La decadenza di Berlusconi non è automatica. I dubbi dei costituzionalisti

Secondo il testo della legge Severino, la decadenza deve essere comunque deliberata dal Parlamento. Giuristi e costituzionalisti esprimono dubbi sulla costituzionalità

Nonostante il mondo della sinistra e quello grillino da giorni pongano come primo punto del dibattito politico (considerandolo una pura formalità tecnica) quello della decadenza di Silvio Berlusconi, giuristi e costituzionalisti hanno cominciato a far notare che, in realtà, la questione non è poi così chiara. Nel senso che ci sono diverse interpretazioni sulla legge Severino e nel senso che lo stesso testo non dà per scontata e automatica la decadenza dalla carica ricoperta.

Infatti, come ha rilevato l'Huffington Post, mentre nella formulazione originaria si parlava di "decadenza di diritto dalla carica, che viene dichiarata dalla Camera di appartenenza”, in quella finale viene scartata la possibilità che le Camere possano semplicemente ratificare la decadenza e vengono eliminate le parole "di diritto” e “dichiarazione di decadenza”, sostituite con un riferimento all'articolo 66 della Costituzione ("Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità”). Insomma, se prima la Camera si doveva limitare a prendere atto della sopraggiunta decadenza e incandidabilità, adesso spetta al Parlamento l'ultima parola.

In questi giorni diversi esperti in materie giuridiche hanno palesato dubbi nonché rischi che una eventuale dichiarazione di decadenza dalla carica senatoriale del Cavaliere possa violare la Costituzione o la Convenzione europea dei diritti dell'Uomo. Costituzionalisti come Guzzetta, Tarasco e Armaroli hanno posto scetticismo sul fatto che "la legge Severino rispetto al caso Berlusconi avrebbe una applicazione retroattiva, visto che i fatti per cui è stata comminata la condanna risalgono a tempi ben precedenti il varo della legge". Per Leo Tarasco, “la magistratura non può annullare il voto popolare, essendo una decisione del genere sempre rimessa a ciascuna Camera di appartenenza, come recita l'articolo 66“.

Sulle colonne del Corriere della Sera, Michele Ainis ha posto invece l'accento sul fatto che la politica ha fatto un passo indietro rinunciando all'immunità parlamentare nel 1993 e ha evidenziato come, con le vecchie regole, sul caso Berlusconi avrebbe deciso il Parlamento. Il costituzionalista invoca una netta separazione tra poteri, magistratura e politica in questo caso. Sempre sul Corriere, Piero Alberto Capotosti, presidente emerito della Corte costituzionale ha spiegato: "Che la cosiddetta legge Severino non possa essere retroattiva o debba scattare l’indulto, come l’onorevole Sisto ha sostenuto sul Corriere, non è un’eresia. Io non la condivido. Ma la norma è nuova, priva di giurisprudenza consolidata, vale la pena ragionarci. Fermo restando poi che su questo tema il Parlamento è sovrano".

Il membro del Csm, Nicolò Zanon, ha sollevato invece dubbi sulla costituzionalità della legge Severino e ha rivendicato il ruolo del Parlamento, che "non è chiamato ad emettere atti dovuti", anzi, "la Giunta prima e l'aula poi si esprimono in piena discrezionalità politica". Insomma, coloro che spingono sull'acceleratore per la decadenza del Cavaliere forse è bene che non diano nulla per scontato.

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Lun, 19/08/2013 - 20:34

Silvio Berlusconi è il più grande Politico che il Parlamento Italiano abbia mai avuto. Tutto questo parlare è un insulto gravissimo verso l'Italia migliore.

i£...marciume

Lun, 19/08/2013 - 20:42

tranquilli, i compari di mille merende del pdpdl troveranno un accordo... tuttavia non contino nel M5S

antiom

Lun, 19/08/2013 - 21:55

Figuriamoci se la banda di masnadieri di 5 stelle sono in grado di capire queste sottigliezze di alta giurisprudenza, nella intrinseca altalenante mutevole interpetrazione!

