Debito record al 130%. E sul Pil altra doccia fredda

RomaSe nel resto dell'anno il debito pubblico dovesse correre come ha fatto nei primi tre mesi del 2013, a dicembre sfiorerebbe il 140% del Pil. Nel primo trimestre, infatti, il debito pubblico ha toccato quota 130,3% del Pil. A dicembre 2012 era pari al 127%.
L'accelerazione è stata determinata - spiega Eurostat - dalla circostanza che l'Italia ha partecipato con il 2,4% del proprio Pil al salvataggio dei Paesi sotto programma (Grecia in testa). Se non ci fosse stato questo esborso, il debito pubblico sarebbe cresciuto in tre mesi di quasi un punto percentuale. Va da sé che con questa dinamica, il debito pubblico raggiungerà a fine anno un livello appena al di sotto del 135% del Pil.
E potrebbe anche essere più alto. Nella corsa del debito Eurostat non considera l'accelerazione impressa dal governo nel rimborso dei debiti della pubblica amministrazione. Che al momento pesano, una tantum, sul debito per un altro punto percentuale.
Con il livello del 130,3% l'Italia detiene il non invidiabile record di debito pubblico più alto, dopo quello greco: che ha toccato quota 160% del Pil. Ma è tutta l'eurozona a registrare un incremento del debito nei primi tre mesi dell'anno. La media dei 17 Paesi della moneta unica è arrivata a registrare un debito pari al 92,2% del Pil. Era il 90,6% a dicembre 2012. Anche in questo caso, da notare che il debito pubblico italiano cresce con una velocità media doppia rispetto a quella europea.
Secondo Sergio de Nardis, capoeconomista di Nomisma, «il rapporto debito/Pil non appare fuori linea rispetto alle previsioni». E spiega che per fine anno Eurostat preveda un rapporto del 131,2%. Nel rapporto di primavera dell'Istituto di statistica europeo, però, non erano conteggiati i rimborsi della pubblica amministrazione.
Le preoccupazioni vengono per il 2014, quando il governo si attendeva una ripresa dell'attività economica dell'1,3%, mentre tutti i centri di ricerca nazionali ed internazionali stimano un aumento del Pil limitato allo 0,5/0,7%.
Secondo Nomisma, «per ridurre il rapporto debito/Pil occorre puntare sulla crescita; soprattutto tenendo conto di come le misure di consolidamento fiscale abbiano generato effetti perversi sul risanamento, alimentando recessione».
Un'accelerazione del processo di valorizzazione e di dismissioni del patrimonio pubblico sarebbe un concreto aiuto per la riduzione del debito, commenta De Nardis. «Ma occorre essere realisti: con le attuali condizioni di mercato è ben difficile immaginare l'utilizzo del patrimonio».
Di parere diverso Renato Brunetta. Il presidente dei deputati Pdl ricorda che è intenzione del presidente del Consiglio avviare «un road show in giro per il mondo proprio per spiegare cosa sta facendo l'Italia per ridurre il debito attraverso la valorizzazione dei propri assets». E ricorda che la montagna del debito produce ogni anno 90 miliardi di spesa di interessi: basterebbe ridurli della metà «per risolvere tutti i nostri problemi».