di tempo che non può essere presa in considerazione se vogliamo capire la Logica che regge il mondo. Se prendiamo come base il ritmo al quale batte il cuore del Big Bang ci rendiamo conto che 300 mila dei nostri anni, sono una quantità di tempo enormemente più grande affinché vengano fuori dall'Universo del Big Bang i primi segnali di luce. È questa la luce osservata dal satellite che porta il nome di Planck, il padre della Fisica Quantistica. Vedremo che è dalla struttura Quantistica dell'Universo che nascono le Galassie. Struttura Quantistica vuol dire che tutto è fatto di «pezzettini» (cioè «Quanti») e che il continuo è pura illusione. Questo satellite - che si trova a circa un milione e mezzo di chilometri dalla Terra - riesce quindi a vedere gli istanti in cui, per la prima volta nell'evoluzione cosmica, l'Universo divenne trasparente: il che vuol dire osservabile. È motivo di orgoglio nazionale che ben sessanta ricercatori italiani delle Università di Bologna, Milano, Pisa e Roma (Tor Vergata) siano coinvolti nello studio dei dati ottenuti con questo satellite alla cui realizzazione hanno partecipato Inaf e Asi. I dati sono dieci volte più dettagliati di quelli ottenuti con il satellite Americano Cobe.

C'è un dettaglio interessante da mettere in evidenza. Al fine di permettere ai suoi strumenti di operare correttamente la temperatura interna del satellite deve essere 253 gradi sotto zero; il che vuol dire vicina allo zero assoluto che si trova a 273 gradi negativi. Ma è ancora più vicina allo zero assoluta la luce che raccoglie Planck. La temperatura di questa luce è infatti di appena tre gradi sopra lo zero assoluto.

I risultati più interessanti riguardano la quantità di energia oscura (68,3 per cento); quella della materia oscura (26,8 per cento) e quello della materia a noi familiare (protoni, neutroni ed elettroni) che è solo il 4,9 per cento del totale e infine l'età dell'universo che è ora valutata in 13,82 miliardi di anni anziché 13,7, anche se chi scrive pensa che si arriverà forse ad almeno 15 miliardi.
La materia detta oscura non sappiamo di cosa sia fatta. Chi scrive è convinto che sia fatta di neutralini, le particelle più leggere del Supermondo, che non emettono luce ma agiscono come sorgenti di attrazione gravitazionale. L'energia oscura è invece quella cosa legata a ciò che riuscì matematicamente a inventare Albert Einstein. Un'idea formidabile che dice: basta la sola esistenza dello Spazio per produrre una quantità di energia repulsiva.

È stato il sogno di tutte le civiltà riuscire a sapere dove ci troviamo nel Cosmo, come esso è fatto, quali sono le sue origini e le sue strutture. Grazie al satellite Planck abbiamo fatto un passo importante verso la realizzazione del sogno.

Commenti

Angel59

Ven, 22/03/2013 - 09:57

Gli scienziati vogliono a tutti i costi dare una nata di nascita al cosmo, stiamo parlando di qualcosa che non ha dimensione temporale e di spazio e parlare di un unico big bang mi pare altrettanto assurdo, nel cosmo anche ora, in qualche remota regione di esso può esserci un big bang e crea nuove galassie. Il cosmo è sempre esistito perché parliamo di qualcosa di eterno e cioè che non ha ne inizio e ne fine.Gli scienziati, come il resto degli uomini, sono limitati e oltre il limite delle loro scoperte cominciano a dire fesserie. La stessa cosa si verificò col grande Galilei, padre della scienza moderna, il quale affermava con convinzione che la terra girasse intorno al sole seguendo una rotta perfettamente circolare, invece ora sappiamo che gira in maniera ellittica.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 22/03/2013 - 10:07