ROBERTSPIERRE

Lun, 19/08/2013 - 22:12

a me sembra pacifico che la decadenza vada necessariamente deliberata dalla camera di appartenenza del condannato. In teoria potrebbe anche non decidere e non scatterebbe alcuna sanzione per i parlamentari omissivi di un precetto normativo. L'omissione avrebbe solo un valore politico, di cui il popolo dovrebbe tenere conto alle prossime elezioni... Ma detto ciò, è altrettanto pacifico che l'attuale Senato non può che dimissionare Berlusconi, essendo la logica applicazione della norma Severino. Analoga deliberazione si avrebbe nel caso di interdizione dei pubblici uffici. La decisione è tutta politica. E' risibile la motivazione dei milioni di voti presi per sostenere la immunità di Berlusconi. L'art. 3 della costituzione è troppo importante per far finta di nulla. Se cade il governo la cosa è meno grave della violazione di tale principio. Inoltre sostengo che il cavaliere farebbe bene a dimettersi prima perchè ci farebbe più bella figura.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Lun, 19/08/2013 - 22:44

Va bene che il Presidente Berlusconi rimanga al suo posto e guidi ancora noi del centro destra alla vittoria finale; avanti Forza Italia

Ritratto di No Luigipiscio

No Luigipiscio

Lun, 19/08/2013 - 23:11

E anche sta volta i sinistronzi perdono...

Ritratto di alenovelli

alenovelli

Lun, 19/08/2013 - 23:16

Peccato che in giunta e in parlamento la maggioranza votera' comunque per la decadenza. Si spera che tali personaggi del Pd, M5S e SEL non siano comprabili.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Lun, 19/08/2013 - 23:22

I giuristi dovrebbero aprire invece un varco sulla decadenza dell'arbitrio costituito dall'esistenza di una corrente politica chiamata MAGISTRATURA DEMOCRATICA. I magistrati hanno il diritto/dovere di esprimere le proprie preferenze politiche NELLE URNE COME TUTTI I CITTADINI. E' INCONCEPIBILE CHE LO FACCIANO ALL'INTERNO DI UN'ISTITUZIONE DELLO STATO.

Aristofane etneo

Lun, 19/08/2013 - 23:51

Premesso che quando penso ai Giudici penso ai giudici Livatino, Chinnici e alla stragrande maggioranza dei Magistrati che parlano solo con le sentenze, a rischio della loro vita e del benessere dei loro cari. Ma non è accettabile che la Magistratura sia divisa in correnti dai nomi "tutti" discutibili in quanto lasciano intendere che altri Magistrati siano qualcosa di diverso e secondo loro pericoloso per la Repubblica Italiana. Ancora più inaccettabile è che vadano a fare pro tempore politica di Partito e lascino sguarniti gli Uffici giudiziari. E spero la si finisca con 'sto diversivo di Berlusconi.

Aristofane etneo

Mar, 20/08/2013 - 00:31

Vorrei precisare perché considero Berlusconi un diversivo. Perché i padroni dei massmedia parlando della persecuzione cui è sottoposto non parlano della desertificazione industriale dell'Italia, non parlano della mancata politica di giustizia sociale per cui abbiamo una pletora di caste fameliche con stipendi e pensioni vomitevoli e sempre più Italiani ridotti alla disperazione, non parlano della politica ferocemente anti italiana e razzista, che vuole l'Italia invasa da immigrati extracomunitari o meno mentre i nostri figli, laureati e non, sono costretti ad andare all'estero per mancanza di una politica a loro favore.

beale

Mar, 20/08/2013 - 01:14

L'Italia è un paese di azzeccagarbugli. Con queste teste di.... non usciremo mai dalla crisi.

Triatec

Mar, 20/08/2013 - 01:36

Art. 25 Costituzione (La più bella del mondo) Benigni. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.

Ritratto di Carlito Brigante

Carlito Brigante

Mar, 20/08/2013 - 01:36

L'Italia e' fantastica proprio per questi suoi cavilli ed il suo modo di pensare complicato tipico della tradizione degli azzaccagarbugli. I giudici saranno pure forcaioli e comunisti ma i politici che fanno le leggi o sono incompetenti o veri e propri geni del male: ma e' mai possibile che non si riesca mai a fare una legge che distingua chiaramente il bianco dal nero? Vogliamo lasciare queste discrezionalità ai giudici oppure vogliamo che una buona volta la legge sia chiara punto e basta?

