Dieci anni fa a Bolognale Br uccidevano Marco Biagi

<p>La sera del 19 marzo 2002 il giuslavorista veniva ucciso mentre rincasava in bicicletta. Napolitano: "Abbiamo un debito di riconoscenza". Il ministro Cancellieri: "Non era l'uomo del precariato ma della flessibilità e della sicurezza"</p>

Lo uccisero per le sue idee riformiste. Esattamente dieci anni fa. Marco Biagi aveva solo 52 anni e già una lunga carriera accademica alle spalle, tutta incentrata sul lavoro e le sue regole. Amava approfondire la legislazione degli altri Paesi, sviscerandone pregi e difetti e cercando di proporre novità utili al rilancio dell'Italia, per troppi anni ingessata a causa di rigidi schematismi, politici, sindacali e, soprattutto, culturali. A partire dagli anni Novanta iniziò a collaborare con le istituzioni politiche, prima la Commissione europea, poi il governo. Fu consulente di diversi esecutivi, senza guardare alla coloritura politica: collaborò con i ministri del Lavoro Treu, Bassolino e Maroni. Nel 2001, mentre con il governo Berlusconi era impegnato a elaborare una bozza di riforma del mercato del lavoro, fu chiamato da Romano Prodi a occuparsi del futuro delle relazioni industriali, in un gruppo di studio istituito dalla Commissione europea. Per la sua grande esperienza maturata sul campo del diritto del lavoro comparato, Biagi era molto conosciuto anche in Cina e in Giappone. Tutto questo, però, gli costò la vita (come tre anni prima era capitato al professor Massimo D'Antona): un commando di brigatisti lo uccise la sera del 19 marzo 2002, a Bologna, mentre rincasava in bicicletta, dopo una giornata di lavoro e di studio.

Gli assassini di Biagi

A eliminare Marco Biagi fu un gruppo di persone accecate dall'odio: pensarono di cancellare, con una manciata di proiettili, un pericoloso nemico del proletariato. Ignorando, però, che le sue idee avrebbero continuato a camminare anche dopo di lui. Nel 2006 la Corte d'assise d'appello di Bologna confermò l'ergastolo per Diana Blefari Melazzi, Roberto Morandi, Nadia Desdemona Lioce e Marco Mezzasalma (ventuno anni di reclusione a Simone Boccacini). Nel 2007 la quinta sezione penale della Corte di Cassazione di Bologna ha confermato il verdetto emesso in appello.

Napolitano: gli siamo riconoscenti

"È significativo e importante che la ricorrenza di un così tragico e doloroso momento venga colta per guardare anche al presente e al futuro, gettando luce sulla fecondità della ricerca e dell’impegno di Marco Biagi". È l’incipit del messaggio invato da Giorgio Napolitano alla vedova del giuslavorista, Marina Orlandi Biagi, in occasione di un convegno a Modena dedicato all'eredità del professore, organizzato dalla Fondazione a lui dedicata. "All’omaggio che così gli rende e al ricordo del suo sacrificio mi associo - scrive il Capo dello Stato - con profonda personale convinzione e con più che mai viva consapevolezza del debito di riconoscenza che le istituzioni repubblicane e la società civile conservano verso Marco Biagi, per il servizio da lui reso stoicamente al progresso culturale e sociale del paese, al moderno arricchimento del suo patrimonio di conoscenze, ad una più libera battaglia delle idee e alla soluzione di problemi di fondo della collettività nazionale".

Schifani: il suo sacrificio è un esempio

"Sono trascorsi dieci anni dall'uccisione di Marco Biagi - dice il presidente del Senato Renato Schifani - e ancora oggi il suo contributo alle riforme del mondo del lavoro rimane fondamentale per il nostro sistema produttivo. Il suo sacrificio e la sua moralità sono un esempio per tutti noi". E prosegue: "Ha tentato di trovare un equilibrio tra le esigenze della competitività e la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, la cui memoria costituisce un monito contro ogni forma di violenza e di terrorismo".