...nessuna dimensione,perchè non esistenza...ad un certo punto si formano delle impurità... il Nulla comincia ad “esistere”; misura della sua dimensione=Infinito Certo è, che non potevano formarsi delle impurità, in quanto non esisteva neppure il Nulla, che in sè è già una entità...Oppure la vera creazione è il Nulla, ovvero la mancanza assoluta di qualsiasi cosa, ovvero non c’è stata una “creazione” finita ma infinita... E’ come dire che l’esistenza era il Nulla, ed il Nulla era la nuova esistenza: Il Nulla materia ha generato il Nulla Antimateria...non c’è niente.La mia antimateria è la padrona della mia coscienza; io so che esiste,ma lei non lo sa; esiste ma non vive..non ha senso parlare di spazio vuoto, illimitato, perché tutto questo è una figurazione data dalla localizzazione di quel punto A origine. Ora questo punto, e tutto ciò che esiste e non esiste, sono veramente una figurazione del nostro intelletto, in quanto tutto ciò che esiste,non saprebbe di essere tale se non nostro tramite.Materia e Nulla...chi è nato prima?L’esistenza della paradossale contrapposizione di due realtà!In questa situazione,non ha senso parlare di creazione, così come la intende il nostro intelletto.Materia senza Nulla non ha dimensione:Nulla senza Materia non esiste, non ha pertanto alcuna dimensione.L’esistenza è nell’Infinito stesso, in quello che c’è e che non c’è, e la mente umana ne è il suo tramite. In ciò è il Soprannaturale, il Meraviglioso!...E,quante volte questo "big bang",si è verificato già,oltre "questa volta" che noi vediamo?L’Universo in sè sa di esistere? Ha senso una simile domanda ?(29.09.1990)

migrante

Ven, 22/03/2013 - 10:12

ogni volta questo tipo di "scoperte" riesce a sconvolgermi la mente...che cosa ha "visto" 'sto benedetto telescopio ?...l'Universo 13,7 Mld di anni fa` ?..allora sarebbe ancor piu` facile vedere la Terra 60 Mil di anni fa`, cosi` si risolverebbe pure la questione della scomparsa dei dinosauri !!!...e perche` non quello che e` accaduto qualche anno fa`, si saprebbe pure se qualcuno entro in quella casa a Cogne !...mah !!!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 22/03/2013 - 12:16

Perchè i commenti,su questo tema, non sono aggiornati?

gneo58

Ven, 22/03/2013 - 12:34

L’altro ieri ci hanno detto che si poteva vedere da A a B İeri ci hanno detto che che si intravedeva fino a C Oggi ci dicono che forse si vede anche D ......... ea soria che ci continuano ad insegnare fin da piccoli a scuola e’ fasulla Domani scopriremo che tutto il cosmo, tutte le galassie e tutto l’universo e’ solo una “molecola” del DNA di Dio.......... cordialita’

Prameri

Ven, 22/03/2013 - 13:02

A Gneo58 - Nella dimensione inferiore alla nostra, al microscopio, possiamo vedere cellule viventi formate da miliardi di complessi molecolari e non possiamo vedere, perché ancora più piccoli, altre miriadi di atomi in movimenti incessanti. Nella dimensione superiore alla nostra sembra che, analogamente, possiamo vedere miliardi di miliardi di stelle come atomi formanti complessi di una cellula universale di cui non possiamo conoscere la forma e la bellezza esterna. Possiamo solo pensare che le cellule piccole del nostro corpo sono vive. Possiamo pensare che l'universo sia una struttura viva. Le nostre ossa composte di calcio e il liquido che avvolge il nostro cervello fanno parte della nostra vita, non sono parti minerali senza vita. Tutte le cifre dell'universo sono assurdamente grandi tranne una: 13,7 miliardi di anni + cento milioni. Questa è l'età dell'universo, ma per analogia con le cifre assurde, non può essere l'età dell'Esistente. Quello chissà che forma, chissà che grandezza, chissà quanti universi, chissà quante cellule avrà. E non solo.