Ritratto di CADAQUES

CADAQUES

Mar, 20/08/2013 - 02:26

Caro Silvio, sono ridicoli. Vogliono che il Paese non ti ascolti per "legge"... La demenza autoritaria di questo apparato burocratico mafioso e parassita é arrivata al ridicolo.

obregia

Mar, 20/08/2013 - 03:44

INCOMPRENSIONE Ho la sensazione che ogni legge sia volutamente pensata scritta ed approvata col beneficio dell'interpretazione di comodo . Tanti costituzionalisti impegnati a discutere e mai a dare una soluzione univoca.La solita babele italiana.Sento gli stessi dire o leggere della conflittualiata fra il potere della magistratura gli altri poteri dello stato.Ma in quale articolo della costituzione alla magistratura ,definita per certo un ordine indipendente,che ha il dovere di amministrare la giustizia,attribuisce alla stessa un potere.Funzionari si.Ai prof.una presunta risposta chiarificatrice?attendo fiducioso

Giacosky72

Mar, 20/08/2013 - 08:18

IMBARAZZANTE!!!!

michetta

Mar, 20/08/2013 - 08:18

Ogni legge, ha il suo pezzo di stupidità.......sta' ai santoni della parte rossa della magistratura, stabilire dove si annida! Possibilmente, prima di sputare sentenze!!!

KALOSITALY@GMAIL.COM

Mar, 20/08/2013 - 08:55

Sull'efficacia retroattiva delle cause di incandidabilità, così come previste dal Decreto legislativo 235/2012, nonchè, sull'infondatezza della questione di legittimità costituzionale della norma, evidenzio la sentenza del Consiglio di Stato, sezione V^, n.695 del 6.2.2013.

Socialdemocrati...

Mar, 20/08/2013 - 09:21

Perché affannarsi a fare ipotesi? Settembre è alle porte e ne vedremo delle belle!!!

roberto78

Mar, 20/08/2013 - 09:28

a prescindere dall'oggetto in questione, è veramente uno schifo vedere come la stessa legge venga sottoposta a così tante eccezioni, interpretazioni, riletture ... probabilmente la metà sono fesserie da dare in pasto solamente ai giornali (e indirettamente a noi...), ma è mai possibile che in italia "fatta la legge, trovato l'inganno"???? che poi, se fessero stati a parti invertite, gli stessi eminenti giuristi direbbero cose opposte ... sono solo dei venduti senza nessuna credibilità

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Mar, 20/08/2013 - 09:37

comunisti, abbiate il coraggio, ammettete di non essere capaci di fare leggi, ammettete di essere serviti della legge per bloccare un uomo che vi spaventa tanto: ma non avevate paura di vincere? e allora perchè utilizzare leggi per bloccarlo? :-) riflettete su queste ultime domande, comunisti mafiosi!!

ciannosecco

Mar, 20/08/2013 - 09:55

"KALOSITALY@GMAIL.COM" Le sfugge un piccolo particolare.Nel presunto Stato di Diritto,in un processo Berlusconi è stato dichiarato estraneo in ordine al reato di evasione fiscale ed in un'altro,colpevole.Nel secondo processo, era presente il Magistrato che aveva ritenuto Berlusconi estraneo nel primo processo.Come vede,con la nostra Magistratura tutto è possible,tanto è vero che,si pensa di sostituire la dicitura nei Tribunali "la legge è uguale per tutti" con " ricevitoria Sisal".Saluti.

Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Mar, 20/08/2013 - 10:19

Solo i cogli la prima mela non accettano l'ipotesi di caldeggiare delle castronerie. Mamma mia quanti ce ne sono in Italia.

KALOSITALY@GMAIL.COM

Mar, 20/08/2013 - 10:32

Carissimo CIANNOSECCO il mondo sarà meraviglioso finchè ci saranno persone capaci di meravigliarsi ! Cordialmente

xgerico

Mar, 20/08/2013 - 10:36

il seguente decreto legislativo: Art. 1 Incandidabilita' alle elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica 1. Non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore: a) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice di procedura penale; b) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale; c) coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale.

mzee3

Mar, 20/08/2013 - 10:48

ciannosecco vs KALOSITALY@GMAIL.COM , A lei svugge un particolare i Magistrati non giudicano(lei scrive :.Nel secondo processo, era presente il Magistrato che aveva ritenuto Berlusconi estraneo nel primo processo), sono i Giudici che giudicano, ma è difficile far capire cose semplicissime a chi non se ne intende e fa parte della "curva" urlante! Detto questo le ricordo che il soggetto che lei ammira è stato giudicato da ben tre collegi giudicanti diversi.

