Il creatore del succo che piace ai vip arrestato per traffico di stupefacenti

MilanoNotorietà e denaro sembra proprio non gli mancassero. Glauco Isella, 40 anni, milanese, finora nessun problema con la legge, in apparenza rappresentava il perfetto imprenditore di successo. È conosciuto infatti come l'inventore del «Babasucco», un beverone con proprietà dietetiche (e, pare, anche afrodisiache) molto amato dai vip di tutto il mondo. L'altroieri gli investigatori della squadra mobile lo hanno arrestato invece un'accusa molto pesante. E soprattutto lontana anni luce dalla filosofia salutista professata da Isella: traffico internazionale di stupefacenti. La polizia milanese e la procura di La Spezia lo ritengono, infatti, l'organizzatore e il finanziatore delle attività illecite di due trafficanti di stupefacenti italiani arrestati proprio a La Spezia il 14 ottobre dell'anno scorso con un carico di oltre mezza tonnellata di hashish proveniente dal Marocco.
L'operazione congiunta della polizia ligure e milanese permise di sorprendere nel porto spezzino i due uomini a bordo di una barca utilizzata per il trasporto di 549 chili di droga. Si tratta di Raffaele Cavaliere, 59enne milanese di 59 anni con numerosi precedenti e Giovanni Bulgarini, skipper veneziano di 63 anni anche lui con precedenti. Con loro c'era anche una nigeriana di 27 anni incensurata, forse reclutata per dare al viaggio una parvenza di normalità.
Il «Babasucco» sarebbe un regime altamente disintossicante che prevede di consumare nell'arco della giornata solo sei centrifugati di frutta e verdura, ma preparati e consegnati a domicilio quotidianamente in un fascinoso packaging. Così a Milano, oltre a diversi stilisti, fotografi, signore e signori dello spettacolo e noti fashion blogger, arrivavano dall'estero anche facoltosissimi sconosciuti. Disposti a fermarsi anche una decina di giorni sotto la Madonnina, magari in un albergo superlusso, proprio per «sgonfiarsi» in maniera salutare e rigenerare l'organismo. Isella, però, visto il successo di quello che lui stesso aveva definito non una dieta vera e propria ma «un giusto compromesso tra il digiuno e la vita moderna», stava pensando di allargare il business anche all'estero. Progetto che, almeno per il momento, resta ovviamente in stand by.