Il deficit sfonda quota 3% e Letta incolpa gli alleati

Disavanzo oltre la soglia imposta dall'Ue, ora il premier se la prende con "l'instabilità"

Roma - Deficit sopra la soglia europea a legislazione vigente, cioè al netto di Iva, Imu e altre spese da finanziare. Pareggio di bilancio rinviato al 2015, come era previsto prima della famosa lettera della Bce che mise in mora l'Italia e il governo Berlusconi. Poi una manovra di fine anno.
La nota di aggiornamento del Def è arrivata a destinazione ieri, carica di segnali poco tranquillizzanti e dopo un Consiglio dei ministri agitato. In serata il premier l'ha illustrata al capo dello Stato Giorgio Napolitano, al quale ha spiegato il senso di quel «non mi farà logorare», che va ripetendo da tempo. Nel commentare il documento, Enrico Letta ha scelto di puntare su un dato politico. «La difficoltà per cui dobbiamo scrivere nel Def che il deficit a legislazione vigente è al 3,1% è figlia del fatto che i primi mesi di vita del governo hanno avuto una stabilità che non ha avuto seguito nelle ultime settimane e questa instabilità pesa».

In sostanza il ragionamento è questo: le fibrillazioni nella maggioranza, il Pdl a difesa di Silvio Berlusconi, ma anche - pare di capire - il tifo di una parte di Pd per la caduta del governo, hanno creato incertezza tra gli investitori e fatto lievitare la spesa per interessi sul debito.
Peccato che questo dato non emerga nemmeno dalle cifre contenute nel comunicato ufficiale di Palazzo Chigi. Nell'aggiornamento la spesa per interessi è di 84 miliardi di euro (approssimata per eccesso), nel Def prima versione, quello di aprile, era a 83,9. L'effetto, instabilità, se c'è stato, è minimo.
Pesa piuttosto il calo delle entrate a causa del crollo del Pil. Ad aprile il governo pensava a un calo del 1,3 per cento nel 2013 e a una crescita pari nel 2014, ieri il ministero dell'Economia ha certificato una diminuzione dell'1,7% quest'anno e un più uno per cento il prossimo. Da qui, cioè da un calo del denominatore, l'aumento del rapporto deficit-Pil.

Sia Letta sia il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni hanno garantito che entro l'anno il rapporto deficit Pil scenderà al 3% (non più al 2,9%). «Qui dentro c'è anche l'impegno, confermato, a mantenere tutti i commitment (impegni, ndr) presi con Bruxelles», ha assicurato il premier. Dalla Commissione è arrivato il messaggio a prendere le misure per riportare il deficit sotto il limite «in modo tempestivo dato che siamo già a fine settembre». Sul come si troverà il miliardo e seicento milioni ieri il governo non è entrato nel dettaglio. Saccomanni ha confermato che sarà una manovra di fine anno, ma non avrà «particolare impatto» sull'economia.

Sull'Iva Letta ha garantito che «ne discuteremo con la nostra modalità». Il ministro tecnico ha invece riconosciuto che «si tratta, a questo punto, di un problema complessivamente più politico che di finanza pubblica». Al Consiglio dei ministri il ministero dell'Economia aveva prospettato lo scenario peggiore. Cioè aumento dell'Iva confermato, più altre misure a copertura di Imu e delle spese per missioni all'estero e cassa integrazione, con l'aumento delle accise sulla benzina (notizia anticipata dal Giornale all'inizio della settimana). Contro questa versione si sono sollevati i ministri e il testo è tornato al dicastero dell'Economia. Il Def, infine, conferma che il pareggio di bilancio avverrà «a partire dal 2015». In linea, sottolinea il comunicato ufficiale, «con le regole nazionali ed europee». I patti europei prevedono il 2015, ma con la famosa lettera della Bce l'Italia fu costretta ad anticipare di un anno. Oggi si torna al punto di partenza.

Il governo mantiene ufficialmente la linea ottimista sulla crescita a partire dalla fine di quest'anno, che si evidenzierà nel 2014 con un punto percentuale di Pil in più. «Un tasso che è leggermente superiore a quella stimata dai principali previsori. Non è una valutazione euforica o trionfalistica, ma realistica», ha assicurato Saccomanni. «Un ottimista ad oltranza. Vediamo», ha commentato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Le imprese, insomma, non ci credono troppo.

Commenti
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mark 61

Sab, 21/09/2013 - 11:31

se fosse rimasta L'imu e una lotta serrata all'evasione sarebbe andata meglio ma un partito della legalità era ed è contrario

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Reinhard

Sab, 21/09/2013 - 11:31

Dopo la favoletta del Bunga Bunga che faceva salire lo spread, ci raccontano che il deficit c'è per colpa dell'instabilità... Letta vergognati... Monti ha ammazzato il paese a suon di tasse, l'instabilità è una cosa positiva, almeno i governanti non fanno danni (al massimo rinvii).