Libertà75

Mar, 20/08/2013 - 11:07

@kalositaly, che la legge introduca dei principi di onorabilità è un conto e quindi può essere retroattiva, che essa non debba essere automatica è invece un principio costituzionale, altrimenti supererebbe l'art. 66.

Angelo48

Mar, 20/08/2013 - 11:17

xgerico: carissimo, volevo chiederti solamente se anche questa tua nota odierna è figlia della tua solita provocazione. Attento, mio caro, perché hi dimenticato di riportare il numero di quel decreto e la sua data di pubblicazione. Sai serve per poterti far riflettere meglio su altri articoli importanti!

Charles buk

Mar, 20/08/2013 - 11:22

Cose da pazzi. Ma non era il pdl che ha votato la legge severino ? Diavolo, ora stanno impazzendo ad interpretarla. Ma chi l'ha scritta, topo gigio ?

xgerico

Mar, 20/08/2013 - 11:32

@Angelo48 - Ciao Angelo, nel fare il "copia incolla", non mi ha preso la data, ma mi par di aver letto l'entrata in vigore il 01.01.2013. (Tranquillo non mi sono mai permesso di fare il "saputello" anzi).

Angelo48

Mar, 20/08/2013 - 11:43

mzee3: perdoni l'intromissione tra lei ed il lettore ciannosecco di cui non vorrei apparire come avvocato difensore. Quel lettore egregio commentatore, intendeva far notare una delle tante "stranezze" avvenute nel corso del processo Mediaset. Prima che esso approdasse in Cassazione, nel mese di Marzo del c.a., si è concluso (sempre in Cassazione)il processo Mediatrade con imputato sempre Berlusconi. Processo speculare a quello Mediaset avente come imputato sempre lo stesso individuo, come testi di accusa gli stessi di quello Mediaset, le società off-shore identiche, le banche svizzere identiche ed il reato identico : frode fiscale per l'acquisizione dei diritti televisivi. Unica differenza: il processo Mediatrade si è svolto a Roma e quello Mediaset a Milano. Ordunque (ecco la stranezza), il processo Mediatrade si è concluso con l'assoluzione per Silvio perché "il fatto non sussiste" e tra i giudici riunitisi in camera di consiglio per deliberare su quel processo, c'è ne è uno che ha fatto parte anche di quello Mediaset. Da un lato ha deciso per l'assoluzione, dall'altro per la condanna. Riesce a chiedersi e a spiegarsi come mai questa discrepanza tra i 2 provvedimenti? Dovrebbe rispondermi facilmente, visto che ci tiene a far rilevare come l'altro lettore non se ne intenda di certe cose. Indirettamente, lascia trasparire che lei ne capisce benissimo. MI spieghi allora! Grazie! Un tifoso della tribuna e non della.. curva urlante!

Angelo48

Mar, 20/08/2013 - 11:56

xgerico: dunque mio caro amico (sinceramente), trattasi del D.L. 235/2012 meglio conosciuto come legge Severino ed entrato in vigore nella data da te riportata. Una più che trentennale esperienza nel settore, mi porta a permettermi di suggerirti la lettura dell'art.25 della Costituzione. Dopo che l'avrai letto, fammi sapere se quel che hai riportato nel tuo precedente commento "c'azzecca qualcosa" come direbbe Di Pietro! Poi se ti rimane un po' di tempo, dai anche un'occhiata all'art.7 della convenzione sui diritti dell'uomo stipulata dalla Corte Europea. Noterai che anch'esso è in contrasto con quell'articolo della Legge Severino che può ritenersi valido solo in caso di future elezioni e mai come evento retroattivo! Ti voglio sempre bene. Angelo!

mzee3

Mar, 20/08/2013 - 12:25

Angelo48, la sua garbata osservazione mi fa pensare e dire che "grazie a Dio" possiamo essere tranquilli sulla serietà dei giudici. Se a Milano le cose sono andate in un certo modo e a Roma in un altro significa :1) che le tesi dei P.M. in un caso erano errate e nel secondo erano giuste. 2) che il giudizio dei giudici è fondato. Tutto il resto è noia. Uno sportivo e basta!

gesmund@

Mar, 20/08/2013 - 12:26

Ormai purtroppo il destino di Berlusconi è segnato. Tutto sarebbe stato diverso se si fosse ammessa la legittima suspicione: oggi non si sarebbe sospettata una sentenza politica. Un sospetto che resterà sempre.