Cancellieri: non era l'uomo del precariato

"In questi dieci anni la sua figura è stata letta in molti modi - dice a Modena, dove ha partecipato a un convegno internazionale sul giuslavorista, il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri -. E' stata tirata da una parte e dall’altra vedendo un solo aspetto del suo pensiero, che è un pensiero molto grande e molto avanti nel tempo. Finalmente dopo dieci anni oggi Marco Biagi appartiene a tutti". Oggi emerge che lo studioso bolognese "era un uomo super partes, era uno del Paese che pensava alle cose giuste di cui il Paese aveva bisogno. È questa - ha detto ancora Cancellieri - è la sua vittoria più bella". Cancellieri ha voluto inoltre sottolineare che Biagi "aveva capito delle cose che ha pagato con la vita, il suo guardare oltre". Il ministro, nel suo intervento, ha poi ricordato i concetti che erano alla base della riforma del lavoro portata avanti da Marco Biagi nel suo libro bianco, ovvero la flex security: "Era l’uomo della flessibilità - ha proseguito - ma anche della security, non era l’uomo del precariato, voleva garantire comunque sicurezza, sicuramente oggi lo capiamo nella sua interezza".

Sacconi: uscire dal Novecento ideologico

Maurizio Sacconi, ex ministro del Welfare, in una lettera al Corriere ricorda così il professor Biagi: "Per uno scherzo del destino ci è data l’occasione di trarre dal suo consapevole sacrificio la forza per uscire definitivamente dal Novecento ideologico nel segno di un riformismo condiviso dai due grandi partiti popolari. Senza vinti né vincitori, se non i giovani cui aprire opportunità". Sacconi evidenzia poi il "robusto lascito progettuale che ancora oggi ispira il tentativo in corso di realizzare una sorta di ultimo miglio del faticoso percorso riformatore". L'ex ministro infine auspica di "produrre un nuovo, semplice, testo unico sul lavoro, ma soprattutto a chiamarlo, come Marco sognava, Statuto dei Lavori, di tutti i lavori".

Chiti: un riformista coraggioso

"Voglio ricordare il prezioso contributo che diede Biagi al nostro Paese - dice il vicepresidente del Senato Vannino Chiti (Pd) -. Fu un riformista coraggioso, uno studioso impegnato, un servitore dello Stato. L’impegno contro ogni forma di violenza, di terrorismo e di intolleranza deve vedere sempre uniti istituzioni e cittadini. Il professore lavorò a lungo alla riforma del diritto del lavoro ma purtroppo - prosegue l’esponente Pd - solo una parte dell’impianto che lui aveva in mente venne trasformato in legge: non è mai stata attuata la riforma degli ammortizzatori sociali che estenda a tutti i lavoratori le tutele né è stato messo in campo un sistema di formazione permanente". "Si tratta di due elementi - prosegue Chiti - indispensabili per assicurare che la flessibilità non si riveli, di fatto, una inaccettabile precarietà che colpisce i diritti dei lavoratori, offende la loro dignità e riduce il potere d’acquisto".

Bersani: omaggio a un innovatore

"Ricordare oggi Marco Biagi a 10 anni dal barbaro assassinio perpetrato dagli ultimi residui delle Brigate Rosse ci consente di rendere omaggio a un innovatore, a uno studioso appassionato della democrazia", dice il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Poi una punta polemica: "Non sempre la traduzione delle sue idee nella legislazione italiana è stata fedele, Biagi inseriva le proprie proposte in un disegno generale che prevedeva una profonda riforma del sistema degli ammortizzatori sociali che non è stata realizzata; è stata usata solo l'idea di una maggiore flessibilità, traducendola in provvedimenti che non hanno reso giustizia alla visione più complessiva di Marco Biagi". Infine l'esortazione a proseguire nel dialogo e nel confronto, contro ogni forma di violenza. "L'estremismo violento è un veleno che per troppo tempo e per troppe volte ha corroso la democrazia italiana, giocando ogni volta, come i lavoratori e i cittadini sanno sulla propria pelle, a favore di una stabilizzazione conservatrice".

Il professor Biagi è riuscito solo ad avviare il percorso, difficile ma indispensabile, della riforma del mercato del lavoro italiano. Lo ha fatto sotto il profilo tecnico, nell'elaborazione delle proposte, ma anche (ed è tutt'altro che secondario) dal punto di vista dialettico, scrivendo sui giornali e spiegando l'importanza del cambiamento. I terroristi lo tolsero di scena con la violenza. Ma gli sconfitti dalla storia sono loro.

