La crisi uccide le vacanze degli italiani: 6 su 10 restano a casa
La crisi uccide le vacanze degli italiani: 6 su 10 restano a casa. Autostrade per l'Italia segnala soltanto un weekend da bollino nero. Federalberghi: "Dopo aver falcidiato la classe medio-bassa, adesso la crisi sta colpendo il ceto medio"
La crisi uccide le vacanze degli italiani: 6 su 10 restano a casa. Autostrade per l'Italia segnala soltanto un weekend da bollino nero. Federalberghi: "Dopo aver falcidiato la classe medio-bassa, adesso la crisi sta colpendo il ceto medio"
Agosto è arrivato e come tutti gli anni torna l'allerta traffico sulle strade. Oggi, per Autostrade per l'Italia, è una giornata da bollino nero. L'unica in tutta l'estate, a differenza degli altri anni in cui lunghe code caratterizzavano tutti i weekend agostani. Non solo: le rilevazioni odierne parlano di circolazione intensa, ma scorrevole. Che gli italiani abbiano davvero trovato la ricetta per la partenza intelligente? Difficile crederlo. Ben più probabile che a incidere sul traffico sia l'effetto della crisi.
Tra tasse sempre più alte, disoccupazione alle stelle e prezzo della benzina ormai proibitivo, sono sempre meno quelli che si possono permettere di lasciare la città e men che meno prenotare un soggiorno in albergo. Basta dare uno sguardo ai dati di Federalberghi: ad agosto le partenze si sono ridotte del 29,5% rispetto all'anno scorso e 6 italiani su 10 non andranno in vacanza. Su oltre 60milioni di italiani, infatti si muoveranno solo circa 27 milioni (l'anno scorso erano 33,2 milioni), cioè il 44,7% della popolazione. E 3 italiani su 10 dichiarano di non potersi permettere un viaggio proprio per motivi economici.
"A memoria statistica non si era mai visto un calo così generalizzato e devastante di uno dei settori che potrebbe, se opportunamente supportato, rappresentare il primo volano per la ripresa economica del Paese", ha commentato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. "Inoltre tra tutti coloro che stanno per fare o hanno già fatto le vacanze estive, il 76,6% sceglie l’Italia e solo il 18,5% preferisce l’estero. Il segnale è inequivocabile: la crisi dopo aver falcidiato la classe medio-bassa, adesso sta colpendo il ceto medio che in Italia ha sempre costituito la struttura portante del sistema dei consumi".





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