Ultimo Katun

Ven, 22/03/2013 - 13:23

Interessantissimo articolo. Sul tema della Materia e dell'Energia Oscura ho la mia opinione e mi rifaccio ad una frase scritta nella Genesi: “… e Dio separò la luce dalle tenebre.” (Gen 1,3-5). Potrei anche iniziare da pensieri orientali che ponevano la creazione dell'Universo da un'unica “vibrazione musicale” riconosciuta nella nota “Om” ma la Bibbia è a più portata di mano. Attenzione che non sto parlando di religione, non è il tema che voglio affrontare in questo momento. Desidero invece vedere questa frase come una notizia/informazione tramandata nel tempo, per molto tempo probabilmente solo in forma verbale e poi trascritta in testo e giunta fino a noi. Nell'attraversare i millenni questa frase sicuramente è cambiata perché ha dovuto subire un naturale cambiamento delle condizioni filosofico-antropologiche dell'umanità nei millenni ma tengo a dire che ritengo che comunque riporta una si pur fievole notizia originale e cioè che in un lontano passato, vicino all'origine del nostro Universo, esisteva una condizione che ad un dato momento è venuta a scindersi in due condizioni; è questo che, nell'essenza di ciò che rimane della notizia originale probabilmente più lunga ed articolata, qualcuno ha voluto tramandarci nel tempo. E' mia opinione che il significato di “tenebre” debba essere interpretato solamente come “oscurità profonda” senza il senso di suggestione che gli si può attribuire oggi; quindi le tenebre sono ciò che non si vede ma esiste. La luce non ha bisogno di essere interpretata, è ciò che si vede (1) (pone nella condizione di vedere); senza luce non si vede (ciò che comunque c'è/esiste) e con la luce si vede (ciò che comunque c'è/esiste). Cosa conosciamo noi, ora, del nostro Universo? Non parlo solamente di quello visibile, di cui conosciamo poco e nulla, ma parlo di quello invisibile di cui conosciamo niente e meno di niente; su questo punto parto da una frase di Carlo Rubbia (1999 in un congresso, quindi pubblicamente a tutti i convenuti): “E’ come se per ogni persona che vediamo ce ne fossero intorno altre 99 timide e silenziose delle quali non sappiamo nulla “, si riferiva alla “Materia Oscura” (e parlava chiaramente di particelle, non certo di persone) di cui è composto l’Universo; Dio separò la Luce dalle Tenebre, “Materia Oscura”, Tenebre, …e se fossero la stessa cosa? Se la Materia Oscura di cui gli scienziati si occupano capendoci per ora poco o nulla fossero le Tenebre da cui Dio separò ciò che si vede, cioè la “Materia Visibile”? Ritengo che ciò che nella religione è chiamato “Spirito” non è altro che ciò che esiste in un Universo parallelo al nostro di cui gli scienziati vedono solamente limitate, scarse, esigue, labili prove di esistenza chiamandola genericamente “Materia Oscura” non sapendola ancora definire in altro modo. Quindi noi esistiamo contemporaneamente in (almeno) due Universi, chiamato l'uno “Universo fisico” perché a noi tangibile, concreto, reale, effettivo; e l'altro “Universo spirituale” perché a noi astratto, incorporeo, immateriale, evanescente, in ultima analisi: spirituale. Cosa c'è in noi di “concreto”? Beh, il corpo, le azioni che il corpo svolge, l'ambiente in cui viviamo, ecc. Cosa c'è in noi di astratto? I sentimenti in primo luogo, la Coscienza; a volte i risultati delle nostre azioni fisiche non sono effetti fisici, ma astratti, per esempio un'azione fisica può non colpirci fisicamente, ma può far male o bene a parti astratte di noi, ai sentimenti o comunque a qualcosa che non possiamo definire concretamente e che non ricade nei sensi fisici se non, a volte, come “effetto di rimbalzo”(2). Alcune volte può accadere che qualcosa di astratto possa governare la nostra parte concreta, per esempio ci sono persone che hanno sacrificato la loro vita terrena per un ideale, per una aspirazione, per un desiderio, per uno scopo ritenuto superiore; questi esempi ci dicono che la parte astratta “spirituale” di noi a volte determina effetti in totale dissenso della nostra parte fisica; non è infatti supponibile che la sola parte fisica sia andata contro le sue stesse Leggi della sopravvivenza senza dover attribuire a quell'atto una colpa, un dolo, un “difetto”; però quando si parla delle persone che hanno sacrificato la loro vita per un ideale, non si parla di persone con colpa, con difetti tali dal farle andare contro se stesse e la propria esistenza; si parla di persone che nel nome di un ideale “astratto”, di un ideale “incorporeo”, ecc. hanno compiuto un atto “concreto” contro se stesse ma per una ragione che superava il valore della sola loro vita terrena, “ragione”, motivo, causa che esiste concretamente nella loro contemporanea esistenza astratta. Sia chiaro che i termini “concreto” ed “astratto” identificano stati dell'Essere relativi al punto di riferimento da