Twitter:@ideelibere

Commenti

scipione

Lun, 19/03/2012 - 13:34

Oltre le parole della Cancellieri,Sacconi e Ghiti,sarebbe illuminante riportare le parole di Cofferati ,scagliate come pietre nel raduno dei tre milioni a Roma. E il guaio e' che continuano nella posizione criminale.

ernest85

Lun, 19/03/2012 - 13:45

SCIPIONE: caro bananas, ricordati pero' anche di Scajola che lo defini' "un rompic*** in cerca di consulenze" e gli tolse la scorta...possibile che voi sudditi incolti bananas senza dignita' non sapete vedere le cose con obiettivita'? tra l'altro l'omicidio di Marco Biagi e' antecedente alla manifestazione del Circo Massimo

ernest85

Lun, 19/03/2012 - 13:53

SCIPIONE IL BANANAS: cosa sarebbe la "posizione criminale" secondo te? Le tutele del lavoro esistono in tutti i Paesi, in primis la Germania. La Francia e' uno dei Paesi dove le norme sui licenziamenti sono piu' restrittive e mi sembra che la Francia con solo 6 milioni di oersone in piu' dell'Italia produce un pil annuale superiore a quello italiota di circa 300 miliardi di euro,,,,,perche' non la smettete di aprire bocca e dare fiato? ah 'e' vero voi siete i bananas, e dire idiozie fa parte della vostra natura di sudditi incolti

Simonetta Burlando

Lun, 19/03/2012 - 14:07

Non ricordo nel giorno dell'attentato di Biagi una forte mobilitazione da parte della politica contro questo attentato vigliacco verso chi cercava di migliorare l'Italia. Ricordo Maroni distrutto in TV, profondamente colpito e addolorato per la perdita di un uomo di valore e di valori. Ai tempi c'era il Governo Berlusconi e tutto forse nell'ottica di questi politici antagonisti scellerati era lecito.. anche un attentato ingnobile ad un uomo disarmato. Oggi con il Governo Monti e con il fallimento della politica, tutti commemorano quest'uomo con aria triste e sconsolata... Sarebbe stato meglio ricordarlo prima e con l'onore che meritava. Che fine hanno fatto i brigatisti che lo hanno ucciso? Sono rimasti in carcere o tra poco usciranno per buona condotta???

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 19/03/2012 - 14:31

PER i saputelli rossi che imperano come sempre dicendo fesserie pur sapendo di mentire. In germania, se qualcuno si comporta come si comportano in italia, tipo ladri malpensa,sabotatori fiat, etc. cosidetti lavoratori , vengono licenziati e' a decisione del datore lavoro possono anche essere denunciati alla polizia , con conseguente processo penale. Poi consiglieri i guinea e i platano che finiscono con la solita cantilena dei bananas. ORMAI avete rotto il casso.

Custeo

Lun, 19/03/2012 - 14:52

Se penso che dopo molte imprecazioni,per avere legittimamente una scorta,il dott.BIAGI è morto per questo errore CRETINO,e la signora Pivetti invece la aveva,e la ha ancora, in quanto patrimonio da tutelare e non perdere assolutamente,mi incazzo da morire.

scipione

Lun, 19/03/2012 - 15:01

ernest85,idiota BANANAS SINISTRO,DISCONOSCERE LA RESPONSABILITA' MORALE dei mandanti dell'omicidio del liberale Marco Biagi, che con le loro parole criminali attaccarono lui e le sue idee,e'nel solco di una ideologia criminale che non si e' mai assunto la responsabilita' delle sue azioni. Difendere chi blocca la normale attivita' di una azienda senza reale motivo,chi sciopera perche' deve vedere la partita della Nazionale,chi fa documenti falsi di malattia per non andare a lavorare perche' deve portare i figli al mare....... e' un crimine che solo i BANANAS SINISTRI SQUILIBRATI COME TE POSSONO ATTUARE. Taci c.....ne che avete rovinato l'Italia.

ernest85

Lun, 19/03/2012 - 15:01

MARFORIO: caro bananas suddito, ma tu eri per caso a Melfi per essere certo del sabotaggio?

