Il dibattito

Il piano firmato da Tremonti non è ancora legge, per cui è più che lecito per i tanti liberali della maggioranza discutere e criticare anche l’ultimo parto del ministro dell’Economia, ovverossia la manovra bis da 45,5 miliardi di euro. Di questo sono ben consapevoli tutti a partire dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si è detto disponibile ad accettare modifiche e ritocchi al decreto in Parlamento purché i saldi restino invariati. Detto questo va sottolineato come in un momento di crisi internazionale così grave è importante avanzare proposte costruttive e non alzare barricate, come rilevano nei loro interventi sul «Giornale» due liberali di rango come Paolo Guzzanti e Daniele Capezzone.