cui si giudica lo stato, cioè noi intendiamo lo stato “concreto” ed “astratto” partendo però sempre dal nostro stato di concreti, fisici e quindi lo stato “astratto” è visto “astratto” solamente perché lo è rispetto al concreto; è molto probabile che lo stato di “astratto” o come lo definiamo qui, sia uno stato di concretezza se misurato, valutato, vissuto unicamente da quell'Universo parallelo, cioè si tratta di due Universi concreti per se stessi ma astratti se riferiti all'altro. Ora, questi due Universi (che potrebbero essere di più ma comunque per ora mi interessa parlare solamente di due) non sono separati nella distanza ma, ritengo, nella frequenza; cioè sono Universi che esistono nello stesso luogo e nello stesso tempo ma che risuonano a frequenze lievemente differenti, questo comporta che pur coesistendo essi appaiono immateriali l'uno verso l'altro (ma materiali, fisici e concreti verso se stessi)(3) ma essendo partiti da un'unica frequenza (se sono stati separati vuol dire che all'inizio erano un'unica cosa) sono inevitabilmente destinati ad allinearsi ogni “tot” periodo di tempo. Faccio un esempio: Prendiamo come esempio una linea ferroviaria doppia, concentrica e circolare. Se ad un treno viaggiante a velocità costante vengono separate alcune carrozze e messe a viaggiare alla stessa velocità ma parallelamente al treno, avremo che all'inizio i vagoni del primo e del secondo treno saranno affiancati ma dopo un po' i vagoni che viaggiano nel binario interno si allontaneranno dai vagoni che viaggiano nel binario esterno (i due binari rappresentano le due frequenze). I viaggiatori presenti nel primo treno all'inizio potranno ancora vedere, conversare ed anche scambiarsi oggetti con i passeggeri del secondo treno ma dopo un certo tempo i convogli si separeranno allontanandosi pur mantenendo la stessa velocità (la velocità dei convogli, nell'esempio, non cambia mai) e dopo un po' di tempo i due treni non si vedranno più e di loro rimarrà solo leggenda anche perché nulla di concreto offre la prova dell'esistenza dell'altro convoglio, se non teorie, dicerie facilmente smentibili. Ogni treno conserverà dell'altro solamente una vaga memoria che si andrà sia affievolendo, sia corrompendo col tempo in base alle differenti realtà che possono evolversi in ciascuno dei due treni. Ma, inevitabilmente, dopo un certo periodo di tempo, determinabile con precisione in quanto tutti i dati sono costanti, i due treni cominceranno piano-piano ad essere di nuovo l'uno visibile all'altro e ci sarà un punto preciso nel Tempo che i due convogli viaggeranno, per un certo periodo, parallelamente con la possibilità di comunicazione tra un convoglio e l'altro. Prima o poi, i due Universi, quello chiamato “fisico” e quello chiamato “spirituale” di cui gli scienziati cominciano a percepirne ora l'esistenza e la consistenza, chiamandola Materia Oscura, saranno concreti l'uno verso l'altro e sarà possibile sia la comunicazione, sia lo scambio delle rispettive realtà.(4) Noi esistiamo in entrambi gli Universi ma normalmente solo uno alla volta ci appare concreto; ciò che facciamo su questo mondo concretamente rimane su questo mondo (costruire una casa, fare la spesa, lavorare, ecc.) ma ciò che di astratto facciamo su questo mondo [astratto per noi, concreto per l'altro Universo (potremo chiamarlo anche “l'altro mondo”, dando un significato più profondo ad una frase comune che esiste da sempre)] risuona nell'altro mondo realizzando una “sua” concretezza. Ecco quindi che buoni pensieri e buoni sentimenti astratti hanno/portano/realizzano delle conseguenze nell'altro mondo, producendo dei risultati che non si vedono da questo ma che assumono per noi un valore reale una volta che si risuona unicamente nell'altra frequenza (insomma, quando si è morti per questo mondo). Con l'allineamento, la coincidenza e la coesistenza di entrambi gli Universi nello stesso piano di realtà, abbiamo anche altre circostanze, non solamente si avrà prova di ciò che nell'altro mondo abbiamo realizzato, ma ci relazioneremo anche con chi è morto su questa terra nel passato, in questo caso persone morte violentemente per colpa altrui verranno a ricercare la causa del loro trapasso; insomma, gli assassini avranno a che fare concretamente con le loro vittime ed in generale chi avrà prodotto del male non solamente se lo ritroverà in ciò che è la sua vita nell'altro mondo, ma dovrà rendere conto a chi ha sofferto a causa sua. Si avrà, insomma, un giudizio delle proprie azioni. Questo momento è chiamato dalla religione: Giudizio Universale ed è atteso in quella che viene chiamata “la fine dei tempi” ma che è mia opinione non sarà la fine dei tempi ma il termine di un periodo di tempo e l'inizio di un nuovo ciclo/periodo che vedrà le persone che hanno vissuto e realizzato sui due mondi cose positive, “promosse” ad