mariolino50

Lun, 19/03/2012 - 15:07

#5 marforio giusto quello che dice, ma deve essere la giustizia dello stato a dire se uno è colpevole o innocente,e l'onere della prova spetta a chi accusa, o siete garantisti a senso unico, il licenziamento è la pena più grande che possa esistere in campo lavorativo ed andrebbe comminata solo in casi estremi, perchè significa la morte civile di una persona, e spesso anche quella reale perchè molti si suicidano, sò che a voi non vi frega niente tanto sono operai ovvero solo numeri come lo sono per i padroni, la cosa vera è che il precariato non lo ha inventato Biagi ma Treu nel governo Prodi che qualcuno osa definire comunista, invece ha fatto il contrario.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 19/03/2012 - 15:27

La cosa che ricordo con rabbioso disgusto è la veemenza con la quale la CIGL con il suo segretario Sergio Cofferati si scagliava sia contro la riforma del lavoro progettata da Marco Biagi, sia contro la sua persona. Questa gente, al posto di onorarlo con vuote parole dovrebbe onorarlo con i fatti e riconoscere che se anche non hanno oggettivamente sparato, hanno oggettivamente armato la mano degli assassini. Ma coscienza per loro è una parola sconosciuta. Un altro che dovrebbe andare sulla sua tomba in ginocchio da Imperia fino a Bologna è Claudio Scajola, costretto e sottolineo costretto, a dare le dimissioni per le parole ingiuriose pronunciate dopo la sua morte, che ancora oggi mi fanno vergognare per la sua passata appartenenza al centro-destra. Se lo facessero rientrare dalla finestra, non andrò più a votare. E oggi non è cambiato nulla. Cambia solo il nome del sacerdote del totem e fanno a gara a chi lo adora di più.

Izdubar

Lun, 19/03/2012 - 15:45

Poco prima di essere assassinato, Marco Biagi scriveva: "Sono molto preoccupato - afferma Biagi nella lettera del 15 luglio 2001, indirizzata al presidente della Camera Casini - perché i miei avversari (Cofferati in primo luogo) criminalizzano la mia figura". ""Non vorrei che le minacce di Cofferati (riferitemi da persona assolutamente attendibile) nei miei confronti venissero strumentalizzate da qualche criminale", ribadisce in una mail spedita il 2 luglio dello stesso anno a Stefano parisi di Confindustria.

scipione

Lun, 19/03/2012 - 15:56

mariolino50, ma quale giustizia dello stato,quella attuale ? ma non farmi ridere. Ma ti rendi conto che se tutti i lavoratori si comportassero come quei tre che hanno bloccato la produzione,l'azienda sarebbe destinata al fallimento certo e a pagarne le conseguenze sarebbero migliaia di lavoratori ? Eppure I TUOI GIUDICI DELLO STATO hanno sentenziato che quei tre non hanno commesso niente di male e li ha reintegrati fregandosene dell'esempio disfattista e criminale che hanno dato. Nel rispetto dei loro diritti,i lavoratori DEVONO LAVORARE,NON BOICOTTARE L'AZIENDA ,ALTRIMENTI E' LA FINE PER L'ITALIA.A noi cattolici la difesa della dignita' dell'uomo e del lavoratore e' una priorita' assoluta,ma non giustifichiamo e difendiamo gli irresponsabili,i furbastri e i delinquenti che qualche sindacato difende e che attentano alle sorti di un'azienda e quindi degli altri lavoratori.

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 19/03/2012 - 16:04

ernest 86- NON ero a melfi ma conosco bene la canaglia comunista,COME pensa come agisce e come si esprime di linguaggio. Tu sei perlomeno come linguaggio la rappresentanza di tutto cio.Credo di avere in confronto a te molti anni di esperienza di vita. MA dimmi TUO NONNO O TUO PADRE avevano la tessera del P.N.F.?

silvio frappa

Lun, 19/03/2012 - 16:06

48 tipi di contratti diversi per i giovani, e tutti a scapito dei giovani, senza un percorso certo, anche difficile, da compiere e senza un minimo di diritto/utilità finali..... non lo dico da comunista o da difensore dei diritti senza sè e senza ma, lo dico da persona di centroDx che si interroga sulla RAZIONALITA', GIUSTIZIA, UTILITA' SOCIALE E CULTURALE di una simile aberrazione che ci ha portati a questa situazione di distruzione di economia/prospettive e quindi sociale della società civile nel suo insieme. E' stato Biagi l'artefice di tutto questo ? lo chiedo, non lo sò e non posso sapere tutto ciò, e chi fà ciò, in italia. Ma se l'artefice è stato lui devo dirgli che COME MINIMO era uno professionalmente poco interessante.

ernest85

Lun, 19/03/2012 - 16:19

SCIPIONE: tu sei un demente! responsabilita' morale di che? uno non puo' essere libero di non condividere una riforma? Smettila di scrivere idiozie e vai a studiare! I botteganti evasori fiscali incolti sudditi come te rovinano l'Italia, non i sindacati!