Pluto 2012

Mar, 20/08/2013 - 12:31

Ai lettori va data un’informazione corretta. Chi ha un minimo di conoscenze giuridiche può verificare, attraverso una ricerca dottrinale e giurisprudenziale, che la tesi sostenuta dai giuristi indicati nell’articolo è minoritaria in quanto la maggioranza della dottrina la pensa diversamente.C’è poi da fare un’importante aggiunta e cioè evidenziare che, In ordine alla c.d. legge Severino, in giurisprudenza esiste già un precedente che il Giornale mostra di non conoscere (non mi stupisce mentre mi stupisce l’ignoranza al riguardo dell’ex magistrato Nitto Palma che ha suggerito di far ricorso alla giurisprudenza amministrativa). Mi riferisco alla recente sentenza del 6-2-2013 con la quale il Consiglio di Stato, relativamente ad un caso simile a quello di Berlusconi che vedeva interessato un candidato nelle liste del centrosinistra in Molise, certo Marcello Miniscalco, ha affermato che l'incandidabilità prevista dalla legge Severino per chi ha riportato una condanna superiore ai 4 anni non ha natura sanzionatoria e, pertanto, non essendo applicabile il principio del “favor rei” , la norma vale anche per i reati commessi prima della sua entrata in vigore, respingendo anche la tesi del ricorrente in ordine alla incostituzionalità della norma medesima

todoynada

Mar, 20/08/2013 - 12:44

Insomma, si cerca un varco che possa consentire a Berlusconi di superare l'impedimento che il D.Lgs 235 / 2012 (c.d. Legge Severino) pone alla sua eleggibilità. Questo varco viene visto nel fatto che l'art. 3 del D.Lgs. non prevede ratifica automatica della decadenza, quanto piuttosto una delibera della Camera interessata "ai sensi dell'art. 66 della Costituzione". Ciò ovviamente non è che sia stato inserito perché si vuole una valutazione di merito su condanne definitive, ma solo in quanto non si può variare per D.Lgs una procedura già normata dalla Costituzione. L'articolo 66, comunque, dice questo: "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità". Quindi il Senato deve giudicare se, in base alla Legge, ci sono i titoli per dichiarare Berlusconi ineleggibile e quindi farlo decadere. Ci sono i titoli? Beh, l'articolo 1 del D.Lgs 235, se non altro, ha il pregio della chiarezza: sono ineleggibili "coloro che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione". Come è chiaro anche a un neofita del diritto, il fatto che l'indulto riduca la pena da 4 a 1 anno riguarda la fase di applicazione, non quella di condanna, cui fa riferimento il D.Lgs. Quindi quale sarebbe, di fatto questo varco per Berlusconi? Sarebbe la possibilità che una Camera del Parlamento, nello svolgere il compito assegnatole dalla Costituzione, possa ritenere, a maggioranza, di non rispettare la legge. Per vomitare, servirsi degli appositi sacchettini.

xgerico

Mar, 20/08/2013 - 13:11

@Angelo48. Angelo caro, ti pare che non avessi già letto l'articolo 25 della costituzione, ancor prima di aver postato. la mia "trollata" è sul fatto, che se tu legislatore emetta un decreto legislativo, a cui mi riferisco, e poi l'rt.25 della costituzione dice il contrario, (scusa) Ma chi cazzo abbiamo in Parlamento?!