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mortimermouse

Sab, 21/09/2013 - 11:36

ma noi non abbiamo più governato dal 2011 :-) sta farneticando, povero joe condor.... confonde pure lucciole per lanterne :-)

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PaoloDeG

Sab, 21/09/2013 - 11:37

Contro debito pubblico e deficit le manovre non basteranno mai! La Patria sopratutto! Bisogna ricuperare il denaro illegale portato sopratutto all'estero specialmente negli ultimi decenni dal crimine organizzato nazionale, internazionale e degli immigrati, dal terrorismo anche islamico e sue reti di crimine organizzato, da tutti coloro che hanno guadagnato bene, molto o moltissimo ed hanno portato quasi mille miliardi all’estero! La metà di questi soldi all'estero sono finiti nelle mani di organizzazioni criminali locali con l'aiuto dei poteri pubblici locali! Bisogna risanare e ricostruire il paese intero! Bisogna creare Lavoro Per Tutti! La Patria sopratutto! Ma la corruzione si nasconde dappertutto ed é più facile che un cammello attraversa la cruna di un ago! O Patria mia, che di catene hai carche ambe le braccia, senza l’Elmo di Scipio china la testa! Se io fossi il Capo dello Stato, Pro Patria Semper!

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Memphis35

Sab, 21/09/2013 - 11:46

Nel frattempo continua la gestione allegra delle spese. Senatori a vita, giudici costituzionali, pseudo economisti da operetta asserviti a Bruxelles,immigati clandestini a gogò, fancazzisti in parlamento (in numero,perlomeno, doppio di quanto necessario)... Cose tutte di cui l'Italia democratica ed antifascista, titolare della costituzione più bella del mondo, non può ed ,evidentemente, non vuole fare a meno.

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Memphis35

Sab, 21/09/2013 - 11:50

Ma niente paura! E' in arrivo una manovra correttiva. Quella stessa, magari, che l'eterno candidato a tutte le possibili cariche istituzionali ci ammannì nottetempo,anni or sono. Una bella "lucidata" ai nostri conti correnti bancari et voilà...il gioco è fatto.

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serjoe

Sab, 21/09/2013 - 12:03

E'un continuo timorare di quota 3 sfondare.Scolaretti impauriti con la siura commission a darci la lezion: "oltre al 3 non puoi passare - e' una regola da osservare.Se ti vedon a fare questo, altri si approfittan lesto e la classe va in dissesto."

unosolo

Sab, 21/09/2013 - 14:48

come possono amministrare i soldi della nazione se non hanno mai avuto responsabilità creative di lavoro ? sanno spendere bene anzi benissimo ma come economia zero , sono nulla tenenti e noi gli diamo il nostri portafoglio ? non scherziamo se voglio estinguere il debito, i miei risparmi o il mio lavoro voglio metterlo in mano a chi mi da sicurezza e sappia gestire una crisi e che mi faccia estinguere il debito prima di rovinarmi , la sx da sempre ha creato personaggi a scrocco , a spese della collettività mentre la dx cercava di eliminarle e per questo che oggi abbiamo l'insicurezza persone sbagliate in posti di comando , economisti ? tesorieri ? e tutti quei ministeri che succhiano soldi e fanno leggi senza coperture , stanziando milioni come noccioline , ma dai , la nazione affonda per incompetenza dirigenziale non per Berlusconi .

Duka

Dom, 22/09/2013 - 08:46

Vi siete accorti che questi incapaci ci STANNO FREGANDO??? Basta riflettere un po' a 360° per capire come in realtà stanno le cose. Dagli ordini tedeschi al Colle per sostituire Monti a Berlusconi la nostra economia e politica è stata preda della germania. Non appena l'ago della bilancia da segni di spostamento a destra lo spread sale. Qualcuno disse che lo spread era un grande imbroglio non sbagliò o meglio disse ciò che i più attenti avevano intuito da tempo. Ora la scusa è l'ingovernabilità causa eccessivi conflitti tra partiti. Che la conflittualità rappresenti un problema è vero ma è altrettanto VERISSIMO che siamo guidati o meglio manovrati da gente incapace che naviga al pressapoco. Un giorno ci sono i tunnel illuminati a festa ed il giorno seguente stiamo precipitando nel buoi baratro infernale. Tradotto: SCEMENZE INFANTILI

fabrizio

Dom, 22/09/2013 - 10:37

la verità: manchiamo di patriottismo. Siamo un popolo pieno di rancore con il vicino di banco, pronti a tirar fuori la colpa degli altri mettendo la nostra sotto lo zerbino. I nostri politici di destra e sinistra sono così ottusi, vecchi, privi di fantasia che non sono più in grado di guardarsi allo specchio,tanto si fanno pena. Se non intervenite con lungimiranza, siamo destinati al fallimento completo. Occorre tagliare tutte le spese superfle dell'amministrazione pubbica; portare al primo posto senza se e senza ma la crescita economica,cercando con tutti i modi di riprendere a ooccupare le persone oramai sull'orlo della disperazione per aver perso il lavoro. Occorre all'interno che destra e sinistra facciano piazza pulita di personaggi da sempre onnipresenti che sanno fare solo politica truffaldina e lobbista. In poche parole, cari vecchi politici senza fantasia, andate a casa, in pensione, avete fatto il vostro tempo e soprattutto l'avete fatto malamente, tanto male che avete portato tutti noi sul titanic pronto ad affondare. Andate via, non se ne può proprio più!!!

piertrim

Mar, 24/09/2013 - 09:31

Basta con le barzellette non ne possiamo più! Ma questa spending review tanto promossa, promessa e studiata quanto tempo ci vuole a farla?