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 19/03/2012 - 16:20

x9mariolino50-Giusto quello che mi ribatte. Anche io sono un lavoratore, emigrai in germania dopo che in italia i comunisti mi proibivano di lavorare.Non parlo da padrone come definite voi i datori di lavoro.Per melfi non saprei ma per i ladroni dell aeroporto di malpensa dove c'erano addirittura le camere a filmare il ladrocinio. PENSA anche in questo caso che non siano da licenziare senza che i sindacati si mettono a difendere questi delinquenti ?Quello che lei mi dice di treu e successo in germania con Schroeder, stando all 'opposizione hanno sabotato tutte le riforme che voleva Kohl , ma dopo una volta al potere fecero esattamente quello che voleva la cdu. Si invento un euro jobs, precariato,Aumentando tasse , e lasciando la germania a livello come l italia in questo momento , cioe nella mer.a,

ernest85

Lun, 19/03/2012 - 16:26

SCIPIONE IL SUDDITO SENZA DIGNITA': guarda che quando Alenia aereonautica produce un Boing o Ansaldo dei treni per le metro di Madrid o Los Angles, o la Maserati esporta nei mercati mondiali, tali merci sono prodotte da operai iscritti al sindacato. Visto che parli tanto perche' non vai tu in catena di monataggio 8-10 ore al giorno a tutno continuo per 1100 euro al mese ..nel caso della Fiat se l'azienda continua a produrre La Panda da 50 anni e la gente non vuole comprarla, che colpa ha il sindacato? buffone vai a casa, tu e gli altri essere spregevoli e striscianti del popolino dlla liberta' mi fate schifo!

gianni piquereddu

Lun, 19/03/2012 - 16:33

continuo a chiedermi come ha fatto saviano ad ottenere una superscorta.

dcohen

Lun, 19/03/2012 - 17:12

Che Palle!

voce.nel.deserto

Lun, 19/03/2012 - 18:03

Ma la sinistra criminale lo ha ucciso...Si poteva anche non essere d'accordo,ma in modo civile e democratico.Da Biagi comunque stanno imparando molto Anche se il punto dell'art. 18 può essere tenuto senza danno alcuno.

scipione

Lun, 19/03/2012 - 18:16

ernest85,idiota bananas sinistro, o fai finta di non capire ,secondo una logica sinistra criminale.o sei proprio scemo.Per l'ultima volta cerco di fartelo capire ( anche se mi rendo conto che e' arduo ) Dunque:qui non si sta discutendo dei lavoratori onesti e leali che fanno il loro dovere, mettono l'azienda in condizioni di esportare ,di ingrandirsi e vincere la spietata concorrenza internazionale. QUI SI STA PARLANDO DEL FATTO SE SIA GIUSTO CHE UN'AZIENDA CHE INVESTE I SUOI SOLDI , POSSA O NON POSSA LICENZIARE UN LAVORATORE CHE BOICOTTA LA PRODUZIONE,DANDO UN ESEMPIO DISFATTISTA CHE POTREBBE CREARE NELL'AZIENDA L'ANARCHIA CON GRAVE RISCHIO PER LA SOPRAVVIVENZA DELL'AZIENDA E QUINDI PER IL POSTO DI LAVORO DEI LAVORATORI. Quanto ai " MANDANTI MORALI" del delitto di Marco Biagi, per mano delle " BRIGATE ROSSE ",CHE PER I BANANAS SINISTRI erano KOMPAGNI che sbagliavano ,leggi quello che ha scritto #11 Izdubar, e se non ti basta,cerca Cofferati ; gli attacchi a Biagi e forse capirai.