ciannosecco

Mar, 20/08/2013 - 14:05

"mzee3"Il Giudice o meglio il Collegio Giudicante,sono in realtà dei Magistrati.Essere Giudice indica una funzione.Pensi che,nel nostro ordinamento si può saltare tra un ruolo all'altro,con il rischio concreto di trovare un Pm d'assalto in Cassazione,con la funzione giudicante.Riguardo a cosa ha capito del commento dell'amico Angelo 48 ,ritengo che lei non abbia capito il senso.Stesso reato,stessi imputati,praticamente tutto identico,tre gradi di giudizio ci dicono che Berlusconi è innocente,altri tre gradi di giudizio ci dicono che è colpevole.Da esperto della materia e conoscendo gli atti dei due processi,le posso assicurare che nel secondo processo ci sono state troppe anomalie,a cominciare dalla contestazione iniziale cambiata perchè ci si è accorti che andava verso la prescrizione.In pratica l'opposto del caso di Penati.Saluti da uno sportivo competente.

gian paolo cardelli

Mar, 20/08/2013 - 14:23

Pluto 2012: in primo luogo il Diritto non si basa sull'opinione politica, ma su quanto sta scritto nella legge stessa, per cui il "minoritario" ed il "maggioritario" lasciano il tempo che trovano. In secondo luogo il precedente NON e' analogo a quello di Berlusconi: quel candidato DOVEVA ESSERE ANCORA ELETTO, quindi non vale per lui l'art. 66 Cost. a differenza del Cav.

Angelo48

Mar, 20/08/2013 - 15:10

Pluto 2012: noi quindi non daremmo una informazione corretta in quanto carenti di conoscenze giuridiche? Le risparmio la mia derisione e il mio scherno stante il giusto e competente commento postato giuntole dal lettore GIAN PAOLO CARDELLI! Rischierei la ripetitività! Vada a farsi lei una diversa e migliore ricerca dottrinale in proposito. Segua il mio consiglio!

mzee3

Mar, 20/08/2013 - 15:11

PER ciannosecco. Lo sa cosa mi sembra lei da come scrive? Lo dico senza acrimonia! Ha presente quei signori che dibattono nel post partita nelle tv. Se lei fosse davvero competente dovrebbe sedere nelle aule dei tribunali o dalla parte dell'accusa o dalla parte della difesa o ancor meglio sullo scranno più alto quello del giudice o all'interno di Collegio Giudicante. Essere Giudice signidica avere la capacità di discernere, SULLA BASE DEI FATTI E DELLE PROVE, le motivazioni per dire se un cittadino è colpevole o innicente. Due processi per definizione sono diversi, voler renderli uguali è una discussione da bar o da post partita e serve solo a chi pretende di sapere senza essere né giocatore né arbitro e non scende in campo perchè incapace di giocare o inadatto.Un vero sportivo e non tifoso da salotto.

Ritratto di genviello

genviello

Mar, 20/08/2013 - 15:13

ART. 65 COSTITUZIONE : "La Legge determina i casi di ineleggibilita' e incompatibilita' con l'Ufficio di deputato o di senatore. Nessuno puo' appartenere contemporaneamente alle due Camere." ART. 66 COSTITUZIONE : "Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilita' e di incompatibilita'." Dalla lettura della Costituzione appare evidente che la decadenza dalla carica di parlamentare non e' "automatica", ma bensi' deve essere "giudicata" dalla Camera alla quale appartiene il Parlamentare stesso. Cio' premesso, mi arrogo la presunzione di affermare che soltanto un Parlamento indegno di una Repubblica anche del "quarto Mondo" potrebbe non deliberare la decadenza di un suo Membro, condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione e per il quale una Legge dello Stato (la c.d. Legge Severino, alla quale la Costituzione fa esplicito rinvio) prevede espressamente la decadenza dalla carica. Certamente se si fosse trattato anche di un Parlamentare dell'Afghanistan oppure dello Sri Lanka, neanche in quei Paesi il problema si sarebbe minimamente posto nei termini in cui si e' posto in Italia. In altri Paesi a noi invece piu' vicini (Germania, Gran Bretagna, Svezia, etc.) il problema ugualmente non si sarebbe posto perche' Parlamentare stesso avrebbe prontamente rassegnate le sue dimissioni...

