Diario da San Vittore, tra risse e scarafaggi

11 maggio

«Quel nichilistico

metodo Repubblica»

«Mi piace molto il metodo di Repubblica che ripete la stessa domanda tutti i giorni. Ecco la mia: perché esistete? A che servite, oltre che per sostenere il triste nichilismo?».
17 maggio

«Io, in mezzo al pestaggio

tra cinghie e punteruoli»

«Con Ikea (il mio compagno di cella «mobiliere carcerario») vado a farmi l'ora d'aria. (...) Mancano dieci minuti alle 14 e inizia la lotta. (...) Tutti scappano, Escono punteruoli, cinghie con sassi. Non mi sono mosso a difesa di nessuno, mi avrebbero pestato o sfregiato».
21 maggio

«Il buio pare inghiottirmi

ma io ci sono»

«Quando le mie figlie o mio figlio mi vengono a trovare, vedo spuntare dai loro bellissimi occhioni delle lacrime spontanee, hanno l'impressione che venga inghiottito. (...) In quell'ignoto in cui sembro finire ogni volta, in realtà, io ci sono».
31 maggio

«Gli scarafaggi

e quell'urlo nella notte»

«Fino a pochi giorni fa le cibarie stavano sul davanzalino del bagno come in frigorifero. Poi, col caldo, sono comparsi dieci grossi scarafaggi sul davanzalino e altri venti in cella (...) Qui dormi con la testa a 15 centimetri dal suolo, dove scorrazzano quei graziosi animaletti. Ma quello che ci ha svegliato è stato un urlo proveniente dal raggio. Sono arrivati gli agenti e hanno portato via un marocchino che si era tagliato sulle braccia e sul collo. Autolesionismo».
20 giugno

«In carcere l'Italia

gioca in trasferta»

«Italia-Spagna in cella. Al gol dell'Italia tutti festeggiano battendo qualunque cosa. Quel che conta è fare rumore. Ma quattro minuti dopo va in gol la Spagna e il rumore e i festeggiamenti sono ancor più numerosi e rumorosi. In carcere l'Italia gioca in trasferta e, spesso, non è amata dagli ospiti stranieri».
27 giugno 2012

«Lo sciopero della fame

e la spending review»

«Secondo giorno di sciopero della fame. Il cibo non ritirato è in corridoio. Ogni tanto, passa qualcuno, prende una pagnotta e sguscia via veloce tra gli sguardi incazzati dei detenuti. «Sono marocchini e non scioperano» (...) Il vitto giornaliero per ogni detenuto costa 3,60 euro. Il vitto giornaliero per i cani che stanno nei canili municipali costa all'amministrazione pubblica 4,50 euro al giorno. Se moltiplicate i 90 centesimi al giorno per i 70 mila detenuti italiani avrete un'idea di quanto facciamo risparmiare al governo Monti. A questo punto speriamo che Enrico Bondi non ci includa nella spending review».