mariolino50

Lun, 19/03/2012 - 18:38

#12 scipione ma lei crede davvero che quei tre abbiano fatto quello che dice la fiat, che poi non è certo sabotaggio quello si fà con il fuoco o con le bombe, se non ci sono prove e a quanto pare nemmeno testimoni le legge non può che assolvere, o dobbiamo davvero essere alla mercè del primo che passa, di questo passo torniamo alla legge di lynch invece dello stato di diritto, addirittura la fiat si permette di non obbedire ad un ordine della autorità giudiziaria giusto o sbagliato che sia, se lo facciamo noi ci mettono subito al fresco, meglio dieci colpevoli fuori che un innocente in galera, addirittura in America la colpevolezza dovrebbe essere dimostrata al di là di ogni ragionevole dubbio, in mancanza si assolve, come hanno fatto per l'americana a Perugia. per Marforio: quelli di Malpensa dovevano stare fuori o forse dentro, ma non al lavoro, canaglie ci sono da tutte le parti, lei è stato discriminato dai comunisti, sarà, io invece perchè mio padre era comunista e non io.

Ritratto di 02121940

02121940

Lun, 19/03/2012 - 19:05

Biagi è stato ucciso non per le sue idee ma perché era visto dalla sinistra, tutta la sinistra, come un traditore, in quanto era passato a servire il governo Berlusconi. Non so cosa ne pensasse a suo tempo il vostro P/te, in quanto la mia conoscenza del suo augusto pensiero è ferma essenzialmente al 1956, alla sua esaltazione dell'invasione dell'Ungheria da parte dell'esercito sovietico ed alla sua successiva ed a lungo impalpabile marcia indietro. Noto che ad oggi egli rende onore a Biagi e lo ringrazia. Me ne rallegro.

Otaner

Lun, 19/03/2012 - 19:12

Uomini accecati da ideologie folli hanno ucciso Marco Biagi vhe coi suoi studi era impegnato a creare posti di lavoro ben sapendo che il lavoro è vita. Lui ha pagato con la vita l' amore che nutriva nei confronti dell'umanità

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 19/03/2012 - 20:39

xmariolino 50- Guardi che sta parlando con un figlio di socialista, uno dei pochi rimasti tale , anche quando l italia del consenso e dell cambiobandiera osannava mussolini. NON , da comunista del ricambio bandiera cioe il 1943.Come vede siamo una famiglia che non si vende.

franky6464

Lun, 19/03/2012 - 21:03

in italia è reato (secondo gli eroi rossi) creare posti di lavoro, biagi ha pagato per questo. o meglio, è lecito farlo solo per una certa fascia di popolazione e mi chiedo se definirli privilegiati o fessi. Propenderei per la seconda dato che il popolo viene , ancora oggi, illuso e preso in giro con le decorazioni falce e martello. Quello che vorrebbero è scioperare a piu non posso e cavalcare impugnando come scettro l'articolo 18, che azzera tutti i peccati dei farabutti

mariolino50

Lun, 19/03/2012 - 21:50

#14 silvio frappa purtroppo l'inizio della diffusione dei contratti precari si deve al famigerato pacchetto Treu del primo governo Prodi, lo stesso dove Bersanov privatizzò ad oltranza, compreso me e il mio posto di lavoro facendone sparire migliaia, e voi continuate a chiamarli comunisti, hanno fatto più danni agli operai di Silvio che fece solo piccole modifiche, io da pensionato ho avuto l'occasione di provare il cococo su me stesso, un conto è farlo con le spalle coperte dalla pensione, un altro avendo solo quello, sei in balia del vento sottoponibile a qualsiasi ricatto, io potevo mandarli a quel paese in ogni momento ma altri dovevano subire e zitti, a tanti che gli piacciono glieli farei provare un pochino dal vivo, un giovane in questo modo non ha prospettiva alcuna.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 20/03/2012 - 01:35

La cosa più triste, in questa misera storia dell'assassinio del povero Marco Biagi, è che in seno alla nostra società vivono e vegetano ancora oggi molti di quei vigliacchi BR che hanno trucidato una persona inerme. Ma ancor peggio di quei codardi infami delle BR sono coloro che li hanno sostenuti e li sostengono tuttora. Sudici topi che continuano a tramare coltivando le loro di idee di m...a. Imbecilli che hanno fatto dell'arroganza l'unica forma di espressione e che continuano a sopravvivere perché qualche altro immenso idiota li ha definiti "compagni che sbagliano". Il nostro paese deve uscire da questo assurdo e insensato modo di intendere la politica.