mzee3

Mar, 20/08/2013 - 15:20

PER ciannosecco. Lo sa cosa mi sembra lei da come scrive? Lo dico senza acrimonia! Ha presente quei signori che dibattono nel post partita nelle tv. Se lei fosse davvero competente dovrebbe sedere nelle aule dei tribunali o dalla parte dell'accusa o dalla parte della difesa o ancor meglio sullo scranno più alto quello del giudice o all'interno di Collegio Giudicante. Essere Giudice signidica avere la capacità di discernere, SULLA BASE DEI FATTI E DELLE PROVE, le motivazioni per dire se un cittadino è colpevole o innicente. Due processi per definizione sono diversi, voler renderli uguali è una discussione da bar o da post partita e serve solo a chi pretende di sapere senza essere né giocatore né arbitro e non scende in campo perchè incapace di giocare o inadatto.Un vero sportivo e non tifoso da salotto.

man87

Mar, 20/08/2013 - 15:36

(2 di 2) Ancora, si dimentica che la legge è stata scritta per riproporre anche per le elezioni politiche il meccanismo dell'incandidabilità già previsto per le elezioni amministrative e regionali: voler porre delle distinzioni tra i due sistemi sarebbe francamente irragionevole e quindi incostituzionale. In sede parlamentare, peraltro, nessuno ha mai sostenuto che la norma incriminata violasse l'articolo 66 della Costituzione (del resto mai nessuno ha dubitato della costituzionalità della corrispondente normativa già prevista per le elezioni amministrative!). Infatti si dimentica, direi anche qui clamorosamente, che oltre all’art. 66 esiste l'art. 51 della Costituzione che consente espressamente al legislatore di porre limiti significativi all'elettorato passivo. Per dirla con le parole della Corte Costituzionale e del Consiglio di Stato: “costituisce frutto di una scelta discrezionale del legislatore, certamente non irrazionale, l'aver attribuito all'elemento della condanna irrevocabile per determinati reati una rilevanza così intensa, sul piano del giudizio di indegnità morale del soggetto, da esigere, al fine del miglior perseguimento delle richiamate finalità di rilievo costituzionale della legge in esame - connesse ai valori dell’imparzialità, del buon andamento dell’amministrazione e del prestigio delle cariche elettive - l'incidenza negativa sulle procedure successive anche con riguardo alle sentenze di condanna anteriori alla data di entrata in vigore della legge stessa”. Mi spiace per voi…Dura lex, sed lex!

Giancarlo Gallani

Mar, 20/08/2013 - 15:41

Vergogna! Ma ormai si devono fare passare esami di Buon senso à tutti i giudici italiani. Gallani Parigi

il..marciume

Mar, 20/08/2013 - 15:44

legge severino? legge votata dal pdpdl a novembre 2012, all'epoca del famigerato governo di rigor montis

ciannosecco

Mar, 20/08/2013 - 16:36

"mzee3" Lei dice:"Se lei fosse davvero competente dovrebbe sedere nelle aule dei tribunali o dalla parte dell'accusa o dalla parte della difesa" Infatti.Saluti.ps Sulla eventuale competenza dei Giudici a discernere,mi perdoni,se glielo dico francamente,lei non sa nemmeno di cosa sta parlando.Saluti.

Pluto 2012

Mar, 20/08/2013 - 17:35

@gian paolo cardelli e @ Angelo 48 Purtroppo il vero sordo è quello che non vuole sentire! Nel mio commento non mettevo in dubbio l’applicabilità al nostro caso dell’art. 66 Cost. con le implicazioni indicate nel commento di todoynada delle ore 12:44 che condivido pienamente , ma facevo riferimento all’ipotesi di nuove elezioni nelle quali Berlusconi si volesse candidare. Parlavo infatti di “CANDIDATO” e richiamavo la soluzione prospettata da Nitto Palma che, avverso il provvedimento della Corte d’Appello che rigettasse la candidatura del nostro, suggeriva di ricorrere alla magistratura amministrativa. Il chiarimento vale per il lettore Gian Paolo Cardelli che ringrazio per avermi fornito lo spunto per chiarire il mio pensiero, ma non certo per Angelo 48 per il quale ogni confronto dialettico è inutile e controproducente: il suo riferimento alla “derisione” e allo “scherno” danno la misura del suo cervello. Alla larga!

