Il design di borse di lusso e la passione per la moda I tre figli del patron

Giulia Maria Ligresti, da presidente di Premafin, nel 2009 era seconda per guadagni tra le signore della finanza. Il suo stipendio sfiorava i 3 milioni, 2,12 per le cariche nella società e altri 840mila euro per le cariche in società controllate. Giulia Maria disegnava anche borse di design, ma con la sua con la sua Gilli ha stabilito un piccolo record: dal 2002 al 2011 non ha mai chiuso un bilancio in utile, bruciando 10,5 milioni. Con la parentesi della partnership con Lapo Elkann, nel 2004, per rilanciare il brand Fiat con borse e portachiavi vintage griffati Gilli. La società, controllata dalla Fingit (holding di famiglia), ha incassato quasi un milione in tre anni da un contratto con Fonsai per realizzare borse assicurate contro furti e rapine, mentre la controllata Gilli Communication ha percepito 1,7 milioni nel 2010 per le campagne pubblicitarie di Dialogo e Fonsai. Poi, negli ultimi due anni, il declino con la cessione dei negozi di Roma (in piazza di Spagna) e Milano (in via della Spiga) per far quadrare i conti.