un livello superiore di esistenza, potendo contare sulla ricchezza positiva realizzata attraverso questo ed anche l'altro mondo/l'altro Universo. Se fate caso ci sono molti temi che possono essere comuni a molte religioni e si possono trovare anche spiegazioni a molti dogmi L'intera Apocalisse riletta e reinterpretata sotto questo profilo può assumere l'interpretazione più realistica; lo stesso concetto di inferno e paradiso assumono aspetti più reali, insomma, tutta la religione può essere interpretata come una serie di messaggi atti a trasportare nel Tempo l'informazione che ogni “tot” periodo di Tempo gli Universi diventano reali/concreti ed interattivi l'uno verso l'altro. Ho un altro esempio che voglio proporre, questa volta non con i treni (i treni sono poi già stati usati in passato per interpretare/esemplificare la -teoria della relatività-) ma con due pendoli. Poniamo due pendoli vicini e l'uno di fronte all'altro e facciamo in modo che uno abbia un periodo di oscillazione appena un poco differente dall'altro, se li avviamo nello stesso istante e dal medesimo lato vedremo i pendoli oscillare insieme, in quel momento un osservatore che fosse sul primo pendolo vedrebbe il secondo come immobile ed a lui coerente, potrebbe conversare con un altra persona sull'altro pendolo ed anche scambiarsi oggetti, sarebbero cioè concreti l'uno per l'altro ma se aspettiamo un po' vedremo che un pendolo si allontanerà nell'oscillazione dall'altro ed ogni comunicazione tra un pendolo e l'altro si complicherà sempre di più fino a divenire impossibile ma se attendiamo ancora vedremo che i due pendoli, dopo un periodo di tempo, sono di nuovo sincronizzati e lo scambio è possibile di nuovo. Il momento, la finestra in cui i due Universi saranno allineati/sincronizzati tanto da essere reali l'uno verso l'altro è un tempo molto breve, ma che sulla scala dei millenni sarà comunque di qualche giorno o settimana, tempo breve ma comunque sufficiente per imprimere nella storia, nei popoli e nelle persone l'importanza di avere rispetto verso le persone che non sono più con noi (vedere il rito dei morti, ecc) e l'importanza di una vita retta, fondata su valori sia concreti e sia astratti ma che si conosce(va) avessero un valore reale in ciò che si realizzava anche nell'altro mondo. Gli esempi che potrei proporre sono moltissimi, in pratica ci sarebbe la rivisitazione di tutta la storia delle religioni e di molta della filosofia umana, ma non è questo ciò che voglio fare; la mia intenzione è solo quella di fornirvi un “Input” corretto per capire a cosa stiamo andando incontro. _________________________________________________________ 1. Affermando che la luce non ha bisogno di interpretazioni ed è semplicemente ciò che si vede, intendo che per esempio quando si passa da una condizione di buio ad una di luce, per esempio quando manca luce in una casa, ciò che viene spontaneo dire non è “Uh! Vedo il tavolo, vedo le sedie, vedo il muro, ecc ma più semplicemente: “Oh! Finalmente la luce!” anche se la luce è lo strumento attraverso il quale noi vediamo ciò che ci circonda. 2. “effetto di rimbalzo” è un eufemismo per dire che a volte una parola, una azione prodotta da altri o da noi stessi produce un effetto astratto (ci mette di “cattivo umore” o ci mette di “buon umore” od altera comunque la nostra psiche) e questo effetto astratto produce un fatto concreto, tipo: siamo di cattivo umore e rinunciamo ad un appuntamento o siamo di buon umore e realizziamo un viaggio che altrimenti non avremmo fatto. 3. Un po' è come se parlassimo di due stazioni radio presenti nella stessa città, ma anche nello stesso palazzo, ma anche nella stessa stanza e potrebbero condividere anche parte della stessa strumentazione, ma trasmettono a frequenze differenti e quindi se siamo sintonizzati con una radio ricevente su una stazione non sentiamo l'altra pur essendo immersi in entrambe le frequenze. 4. Come nel sintonizzarsi su una stazione radio, così sarà repentino e senza troppi preavvisi la “sincronizzazione” tra i due Universi; poco prima dell'iniziare dell'evento ancora non si scorgerà nulla, a parte i fenomeni che la stessa Natura non può non notare e che probabilmente iniziano a manifestarsi già in questo periodo. Il fatto che solo ora si cominci a percepire la Materia Oscura è dovuto al nostro progresso scientifico che ci mette a disposizione strumenti adatti ma è possibilissimo che sia concomitante sia la possibilità di misura della Materia Oscura, sia l'emergere nella nostra realtà di iniziali barlumi dell'altra realtà, cioè, è mia opinione che la Materia Oscura si stia iniziando a manifestare nella nostra realtà e solo grazie al concomitante progresso scientifico questo avvicinarsi sia misurabile strumentalmente. Chiaramente quanto scritto sopra sono solamente opinioni personali.