Angelo48

Mar, 20/08/2013 - 19:00

Pluto 2012: lei crede di fare il furbastro (sinonimo di paraculo)ma con me casca male. Qui si sta discettando sulla possibile applicazione della legge Severino in forma retrodatata e non sulla logica applicazione della stessa per le elezioni future. L'articolo infatti, accenna ad alcuni pareri espressi da noti costituzionalisti scettici sull'applicabilità retroattiva della norma. A conferma che la genesi dell'articolo era questa, lei nel suo primo commento scrive: ".. che la tesi sostenuta dai giuristi indicati nell’articolo è minoritaria in quanto la maggioranza della dottrina la pensa diversamente.." Affermazione che ha generato - di conseguenza - la risposta del lettore Gian Paolo Cardelli. Ed è su quella sua considerazione che ho calcato la mano; giammai sulla bontà della valenza della norma per il futuro elettivo del candidato condannato. Risentirsi per la mia pungente risposta, è esercizio becero; serve a farle capire che non può impunemente ritenere gli altri lettori "ignoranti" in materia senza sapere chi si ha realmente di fronte. Fingere inoltre di esser stato male interpretato, è sinonimo di carenza argomentativa quando altri lettori la colgono in fallo. Non serve: basta scusarsi e tutto finisce lì. Stia pure alla larga da me e crede, ma questa sua decisione non cambia assolutamente il senso del mio intervento!

ciannosecco

Mar, 20/08/2013 - 19:26

"Pluto 2012"Anche in presenza di una sentenza del Consiglio di Stato,non sarei così tassativo.Non sa quante volte mi è toccato leggere due sentenze differenti per la stessa fattispecie,emesse dalla stessa Corte.Il fatto che questo non metta d'accordo insigni giuristi,vuol dire che la materia è complessa.Riguardo ad Angelo 48,se vuole stia pure alla larga,ma dato che lo conosco personalmente, non le permetto di insinuare riferimenti al suo cervello,dato che,è forse il più preparato sulla materia che si sta discutendo.Saluti.

Angelo48

Mer, 21/08/2013 - 10:33

Pluto 2012: provo anche con lei a risponderle stamattina visto l'esito negativo di ieri sera. Lei crede di fare il furbastro (sinonimo di paraculo)ma con me casca male. Qui si sta discettando sulla possibile applicazione della legge Severino in forma retrodatata e non sulla logica applicazione della stessa per le elezioni future. L'articolo infatti, accenna ad alcuni pareri espressi da noti costituzionalisti scettici sull'applicabilità retroattiva della norma. A conferma che la genesi dell'articolo era questa, lei nel suo primo commento scrive: ".. che la tesi sostenuta dai giuristi indicati nell’articolo è minoritaria in quanto la maggioranza della dottrina la pensa diversamente.." Affermazione che ha generato - di conseguenza - la risposta del lettore Gian Paolo Cardelli. Ed è su quella sua considerazione che ho calcato la mano; giammai sulla bontà della valenza della norma per il futuro elettivo del candidato condannato. Risentirsi per la mia pungente risposta, è esercizio becero; serve a farle capire che non può impunemente ritenere gli altri lettori "ignoranti" in materia senza sapere chi si ha realmente di fronte. Fingere inoltre di esser stato male interpretato, è sinonimo di carenza argomentativa quando altri lettori la colgono in fallo. Non serve: basta scusarsi e tutto finisce lì. Stia pure alla larga da me se crede e se le crea problemi; ma questa sua decisione non cambia assolutamente il senso critico del mio intervento nei suoi confronti!

Pluto 2012

Mer, 21/08/2013 - 16:40

@Ciannosecco D’accordo con Lei che, nel nostro sistema, il precedente giurisprudenziale non è vincolante, ma i commenti della dottrina alla sentenza del CdS sono stati in massima favorevoli (del che potrà trovare conferma consultando una rivista di giurisprudenza amministrativa)) e questo non è trascurabile. Quanto alle Sue considerazioni relative ad Angelo 48, tirato per i capelli, non posso fare a meno di richiamare alla Sua attenzione le espressioni usate dal predetto nei suoi due commenti. “la mia derisione e il mio scherno”, “ furbastro (sinonimo di paraculo)”, “ esercizio becero”, sono espressioni che nella mia vita e, soprattutto, nella mia esperienza professionale ho sentito in bocca o nella penna di persone vuote che ritengono di colmare questo vuoto con “UNA LIBIDINE ORATORIA” indegna di una civile dialettica